Frida Kahlo, Il ritratto di una donna. Intervista ad Alessia Navarro

Un delicato racconto per quadri teatrali, con protagonista Alessia Navarro. La nostra intervista

Personalità forte e complessa, pittrice simbolo dell'avanguardia artistica messicana del Novecento, Frida Kahlo viene ricordata non solo per le sue famosissime opere, ma soprattutto per essere stata icona dell’emancipazione femminile, in questa pièce viene messo in luce l’aspetto più intimo della donna. La sue vicissitudini interiori vengono raccontate non con una biografia realistica, ma attraverso i suoi quadri più celebri che in scena prendono vita narrando storie di donne, in un omaggio alla forza e all'identità femminile. 

Filo conduttore delle storie i simbolismi rappresentati nei quadri stessi. Ad ogni gesto delle protagoniste corrisponderà una pennellata sullo sfondo. Ad ogni storia conclusa corrisponderà, quindi, un quadro compiuto. Il tutto legato da una danzatrice che contestualizzerà ancora meglio il tempo e lo spazio.

Dieci le opere scelte: Nascita (il manifesto della vita), Autoritratto con collana (la donna fiera davanti al dolore), La mia balia e io (il conflitto con la madre e il desiderio di maternità), Quel che mi diede l'acqua (la malattia e la morte), Qualche piccolo colpo di pugnale (il femminicidio), Autoritratto con capelli corti (la donna che annulla la propria femminilità), Il suicidio di Dorothy Hale (il suicidio), La colonna spezzata (l'amore), Il sogno (il dialogo con la propria coscienza), Autoritratto da Tehuana (la donna sposa e compagna di un uomo).

Frida Kahlo voleva essere “una voce per tutte le donne”. Siete rimasti fedeli a questo intento?
Assolutamente si. Proprio per questo motivo lo spettacolo per come è stato concepito si avvale di una struttura molto particolare. E’ diviso in quadri, in ogni quadro si muove sulla scena una donna differente che condivide con Frida un aspetto particolare della sua vita. Frida, per come la conosciamo, con gli abiti tradizionali, è presente all’inizio e alla fine dello spettacolo  e ovviamente sarà il filo conduttore che lega le diverse donne tra loro. Lo spettatore leggerà sicuramente la riconducibilità a Frida, ma nello stesso tempo vivrà un’esperienza che può essere anche mia, tua e di qualsiasi donna.

La selezione delle opere che danno il ritmo alla pièce è significativa. Su che base avete fatto la scelta?
Tutti i quadri di Frida Kahlo, essendo fortemente autobiografici, raccontano aspetti e momenti della sua vita. La scelta si è concentrata su quei dipinti che più di altri riuscissero a cogliere l’essenza di quella sensazioni che la stessa voleva esprimere in quella particolare circostanza e in quel determinato periodo della propria vita. Il tutto doveva ovviamente ripercorrere uno spazio-temporale che si concludeva con la sua morte.

Nel 2002, il film su Frida Kahlo con Salma Hayek. Avete cercato spunti in narrazioni precedenti?
Assolutamente no. Dalla mia parte c’è il fatto che conosco in maniera molto profonda la vita della pittrice. I miei studi teatrali sono andati di pari passo con quelli antropologici. Sono specializzata in mesoamerica e ho compiuto durante l’università svariate ricerche in Messico. Lì, ancor prima che uscisse il film, una quindicina di anni fa, sono entrata in contatto con questa figura femminile così affascinante, ho visitato la casa dove ha vissuto, ho respirato i colori e i profumi della sua terra, che peraltro adoro, e fin da subito ho avvertito l’esigenza di portare sulla scena la sua vita. Intuivo che sarebbe stato un lavoro molto stimolante.

Per per riuscire a "dipingerne" un ritratto teatrale veritiero ha privilegiato i dipinti o la vita privata?
Come dicevo prima, lo studio delle opere è imprescindibile dallo studio della sua vita. Per cui ho lavorato parallelamente su entrambi i fronti. Del resto Frida stessa nei suoi diari sottolinea: “Io non ho mai dipinto sogni, ho sempre rappresentato la mia realtà”.

Ritratto (artista “legge” altra artista) o autoritratto (artista “legge” sé stessa e si rappresentata)?
L’artista Frida legge istintivamente e visceralmente se stessa e si autorappresenta attraverso un’altra artista che si legge istintivamente e visceralmente. Le motivazioni sono le stesse. Cambiano solo le circostanze.

FRIDA KAHLO
IL RITRATTO DI UNA DONNA
di Alessandro Prete, Igor Maltagliati, Luca Setaccioli
regia Alessandro Prete
con Alessia Navarro
e con Gianluca Gobbi, Giulia Barbone e Giulia Santilli

giornalista
A 25 anni volevo lavorare nel mondo del Teatro. Ora ne scrivo con la stessa passione di allora, facendo molte incursioni nell'arte e meno nella musica.
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