Si è svolta negli spazi della Sala Eventi della Libera Università di Lingue e Comunicazione a Roma, la presentazione del volume L’educazione teatrale a scuola. Le reti teatrali italiane e la formazione dei docenti, curato da Claudia Chellini e pubblicato da Carocci. Un appuntamento che ha riunito numerose figure istituzionali, rappresentanti del settore culturale e protagoniste e protagonisti della scena teatrale italiana, per riflettere su un progetto triennale che ha intrecciato ricerca, formazione e pratiche artistiche in ambito scolastico.
Il libro documenta un percorso triennale promosso dall'Associazione delle Reti Teatrali Italiane, da Indire e dal sistema Federvivo/Agis, che ha coinvolto complessivamente 7369 partecipanti tra docenti, educatrici ed educatori, artiste e artisti. Una comunità ampia e distribuita sul territorio nazionale, impegnata a esplorare il potenziale del teatro come strumento educativo e come linguaggio capace di favorire inclusione, pensiero critico e consapevolezza emotiva.
La ricerca approfondisce i processi di apprendimento attivati dal teatro a scuola, mettendo a confronto esperienze territoriali eterogenee e individuando elementi comuni, replicabili, sostenibili. Il progetto ha inoltre costruito una rete stabile di interlocutori - accademici, istituzionali e culturali - che ha reso possibile la sistematizzazione del lavoro in un volume organico e ricco di evidenze qualitative.
Durante la presentazione, è stata sottolineate la capacità del teatro di configurarsi come vero e proprio dispositivo educativo. Le pratiche teatrali, soprattutto quando rivolte alle classi, sono state presentate come un laboratorio di crescita personale e collettiva: un luogo in cui docenti e studenti possono esplorare il linguaggio del corpo, sviluppare abilità relazionali, rafforzare il senso di comunità e accedere a forme di apprendimento attivo.
La formazione destinata ai docenti (conoscitiva ed esperienziale) si è rivelata poi determinante. Grazie alla sperimentazione diretta, gli insegnanti hanno potuto acquisire strumenti pedagogici innovativi e comprendere il valore della dimensione laboratoriale, esperienziale, partecipativa. Il volume dedica un approfondimento anche all’educazione nei primissimi anni di vita, coinvolgendo le educatrici dei nidi e valorizzando l’arte come componente essenziale del benessere infantile.
La giornata si è aperta con i saluti istituzionali della Rettrice IULM, Valentina Garavaglia, e ha visto la partecipazione di figure di riferimento del settore: Francesco Giambrone e Domenico Barbuto (AGIS), Antonio Parente (Direzione Generale Spettacolo del MiC), Francesco Manfredi (INDIRE, in collegamento video), Marco Parri (Federvivo, in collegamento).
Il primo tavolo, dedicato a “Le reti teatrali e il progetto nazionale”, ha analizzato il ruolo delle reti territoriali, la loro capillarità e la capacità di instaurare alleanze operative con le scuole. Hanno dialogato Gilberto Santini, Presidente ARTI, Patrizia Coletta, Vicepresidente e Direttrice della Fondazione Toscana Spettacolo, Claudia Chellini, prima ricercatrice INDIRE, e Gaetano Oliva (Università Cattolica del Sacro Cuore), in collegamento video.
Il secondo tavolo – “Il teatro come strumento educativo” – ha posto al centro l’impatto del linguaggio teatrale nei percorsi scolastici, grazie agli interventi di Cristina Giachi, relatrice della legge regionale Toscana 56/2025, Giulia Minoli, Ettore Bassi, Veronica Pivetti (in collegamento) e il contributo video di Lino Guanciale. In particolare è stato evidenziato come la legge toscana rappresenti un modello avanzato per l’inserimento sistematico del teatro nella scuola, con risorse dedicate e una visione strutturale che le promotrici e i promotori auspicano possa essere adottata su scala nazionale.
L’incontro ha ribadito l’urgenza e la necessità di un approccio educativo che includa stabilmente le arti performative nei curricula scolastici. Il teatro, come mostrato dall’esperienza triennale, non è una mera attività accessoria ma una leva pedagogica in grado di stimolare autonomia, creatività, collaborazione, competenze emotive e sociali.
La pubblicazione di Claudia Chellini si propone dunque come un riferimento operativo per docenti, dirigenti, artiste e artisti, offrendo un modello di progettazione, strumenti di lavoro e riflessioni che possono orientare la crescita delle nuove generazioni e favorire un rapporto più solido tra scuola e cultura.
Progetto e dibattito scaturito confermano come l’educazione teatrale possa contribuire in modo significativo alla costruzione di comunità scolastiche più inclusive, partecipative e consapevoli, rafforzando il ruolo del teatro quale risorsa civile ed educativa radicata nei territori.







