Una serata tra "amici", una serata come tante di tante coppie, organizzata da Gilda (Valentina Olla) e Paolo (Federico Perrotta). Fervono gli ultimi preparativi e ovviamente i due padroni di casa, in disaccordo su qualsiasi cosa, ne approfittano per bisticciare: anche questa è una serata come tante altre precedenti. Si discute sul vino, se aprire una bottiglia di rosso o di bianco, parimenti provenienti dal discount sotto casa. Si discute se offrire una cena leggera o appena tartine (vecchie e rigenerate accuratamente). Come per ogni coppia sposata che si rispetti (e che sia centrale in un copione teatrale o in un soggetto cinematografico), si trovano facilmente appigli per scatenare una discussione senza fine. Prima, durante e dopo il "ricevimento" degli ospiti.
Quello che la coppia di grandi amici, composta da Lina (Sabrina Pellegrino, anche autrice del testo) e Lorenzo (Claudio Insegno, anche regista della pièce), non conosce ancora è il vero motivo dell'invito. Sicuramente non per mangiare tartine rigenerate o un liquido con tracce di uva, utile - forse - solo per farne un aceto di bassissima qualità. I due sono stati invitati per essere informati che la coppia dei padroni di casa è "scoppiata" e che possono, anche non subito, decidere chi vorranno frequentare, dalla separazione in poi. Decisione difficile che può essere presa anche in forma singolare, come fa immediatamente Lorenzo, che evidentemente subisce il fascino da femme fatale di Gilda (il nome di scena è tutto un programma), affrettandosi a dichiararsi a favore della "lei" dell'altra coppia. Segno inequivocabile che la solidarietà è forse femminile, ma sicuramente non è maschile, come avremo modo di verificare più avanti.
Da questo momento in poi le vicende di coppia già "scoppiata" e di coppia "ancora no, ma ci manca poco" si mescolano e si confondono nel registratore a cassette della vita, dove i pulsanti di accensione/spegnimento e di avanzamento rapido/riavvolgimento sono nelle mani di un costoso analista, cui ci si rivolge quando oramai è tardi. Il professionista dell'ascolto costringe i quattro a sottoporsi a sedute dove tentare, senza successo, di ricomporre i dissidi. Assistiamo così a micro-racconti del loro passato, ad avanzamenti nel futuro, a siparietti sul "come sarà la mia vita senza di te", tutti abilmente agevolati da due assistenti con battuta (Marco D’Angelo e Giulia Perini) che, al pari di due classici e nobili "servi di scena", intervengono puntualmente e sistematicamente per le necessarie sottolineature sceniche e drammaturgiche.
A chi ha qualche anno in più (molti di più) il continuo confronto/scontro ha ricordato le stesse atmosfere - rese più suggestive dal bianco e nero dell'epoca - di “Signore e Signora”, un delizioso varietà Rai del 1970, scritto da Amurri e Jurgens, diretto da Eros Macchi e interpretato da Lando Buzzanca (il “Lui”) e Delia Scala (la “Lei”), evidente segno che la coppia se scoppia, o finge di farlo, funziona in qualsiasi sistema di intrattenimento. Non dimentichiamo che Claudio Insegno ha recentemente riadattato per la scena italiana Imparare ad amarsi di Pierre Palmade e Muriel Robin, ad ulteriore conferma di essersi già trovato a proprio agio nell'avere a che fare con gli amori di s/coppia (cit.).
Quale sarà la scelta che accompagnerà il percorso di vita dei quattro protagonisti? Meglio separarsi, rimanere soli o cercare un/a potenziale sostituto/a, guardandosi appena intorno? E se poi non si facesse altro che reiterare l'errore già commesso?
Non sarà più confortevole tornare sui propri passi per un “usato sicuro” di cui, almeno, si conoscono tutti i pochi pregi e i tanti difetti. Guardandosi con un principio di onestà allo specchio, dopotutto chi non ne ha? Basta solo analizzare i propri, perché si possano accettare quelli degli altri, anche se i propri difetti solitamente si sopportano di più di quelli degli altri. A partire da “A qualcuno piace caldo” (1959, indiscusso capolavoro di Billy Wilder), ogni strada del genere è sempre stata percorribile. E vissero tutti infelicemente contenti.
COPPIE FELICEMENTE INFELICI
di Sabrina Pellegrino
con Federico Perrotta, Valentina Olla, Claudio Insegno, Sabrina Pellegrino
e con Marco D’Angelo e Giulia Perini
regia Claudio Insegno
scene e costumi Graziella Pera
disegno luci Marco Laudando
fonica Marco De Angelis
produzione UAO Spettacoli
durata 90 minuti, escluso intervallo








