Barbie. The Icon (recensione)

In oltre 60 anni di vita Barbie è stata di tutto: cavallerizza, astronauta, icona di stile, giornalista

Barbie. The Icon
m&s - Barbie. The Icon

Con "lei" hanno realizzato i propri sogni decine di migliaia di bambine. Ora è anche un'opera d'arte da mettere in mostra.

Quale potrebbe essere il "problema" nel visitare una mostra dedicata a Barbie - fino al 2 ottobre 2016 al Palazzo Albergati di Bologna - per poi recensirla? Nessuno, a meno che non si faccia parte della generazione di "bambine cresciute" che hanno giocato e rigiocato con la bambola forse più famosa del mondo e che vedono, custodite nelle teche senza possibilità di essere toccate, non solo dei giocattoli o delle opere d'arte, ma pezzi della propria infanzia ed anche, sì, della propria vita.

E' infatti un problema "scrollarsi" di dosso il desiderio di prendere in mano quest'oggetto alto 29,5 centimetri che, fin dalla sua apparizione, è diventata un'icona di stile ed oggetto di desiderio non solo delle bambine per il puro gusto del gioco, ma anche di fashion designer, stilisti e perfino di artisti -  Andy Warhol, nel 1986, omaggiò l'amico Billy Boy con un ritratto di Barbie - per poter tornare momentaneamente all'infanzia e cercare per un attimo di tornare ai propri reconditi desideri.

"Guarda io avevo questa!" "Ma questa non era uscita mora? Questa è bionda!". Facile sentire questo genere di frasi tra le "bambine cresciute" in mezzo alle aree espositive che ripercorrono i 56 anni in cinque sezioni, di Barbara Millicent Robert - vero nome di Barbie, "figlia" di  Ruth e Elliot Handler (creatori della Mattel Creations).

Principessa, medico, giornalista, imprenditrice, mamma, cavallerizza, rockstar, tennista, chef e diva del cinema, astronauta e infermiera, campionessa sportiva, assistente di volo e perfino candidata alla presidenza. Ma anche Cher, Lucille Ball, Marilyn Monroe, Audrey Hepburn. Barbie ha veramente fatto di tutto, è stata tutto, ed ha attraversato indenne ogni evento della storia e della società, dai Kennedy a Barack Obama.

E' forse stata anche più di quanto immaginava Barbara, la figlia di Ruth Handler, nelle storie che inventava per le bambole di carta con le quali giocava insieme alle amiche e da cui Ruth prese l'ispirazione per la bambola che ha cambiato la vita delle bambine di più generazioni. Da semplice gioco a oggetto da collezione, da "pietra dello scandalo" per i nutrizionisti (qualcuno, nel passato, si è divertito anche a confrontare le misure della Barbie con una donna reale "gridando" alla maleducazione) a bambola sensibile agli handicap.

Le sezioni sono ampie e abbracciano qualsiasi mondo Barbie abbia vissuto: "Barbie è la moda", con i migliori look della storica bambola, vestita nel corso del tempo da decine di case di moda e di stilisti; "Barbie Family" con tutti i personaggi che ruotano attorno al mondo di Barbie, (mai sentito parlare di Ken?); "Barbie Careers", incentrata sulle mille professioni in cui Barbie si è cimentata; "Dolls of the World", con le Barbie vestite con costumi tradizionali di tutto il mondo e i modelli prodotti per celebrare momenti importanti della storia contemporanea, come la caduta del muro di Berlino. Infine "Regina", diva e celebrity, in cui Barbie veste i panni di donne famose d'ogni epoca, da Cleopatra a Caterina de' Medici.

Oscar De La Renta, Bob Mackie, Moschino, Karl Lagerfeld; decine di stilisti hanno fatto a gara per vestire l'oggetto del desiderio Mattel ed hanno creato dei veri e propri gioielli da collezione. Se qualcuna (o qualcuno!) avesse la fortuna di avere in casa un esemplare, magari completo di scatola, di una di queste o delle prime Barbie in circolazione potrebbe avere tra le mani un vero e proprio tesoro, addirittura da poter vendere all'asta. Ma che valore si può ottenere da una vendita che sia maggiore della somma di tutti i sorrisi che ha strappato e strapperà ancora Barbie alle bambine di tutto il mondo?

Una mostra per bambine e per "ex bambine". Barbie è una bambola che ha unito le generazioni e, forse, nel percorso espositivo, si divertono più le mamme che le figlie.

BARBIE. THE ICON
a cura di Massimiliano Capella

la mostra è prodotta da Arthemisia Group e 24ORE Cultura – Gruppo 24 ORE
con il patrocinio del Comune di Bologna
in collaborazione con Mattel

Palazzo Albergati
Bologna

giornalista
A 25 anni volevo lavorare nel mondo del Teatro. Ora ne scrivo con la stessa passione di allora, facendo molte incursioni nell'arte e meno nella musica.
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