Imparare ad amarsi (recensione)

Bisogna imparare ad amarsi in questa vita, a lasciarsi quando è finita. E vivere ogni istante fino all'ultima emozione

 Carlo (Pino Insegno) e Isa (Alessia Navarro)
m&s - Pino Insegno e Alessia Navarro sono i due protagonisti di Imparare ad amarsi (foto © media & sipario)

Un piacevole racconto di vita e dissidi di coppia, ma anche una "lezione" su come amare e riuscire a convivere con i pregi e i difetti dl proprio partner, una "lectio coralis" (due gli attori fisici sul palco, in rappresentanza di almeno una dozzina di personaggi) che  viene impartita da insegnanti particolari: Pino Insegno e Alessia Navarro, diretti da Siddhartha Prestinari, su di un testo francese, scritto da Pierre Palmade e Muriel Robin, ampiamente - come raccontato a fine spettacolo - rivisto da Claudio Insegno (tanto per rimanere sempre in famiglia).

"Imparare ad amarsi" è una storia d’amore come tante ce ne sono, dovunque, in Francia come in Italia, passando - se volete - dall'Australia o dal Perù. Carlo (Pino Insegno) e Isa (Alessia Navarro) si incontrano per caso, tra i due scoppia la classica scintilla e l'interesse praticato si trasforma in "amore" (termine quanto mai abusato e maggiormente avvezzo ad una celebre marca di cioccolatini con "cuore" di nocciola). E' facile, semplice, forse troppo, il transito dal piacere di stare assieme all'ufficialità del matrimonio che, religioso o civile che sia, prevede comunque una certa dose di impegno reciproco, "tutti i giorni della mia vita" per il primo, meno costringente il secondo, anche se poi bisogna procedere di carte bollate e avvocati per riuscire a piantarla lì.

Passano gli anni, 6 per la precisione, quindi il fatidico e classico "momento no" è praticamente dietro l'angolo e i due innamorati si scoprono sempre meno tali, dall'esaltazione dei primi giorni sono passati al fastidio malcelato (per nulla) di dover condividere gli stessi spazi, succede quando si vive nello stesso appartamento e non si tratta della Reggia di Caserta. Si ricorre l'uno all'altra solo per le necessità domestiche (tipico atteggiamento maschile di cui tante mamme dovrebbero rendere conto in fase di separazione), non si fa più sesso, ma soprattutto non si ride più. La complicità si è completamente spezzata, dissolta nell'aria, si passa il tempo a recriminare con il classico "Sì, ma tu...", non si cercano soluzioni ma solo contrasti. I rari momenti di pace tra i due si conquistano solo quando Isa è lontana da Carlo e viceversa.

In questi casi o si ricorre alla meravigliosa "guida per l'uomo sposato" filmata da Gene Kelly nel 1967, riadattando per il proprio ménage i consigli ricevuti da Walter Matthau, o, rimanendo nella stessa filmografia, si ricerca una soluzione eccessivamente drastica ("E' ricca, la sposo e l'ammazzo" di Elaine May, 1971), oppure, visto che il nosto ordinamento giuridico lo consente, si ricorre ad una più semplice, e in alcuni casi anche indolore, separazione. Per poi ritrovarsi, poco dopo, con due nuovi partner - rispettivamente Filippo e Ana - e la caparbia convinzione che il primo rapporto sentimentale sia stato solamente un inevitabile incidente di percorso, il classico e scusabil errore di gioventù, a prescindere dall'età dichiarata dai documenti.

Un testo lieve, forse anche troppo lieve, a giudicare dalle considerazioni di Pino Insegno ("mancava il finale") nel prolungato saluto al pubblico dopo lo spettacolo, cui immaginiamo la coppia reale nella vita (non siamo improvvisamente interessati al gossip, ma è un dato di fatto che i due protagonisti siano anche sposati) si sia prestata volentieri al gioco teatrale, fornendo anche ulteriori caratterizzazioni e puntualizzazioni fuori copione. Forte della fisiologica complicità personale, la coppia si sostiene, permettendo ad Alessia Navarro di cambiare registro interpretativo (dalla drammatica Frida Kahlo alla comica Isa), mantenendo la stessa credibilità. Pino Insegno è nel suo ambiente più naturale, la commedia, dove sa facilmente (almeno questo è quello che dà a vedere) muoversi e la regia aiuta nel raggiungimento del buon risultato finale. Coppia scoppiata sul palco? Può darsi, ma quanti applausi si riescono a ricevere così. Quasi quasi conviene separarsi più spesso!

IMPARARE AD AMARSI
di Pierre Palmade e Muriel Robin
adattamento Claudio Insegno
con Pino Insegno e Alessia Navarro
regia Siddhartha Prestinari
musiche originali Bungaro e Antonio Fresa
scene Tiziana Liberotti
costumi Rosalia Guzzo
durata 75 minuti, escluso intervallo

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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