West End Live 2020 (virtual)

Sarà anche (obbligatoriamente) in virtuale, ma anche questa edizione ha saputo trasmettere grandi emozioni

West End Live 2014
m&s - West End Live 2014 a Trafalgar Square (foto © media & sipario)

Abbiamo già avuto il piacere di essere a Londra, a Trafalgar Square, negli anni precedenti, assieme alle tante altre centinaia di migliaia di persone che come noi hanno applaudito e cantato (molti anche ballato) le hit interpretate dal vivo dagli stessi performer che poi, anche la sera stessa, si sarebbero esibiti nei teatri del West End, il quartiere a più alta densità di musical d'Europa (bilanciato nel mondo dal suo omologo americano, Broadway, a New York).

Come tutti sappiamo l'emergenza sanitaria ha necessariamente impattato e riprogrammato i piani logicistico-operativi di tutti i settori di contatto, tra cui pesantemente quello dell'intrattenimento dal vivo, fatto in massima parte di un palco con decine di artisti e di un pubblico sotto, a poca distanza gli uni dagli altri. Evitiamo comunque di lamentarci "troppo", perché noi che possiamo farlo siamo "dall'altra parte", non appartenendo - per fortuna! - agli 8.465.085 casi confermati, con 454.258 decessi in 208 paesi (fonte: Organizzazione Mondiale della Sanità).
Detto questo, doverosamente, passiamo allo show, al meglio delle ultime edizioni, trasmesso dalla pagina Facebook del West End Live, sabato 20 e domenica 21 giugno, esattamente - ma è probabile con altre esibizioni - come sarebbe dovuto accadere in presenza.

Apertura con parte del cast di The Lion King, peccato manchino le meravigliose macchine sceniche viste in teatro (solo quelle valgono il costo del biglietto e l'attesa). Un grandissimo show in perfetto stile West End: 20 anni - ad ottobre - di repliche al Lyceum Theatre, più di 16 milioni di spettatori a Londra, più di 100 milioni nel mondo e 6 Tony Awards (l'Oscar del musical americano). Non si possono non eseguire "Circle of Life" e "Can You Feel Tonight" di Elton John e Tim Rice, considerando che con quest'ultima l'inedita coppia di compositori ha anche ricevuto un Premio Oscar nel 1995 (Best Original Song). Per quanto inutile il nostro parere, continuiamo a preferire la prima.

Altra versione in musical di un film (meno celebre e anche meno riuscito del Re Leone), ossia "Heathers" (in Italia è "Schegge di follia" di Michael Lehmann), un racconto sul bullismo scolastico adolescenziale della fine degli anni '80 con Winona Ryder e Christian Slater. Ma su questo stesso ambito suggeriamo, rimanendo in ambito cinematografico, "Bully" del solito Larry Clark o la versione teatrale italiana di Girls Like That di Evan Placey. "Heathers The Musical" ha una strepitosa Carrie Hope Fisher (18 anni!) come protagonista, ascoltatela cantare "Seventeen", assieme a Jamie Muscato, e sarete d'accordo con noi.

La scaletta virtuale vira al rock di "Bat Out of Hell" di Meat Loaf. No! il creatore e compositore del musical è Jim Steinman, ma il disco, anzi i due dischi del pipistrello, "appartengono" di diritto al Meat Loaf di tanti anni (e qualche kilo) fa. Cast ovviamente ineccepibile (e raro trovare qualcuno inadatto al ruolo da queste parti), ma chi ha i due album nello scaffale apprezza appena meno la diversa presenza scenica, "I'Do Anything For Love" è comunque in grado di trasmettere sempre le stesse emozioni, anche quando fa parte di un medley. Ci sembra naturale (e normale) che il pubblico londinese (giovane e adulto) balli durante la performance, lo avremmo fatto tutti.

In prosecuzione abbiamo l'immancabile "Les Miserables", in scena appena dal 1985 e successo planetario da molto prima del film. Poi scopriamo l'esistenza dei musical canadesi con "Come From Away", esordio premiato con un Olivier Award (l'Oscar del musical britannico). Altro grande classico, "Wicked", applauditissima rielaborazione del Mago di Oz. Il WEL ci deliziosa con una curata composizione video (di altissima qualità) che miscela voci e inquadrature delle 4 cantanti che ne sono state protagoniste, tutte impegnate in "Defying Gravity", la hit delle hit del musical.

Tributo ai Kinks con "Sunny Afternoon" e ovviamente esecuzione di "You Really Got Me" in perfetto stile "brit", poi, forse per essere musically correct, si omaggia anche Frankie Avalon con Jersey Boys e - dopo "Memphis" - si torna da quest'altra parte dell'Oceano Atlantico, per due molto (forse troppo) azzardate rivisitazioni della storia e della letteratura britannica, occhio particolarmente strizzato ai giovanissimi (anche loro vanno a teatro). Prima abbiamo "Six", ovvero le sei mogli di Enrico VIII in versione concerto pop, e poi "& Juliet", dove solo Romeo è morto e Giulietta viene spedita dai Capuleti in convento. Consoliamoci con una piacevole esecuzione a tre voci della "It's My Life" di John Bon Jovi che ne fa parte.

La seconda parte si apre con "Tina", poi "Jamie" e uno "Strictly Ballroom" di ispirazione televisiva (consoliamoci che non tocca solo a noi) da dimenticare presto, anche per gli irraguardosi arrangiamenti. Diverte, anche se è più teatrale che musicale, "Only Fools and Horses", un classico racconto comico dal palco affollatissimo. Si rimane sul teatro comico con "Kinky Boots". Finalmente arriva uno dei motivi (forse il principale) per il quale stiamo guardando. Organo, Christine e sua immensità The Phantom of the Opera. Il brano è l'omonimo con il quale da 34 anni OG è al servizio di Sir Andrew Lloyd Webber. Fusione video tra 3 Christine e addirittura 6 Fantasmi. Per un attimo siamo tentati di tornare indietro e metterlo in loop, ma viene annunciata "Matilda" e non possiamo mancarle di rispetto così.

"The Barricade Boys" è uno showcase con interpreti provenienti dal cast di "Les Misérables", con incursioni anche in altri musical di successo. Per fortuna nostra arriva sul palco la band scatenata di School of Rock, così evitiamo di chiedercene il perché. L'assolo non sarà perfetto, ma la faccia tosta per provare a fare Jimi Hendrix c'è. Con "Mamma Mia!" ragazzini e genitori (anche nonni) cantano assieme le stesse canzoni degli Abba. "Dreamgirls" e poi l'interessante "Waitress" con una eccezionale Lucie Jones che assieme al "suo" pubblico canta "She Used To Be Mine". Forse "Cameriera" approderà anche in Italia, ma è veramente troppo presto per scriverne".

L'encore di chiusura è quello guidato da John Owen-Jones (The Phantom of The Opera, Les Misérables) nel 2017, ma non è così importante, perché è il pubblico che diventa il vero protagonista di questi appuntamenti. Si canta tutti assieme, intonati o meno, si rinnova quel momento collettivo di liberazione, entusiasmo, affetto se non amore, che solo un evento del genere può riuscire a suscitare, mettendo per 2/3 ore alle nostre spalle qualsiasi problema. Il Virtual West End Live è terminato, non ci resta che applaudirlo ancora una volta e sperare di essere lì, in reale, il prossimo anno. Adesso possiamo tornare indietro e rivedere i Fantasmi, ma anche "Waitress".

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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