Meridiani nasce dal desiderio di coniugare tematiche universali: l’infanzia, l’amore, la malattia, la morte, la percezione del tempo, l'intrinseca fragilità di ogni fenomeno che ha l'ambizione dell'eternità. Cercare di raccontare una storia che custodisca qualcosa di magico, di universale e allo stesso tempo di giocoso ed effimero. Il tema della morte viene affrontato dal punto di vista di chi resta e di chi muore. Reii, Gigo e Dinamo sono gli anagrammi di ieri, oggi e domani.
Reii è il passato, è indolente e immerso nei suoi vizi, seduto sulla vita, vittima di se stesso e dei suoi errori, della sua goffaggine e della vigliaccheria che lo condanna a non dichiararsi alla donna che ama. È incastrato nei suoi difetti, vive una continua condizione inadeguatezza a volte irresistibilmente comica. Sempre un po’ sotto o un po’ sopra le righe, mai al posto giusto nel momento giusto, cerca in tutti i modi di allontanare il futuro e di attrarre a sé il presente.
Gigo è il presente, in continua tensione tra passato e futuro, tra abitudine e scoperta. Non riesce a credere di bastare a se stessa, subisce l’angosciante proiezione indietro o in davanti, senza mai godere della pace del suo tempo. Gigo e Reii sono immersi nella nostalgia, orfani senza radici, non hanno mai ricevuto una festa di compleanno e passano la vita cantando e suonando alle feste di altri bambini.
Dinamo è il futuro ed è un malato terminale che vuole uccidersi prima di assistere alla rovina definitiva del suo corpo. Il futuro è già morto o quasi morto, non è ancora o non è più, è l’oggetto dell’innamoramento del presente ed è un archeologo, colui che sa leggere, interpretare, comprendere le rovine del passato. Quando proviamo a pensare al futuro, coesistono in noi speranze e paure, in Dinamo convergono le speranze e le paure per eccellenza, quelle che riguardano ogni persona: l’amore e la morte.
Meridiani vuole festeggiare la morte, vuole compiere un rito collettivo di saluto e ricongiungimento con chi crediamo di aver perso, vuole raccontare la sensazione di sentirsi seguiti e protetti dai nostri morti, celebrare chi c’è stato prima di noi e chi pensiamo ci abbia lasciati soli. È dedicato a chiunque creda di aver perso qualcuno.
SALVIAMO I TALENTI
Premio Attilio Corsini 2022
presenta
MERIDIANI
con Giuseppe Brunetti, Loris De Luna, Chiarastella Sorrentino
drammaturgia Carlo Galiero
regia Chiarastella Sorrentino
musiche originali Giuseppe Brunetti
scene Rosita Vallefuoco
costumi Rachele Nuzzo
disegno luci Sebastiano Cutiero
progetto sonoro Filippo Conti
aiuto regia Elvira Scorza
assistente alla regia Caterina Modafferi
realizzazione scene Mauro Rea
produzione Attori & Tecnici









