The Floating Piers

Che particolare sensazione "camminare" sulle acque del Lago d'Iseo e immergersi nell'arte

m&s - The Floating Piers (foto © media & sipario)

Un modo diverso di vivere il lago lombardo: non immergendosi a riva, cercando magari un po' di refrigerio dalla calura estiva, ma piuttosto nell'arte, quella di Christo, il progettista - insieme alla moglie Jeanne Claude (scomparsa nel 2009) - e realizzatore dell'opera The Floating Piers: una passerella sul lago d'Iseo per "camminare sulle acque" nel vero e proprio senso della parola. Abbiamo voluto toccare con mano, anzi con "piedi".

"L'unico mezzo con cui possiamo preservare la natura è la cultura" affermava già negli anni sessanta Wendell Berry, romanziere statunitense, poeta, attivista ambientale e agricoltore, per spiegare quanto sia evidente come l'uomo debba rapportarsi con l’ambiente di cui è ospite. Mai come nelle opere di Christo, artista di origine bulgara naturalizzato statunitense, questa frase ha trovato compimento. Da molti definito esponente della Land Art (movimento artistico nel quale si interviene sul territorio, sul paesaggio, sull'ambiente, in contrapposizione all'esposizione di opere d'arte negli "asettici" spazi espositivi) ha cominciato a realizzare progetti monumentali e di ampio respiro nel 1964, intervenendo in maniera diretta quanto effimera sugli edifici. Di grande impatto sociale fu, ad esempio, l'impacchettamento del Reichstag di Berlino con del tessuto argenteo.

Questa volta non si parla di argento, ma di "oro liquido", una passerella di 70.000 metri quadri di tessuto giallo, sostenuta da un sistema modulare di pontili galleggianti, formato da 200.000 cubi in polietilene ad alta densità. Un colore che, attraverso le sue pieghe, ha calamitando l'attenzione non solo degli italiani, amanti dell'arte e non, ma del mondo intero e che si integra perfettamente nell'ambiente circostante, dando l'impressione di non riuscire più ad immaginare il lago e Monte Isola senza di esso. Il tessuto che ricopre la passerella è cangiante, si modifica nella tonalità a seconda dell'intensità del sole e dalla prospettiva in cui lo si guarda o si "vive", esattamente come l'acqua - che presuntuosamente ricopre - cambia a seconda dell'umore della giornata e del lago stesso.

L'artista ha più volte invitato gli spettatori-attori dell'installazione, la cui realizzazione è durata due anni, a camminare a piedi scalzi, anzi nudi, per vivere appieno l'esperienza plurisensoriale che deriva dall'essere sulla passerella: oltre al movimento ondulatorio (ma anche sussultorio) originato dall'acqua e dal vento, stando molto attenti si possono percepire i rumori derivanti dalla compressione dei cubi in polietilene, sentire i profumi portati dalla brezza e guardare il lago e l'ambiente circostante da un'altra angolazione.

Osservare l'ambiente da una diversa ottica è effettivamente sempre stato lo scopo e il leit motiv di tutta la produzione artistica del duo Christo e Jeanne Claude (The Floating Piers fu concepito nel 1970), con opere dal forte impatto ambientale ma solo sensoriale: oltre all'essere autofinanziate dalla vendita di bozzetti, schizzi preparatori e progetti, una volta "smontate", le opere sono sempre state riciclate attraverso un processo industriale, quasi a ulteriore compimento della frase "tutto si crea, nulla si distrugge".

La temporaneità della "passerella" è l'ulteriore attrattiva di The Floating Piers, tanto da aver causato nei giorni di exhibition disagi, code e blocchi del traffico che, uniti alle condizioni meteorologiche qualche volta avverse, hanno generato alcune critiche oltre ai numerosi plausi.

L'arte ha però bisogno di tempo e pazienza e, per esperienza diretta, possiamo affermare che, con molta organizzazione e la giusta filosofia di approccio, è un'opera da non perdere e sicuramente da vivere come consigliato "a piedi scalzi" e con la mente sgombra da preconcetti e supponenza.

giornalista
A 25 anni volevo lavorare nel mondo del Teatro. Ora ne scrivo con la stessa passione di allora, facendo molte incursioni nell'arte e meno nella musica.
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