Carcarlo Pravettoni Forever (recensione)

Stanchi dei classici candidati, siamo stati al "comizio elettorale" di Carcarlo Pravettoni, detto Paolo Hendel

Carcarlo Pravettoni
m&s - Carcarlo Pravettoni (foto © media & sipario)

Voglio diventare sindaco di questa bella cittadina... vado in Comune e mi insedio, ecco cosa faccio! Semplice no?! Con la mia lista "Asfalto che ride"!

Una contrapposizione tutta da ridere, quella tra il personaggio "scomodo" Carcarlo Pravettoni e il suo autore/vittima Paolo Hendel che, alla stregua di Arthur Conan Doyle, ne tollera, fintamente infastidito, l'ingombrante e prevaricatrice presenza. Le iperboliche e surreali soluzioni di Pravettoni, in grado di risolvere - a modo suo - ogni problema della società italiana, si scontrano con le puntali osservazioni del moderato e riflessivo Hendel, entrambi costituiscono però un motivo di approfondimento, anche se comico, su questa Italia acciaccata e malandata, in mano a molti Pravettoni e a troppo pochi Hendel. Si ride e molto di vizi e virtù talmente stereotipati da essere oramai imprescindibili - purtroppo - da questa società del terzo millennio: e chissà se arriverà a un quarto così.

Un'ora e mezza di spettacolo iniziato con Paolo Hendel nelle vesti di se stesso, accompagnato dalla chitarra di Ranieri Sessa. Il prossimo sindaco Hendel con sarcasmo e ironia è passato da Trilussa alle favole "rivisitate" di Cappuccetto Rosso e Biancaneve e i sette nani: la prima trasformata in un racconto politically correct, assolutamente attento ad animalisti ed ecologisti e la seconda in una sorta di satira politica con Biancaneve salvata dal Cavaliere, azzurro non nel senso favolistico, che lascia i 7 "diversamente alti" minatori (iscritti ovviamente alla CGIL) per lanciarsi in politica. Ma se si parla di politica è lo stesso Hendel ad annunciare la presenza dell'uomo "cardine di grandi aziende, istituti finanziari, partiti politici, un uomo con gli affari nel sangue, ma non nel cervello: Carcarlo Pravettoni!!!"

Ed ecco entrare in scena il ben noto "cervello della finanza" che comincia ad esporre le sue idee ed i suoi "farò" (qualcuno si riconoscerà?): "... con le sue bellezze, il suo mare! Non c'è il mare? Lo porterò! E poi trasferirò il comune all'estero e sarà l'unica cittadina italiana a battere bandiera panamense!"

E' un fiume in piena Carcarlo, nella migliore interpretazione di futuro sindaco (al quale peraltro siamo piuttosto abituati), e non lascia nulla al caso: ha un'opinione su tutto e soprattutto ha tutte le soluzioni, a partire dalla mancanza di lavoro, che risolve lanciandosi nella canzone "Il posto fisso che monotonia" di Pravettoni-Fornero. Il surreale (ma non troppo) personaggio lascia però a Hendel la chiusura, più malinconica, sempre in musica, trasformando "Dieci ragazze per me" in "Dieci lavori per me". Perché forse, il posto fisso, non è poi così monotono... Se avessimo avuto qualche dubbio su chi votare alle prossime elezioni, Hendel, ma soprattutto Pravettoni, lo hanno dissolto.

A lato dello spettacolo, abbiamo avuto la possibilità di rivolgergli alcune domande.

Pravettoni è uno dei suoi personaggi di maggior gradimento per il pubblico...
Sì, ho fatto un anno fa una parentesi per un esperimento con un Molière, ora sono tornato al mio passo di sempre, uno spettacolo che è un monologo comico. Ci giochiamo la scena con Carcarlo Pravettoni, visto che lui è tornato alla ribalta televisiva lo scorso anno, con la sua visione estrema del mondo. Abbiamo costruito questo monologo in teatro sul personaggio di Pravettoni, con la partecipazione di Paolo Hendel. Praticamente si sono invertiti i ruoli, prima era un personaggio estremo che io invitavo e facevo parlare per pochi minuti, ora tiene un comizio di circa 30 minuti, poi lo tolgo di mezzo e vado avanti io.

Ma non corre il rischio che le rubi la scena, impedendole di fare altro?
Peggio le cose vanno in Italia e più funziona Pravettoni, oltre a questo ha una marcia televisiva molto forte, quindi è nel suo momento. Mi diverte molto farlo. Abbiamo forti differenze, a cominciare dai capelli, che io non ho e lui ha copiosi, e tutto il resto che segue. Basta che io pensi e faccia esattamente l'opposto e viene fuori Pravettoni. Questo gioco mi diverte, sia in televisione che in teatro, anche perché dopo Pravettoni posso tornare io e dire la mia, giocando a distanza con lui. Sulla scena poi c'è una presenza fondamentale, Ranieri Sessa, che dà tutto il ritmo al monologo, suonando dal vivo le sue composizioni, un virtuoso della chitarra con un forte senso dell'umorismo. Mi fa da contraltare e dà la cadenza giusta a tutto lo spettacolo.

Comicità e satira possono avere una funzione pedagogica, come un tempo?
Servono a stare meglio a chi la fa, sarebbe velleitario pensare di risolvere le cose con una battuta, sarebbe troppo bello se si potesse cambiare il mondo con una battuta. Lo si fa per un bisogno fisiologico di ridere delle cose che non ti piacciono, che ti fanno paura, che ti fanno arrabbiare, per prendere delle boccate di ossigeno. E' questo, un immediato bisogno che abbiamo tutti noi di esorcizzare la realtà negativa della vita. Io questo faccio da anni, ho cominciato senza accorgermene, per caso, e mi sono trovato a farlo come mestiere, un lavoro fortunato, perché è un gioco che tu fai e che ti piace farlo, anche se non sempre ti è possibile giocare, a volte la situazione non te lo permette.

CARCARLO PRAVETTONI FOREVER
di e con Paolo Hendel
e con Ranieri Sessa alla chitarra
durata variabile, dipende da quanti impegni istituzionali attendono Pravettoni

giornalista
A 25 anni volevo lavorare nel mondo del Teatro. Ora ne scrivo con la stessa passione di allora, facendo molte incursioni nell'arte e meno nella musica.
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