Doppia tappa toscana per Carmen Consoli, nell’ambito del tour che segue l’uscita di “Amuri Luci”, nuovo album che segna l’avvio di una trilogia tematica sulle sue tre “anime”: le radici mediterranee, la matrice rock e il cantautorato puro.
La cantautrice porta in scena più di un concerto, un vero spettacolo in due atti che parte sulle note dei brani di “Amuri Luci”, in cui il dialetto siciliano, con contaminazioni greche e latine, è utilizzato non come folclore ma come materia viva. Vestita di bianco e con la chitarra in tracolla, Carmen passa da "Mamma Tedesca" a "Parru cu Tia", declinando temi come la guerra, la memoria e la ribellione, accompagnata da video-fondali che alternano pittura bellica e immagini di manifestazioni contemporanee.
La seconda parte dello spettacolo assume toni più celebrativi, pur restando coerente con l’ossatura intellettuale dell’artista: brani come “L’ultimo bacio”, “Parole di burro” e “In bianco e nero”, alcuni dei quali non eseguiti dal vivo dal 1996, tornano in scaletta con il peso della storia. In chiusura, la scelta di includere "Amore di Plastica" (prima canzone della sua carriera) è letta come un gesto di riconoscimento verso il proprio percorso, con ironia e tenerezza.
Un equilibrio raro tra impegno sociale, radice popolare e riflessione culturale: un’esperienza teatrale, più che un concerto tradizionale, in cui la musica diventa dispositivo composito, impossibile da ridurre a un solo gesto.
Teatro Verdi
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Marco Mannucci







