"Amici per la pelle" è un incontro di due diverse anime, o forse andando al ribasso di due semplici conoscenti, o forse qualcosa di molto altro. Di sicuro è stato il primo incontro professionale tra Stefano Reali e Rodolfo Laganà, come espressamente dichiarato, durante il primo allestimento dello spettacolo, dallo stesso regista: "Ci conosciamo da 40 anni, ma è la prima volta che lavoriamo assieme". Affermazione raccolta prima che il ponte sul fiume Aniene, il terzo protagonista del racconto, non fisico ma scenografico, venisse spostato nella Capitale.
All'alba del 5 giugno del 1944, l'orologiaio Tazio (Massimo Wertmuller) e lo "stagnaro" (per chi non è romano si tratta di un termine che indica l'idraulico, ndr) Otello (Rodolfo Laganà), due cinquantenni in paziente attesa dell'arrivo degli americani e la conseguente liberazione della Capitale, hanno deciso di lanciarsi in un gesto di coraggio e di lotta clandestina, il primo in tutta la loro esistenza, quindi ancora più inspiegabile, vista la pochissima propensione finora avuta a cacciarsi nei guai. I due, più Tazio che Otello, hanno deciso di sminare il ponte sul fiume Aniene, mostrando così una forma di coraggio accuratamente evitata per tutto il conflitto prima, e in maniera quasi certosina dopo, durante la sempre più oppressiva (e sanguinaria) occupazione tedesca. Ma c'è sempre tempo per cambiare decisione nella vita, anche quando non sembrerebbe che ce ne sia più il bisogno. Anzi, forse è proprio questo il momento di prendere quelle decisioni che non si sono mai palesate prima.
L'imprevisto che si scontra con il glorioso gesto dei due "eroi all'improvviso" è costituito però da una mina antiuomo su cui inavvertitamente Otello si siede, una mina che probabilmente i tedeschi hanno lasciato sul ponte, un ordigno che potrebbe anche essere difettoso e non esplodere. Ma come riuscire a saperlo, senza correre il rischio di morire e vanificare così tutti i patimenti sofferti finora? Otello non può muoversi dal ponte e dalla propria posizione e Tazio non può sicuramente lasciarlo solo. In questa impasse scenica (ci ha ricordato la stessa lenta e suggestiva atmosfera di "14a ora" di Henry Hathaway, 1951, peccato la mancanza del bianco e nero) i due si aprono ad un continuo scontro verbale, ma anche ad impossibili in altro momento confessioni, nello struggente ricordo di Lucianina, la figura femminile importante per la vita di entrambi. Se il ponte esploderà o no lo si può scoprire solo andando in teatro, dove è sicuramente più importante assistere al percorso di amicizia tra i due che "preoccuparsi" della possibile esplosione.
Un piccolo racconto di due eroi di fantasia, ma dimenticati come quelli reali, una piccola storia di amicizia come ne sono passate tante, indossata come una veste crepuscolare dai due interpreti, a loro perfetto agio con i due personaggi e con il mestiere che entrambi indossano da decenni. A fare da sottofondo lo scorrere del fiume che senza prendere parte al conflitto continua a sottolineare i tanti errori degli uomini, di ieri e anche di oggi. Per quelli di domani dobbiamo attendere ancora un po', ma siamo sicuri che non tarderanno a manifestarsi. E se l'esplosione ci sarà, dovremo solo sperare che sia lieve.
Scriveva Stefano Reali nelle note che accompagnavano il debutto dello spettacolo: “Si tratta di personaggi inventati che si innestano su una storia vera per raccontare l’atto di eroismo del più giovane martire della Resistenza morto a 12 anni. Ho voluto dare visibilità a questa storia immaginando due romani nell’atto di disturbo di questa azione per rendere omaggio a chi è diventato un eroe senza popolarità”. Un eroe quindi sconosciuto come tutti coloro che in nome di altri hanno sacrificato la loro vita, agli altri gli onori, a loro solo le pallottole o le bombe o le mine, tanto il risultato è sempre lo stesso.
AMICI PER LA PELLE
di Stefano Reali
con Massimo Wertmuller e Rodolfo Laganà
regia Stefano Reali
scenografia Carlo De Marino
costumi Mara Gentile
disegno luci Gian Marco Cacciani
musiche originali Stefano Reali
aiuto regia Natalia Balestra
tecnico luci Niccolò Santibelli
organizzazione Alessandro Prugnola









