Shin Godzilla

Dopo le vacanze in America, l'amatissimo "distruggi città" del cinema è tornato a casa, ma non è che a Tokio ne siano così contenti

immagine elettronica di elecotteri che attaccano Godzilla
m&s - Shin Godzilla (Godzilla and the character design are trademarks of Toho Co., ltd. - © 2016 Toho Co., ltd.)

E' un vero piacere, ma anche un tuffo nella fanciullezza di chi scrive (cresciuto con il simpatico lucertolone "erectus" degli anni '70), rivedere gli ideogrammi della casa di produzione Toho (suoi 29 su 39 film usciti, compresi tutti i "classici" finora dedicati al caro mostro), che presenta il reboot della saga, stavolta firmato da Hideaki Anno e Shinji Higuchi, con il titolo di "Shin Godzilla".

Il nuovo film, uscito in Giappone nel 2016, distribuito in Italia da QMI Stardust in collaborazione con Dynit e Minerva Pictures, si differenzia notevolmente dalle due contaminazioni americane del 1998 ("Godzilla" di Roland Emmerich) e del 2014 ("Godzilla" di Gareth Edwards), portando in scena la "star" sin dai primi minuti e sempre di giorno, permettendo a chi assiste di bearsi della sua evoluzione fisica, senza dover attendere la fine del film, nel rispetto (finalmente!) della prima versione del 1954, firmata da Ishiro Honda, compreso il rifacimento della colonna sonora di Akira Ifubuke e i caratteristici "versi" che lo rendono sempre e comunque riconoscibile, un po' come l'urlo di Tarzan, reso indelebile all'orecchio dai film con Johnny Weissmuller (12 pellicole tra il 1932 e il 1948).

Trattandosi dell'ennesima ripartenza della serie (e speriamo che si fermino qui e che non gli facciano fare la fine del povero Spider-Man), viene rispettato il plot classico dei "numero 1 o 0", con il "nostro" protagonista che emerge dall'acqua e si avvicina all'ignara Tokio, ovviamente distruggendo qualsiasi cosa si pari sul suo percorso. Godzilla avanza e distrugge, il Giappone cerca di resistere, di fronteggiarlo e poi di ucciderlo, come da copione. Divertente quanto inusuale ed ironico il tratteggio dell'incompetenza generale della linea di comando politico e della burocrazia (questa sì è un vero mostro che si autoalimenta) che cerca - nel rispetto di regole, formalismi e comunicazione ufficiale "politically correct" - di arginare l'avanzata sulla terra di Godzilla, come se possa esistere un manuale su "Come distruggere una gigantesca creatura arrabbiata in dieci semplici passaggi". I tentativi di "comprensione" del fenomeno prima e di "distruzione" poi sono lenti, ostacolati da diatribe politiche e non portano ovviamente a nessun risultato utile, l'innesto delle forze armate americane è - per una volta - giustamente infruttuoso. Nulla sembra arginare la "creatura", che si muove lentamente, ma la stessa "slow motion" viene dimostrata dalle autorità e dalle decisioni che vengono prese, sempre a norma di protocollo e a seguito di interminabili quanto inutili riunioni.

Riusciranno i "buoni" a fermare il "Re dei Mostri", prima che distrugga completamente Tokio e successivamente il Giappone o il mondo? La soluzione è al cinema, anche su purtroppo in Italia "Shin Godzilla" è rimasto un po' troppo nascosto (4 soli giorni di uscita sul mese di luglio 2017, l'ultimo dei quali martedì 25). Chi non è riuscito a vederlo nelle sale, dovrà aspettare la versione home video, ma ne vale la pena. Anche per confrontarsi con una diversa visione autoriale - molto diversa da quella statunitense - e contemporanea, dove il mostro è probabile che non sia solo quello a forma di dinosauro che lancia raggi mortali dalla bocca e dal dorso. Il film è interessante, sia per chi ami la fortunata serie di classica fantascienza, sia (e forse anche di più) per chi voglia approcciare al sentimento di chi, in meno di un secolo, di "bomba atomica" non ho solo sentito parlare, ma ne ha assistito ai tragici effetti e probabilmente, sicuramente, ancora lo ricorda. In quest'ottica Godzilla ne è la metafora più adatta.

SHIN GODZILLA
di Hideaki Anno e Shinji Higuchi
sceneggiatura Hideaki Anno
con Hiroki Hasegawa e Satomi Ishihara
musiche Shirō Sagisu
effetti speciali Shinji Higuchi, Atsuki Sato
Godzilla and the character design are trademarks of Toho Co. Ltd.

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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