Ero lì, nel mio candido lettino e ho sentito una voce che diceva "Bia".
"Socc... chi è?" (sono emiliana!). "Eh?"
"Svegliati sono il tuo Luciano" (che noia, che barba, che barba, che noia. Ma non dorme mai? Ah no, scusate, questa è un’altra storia).
E allora così, in questo modo sollecitata, abbiamo pensato di creare una testata cultural-colossale. Per ora siamo riusciti a fare soltanto la Genesi. No Luciano, non Genesis (ma che è pure sordo?).
Per capire la nostra storia bisogna farsi a un tempo remoto. C'era un vecchio senza la barba bianca, un po’ stempiato e il resto era vuoto. Voi capirete che in tale frangente quel vecchio si annoiava, si aggiunga che, inspiegabilmente, nessuno aveva recensioni che secondo lui meritassero di essere lette. Poco male, pensò, a questo ci penserò io. Sembra impossibile, ma in roba del genere, modestia a parte, ci so far da Dio! Toccò un laptop, prese la scossa, ci fu un gran boato: e Media e Sipario era stato creato.
Come son bravo che, a tempo perso, ti ho creato il cultural universo! Non mi sembra per niente male, sono davvero un tipo geniale! Zitta, Bia, non disturbare, non stare sempre qui a criticare! Beh sì, lo ammetto, sarà un po' buio, ma non dirmi più che non si legge un tubo! Che sono parolacce che non sopporto! E poi se c'è una cosa e un'altra che non posso sopportare sono i criticoni: fattelo te il giornale culturale se sei capace! Che me at dig un quel... (era anche lui d'antica origine modenese). Io parlo chiaro: pc al pc, software al software, anzi parole alle recensioni. Sono buono e bravo, ma se mi prendono i cinque minuti, me at sbat in un altro giornale, com'è vero Dio!
Ma poi volando sul claim (il salotto buono dell'informazione) e sopra le parole di quel culturale universo, si sentì un po' perso. Sbatté le dita su un mucchio di tasti, dopo una tragica caduta sulla barra dello spazio, quando andò contro la & il colpo gli fece persino un po' male. Fece crollare anche la “e”, soltanto urtandola un poco col canc. Ma quando il logo gli fece impressione, disse, facendosi in viso un po' truce: "Diavol d'una Bia, avevo ragione! Si chiami media & sipario, con la & e le minuscole".
Concerti, spettacoli, mostre e riflettori, scenografie, allestimenti e spettatori. Fate mo' bene che non bado a spese, tanto ho il posto al Teatro Bianconi alla fine del mese. Te Bia non ti devi interessare come faccio ad avere io il posto al Bianconi alla fine del mese. Ma cosa vuol dire corruzione, una mano lava l'altra, come si dice; vuoi che uno nella mia posizione non conosca nessuno? Però intanto, ragazzi, andateci piano perché la registrazione in tribunale la devo portare io. Grazie, quando realizzo il portale non voglio nessuno ma adesso… a parte il fatto che non mi adorate abbastanza... no no no Bia, è inutile che tu mi chiedi scusa: adorare significa non dovere mai dire mi dispiace! Tientelo in mente. Piuttosto Bia, vieni qua. Com'è, mi hanno detto che stai provando a scrivere un libro, il “Le mie prigioni con Luciano”. Oh bella roba sì! E io cosa dovrei scrivere?!
Completata la registrazione ci vide più chiaro. Restò pensoso e gli parve un po' strano, ma scosse il capo: chi non fa non falla. Rise Bia stringendo l'occhio agli altri: "Guarda che roba! Si vede che è vecchio: non l’ha neppure socializzato!"
Per riempire 'sto bell'ambiente voglio metterci tanta gente. Forza, Bia, datti da fare, scrivi articoli, diventa direttora, voglio un portale senza uguali, voglio riempirlo con tante recensioni! 800 parole, non di meno, altrimenti son lanci, solo un pastone! Piuttosto cos'è che non ho creato? Lo sapevo: la redazione non ho creato! Grazie, mi fate sempre fare tutto a me! Qua se non ci sono io che penso a tutto.
Social media manager, collaboratori, uffici stampa e redattori, giornalisti e fotografi, convenzioni con accademie e con teatri... Mise tutto assieme e poi prese un poco di argilla rossa, fece la carne, fece le ossa, ci sputò sopra, ci fu un gran tuono ed è in quel modo che è nato media & sipario. Era il 24 marzo 2015!
Abbiamo scomodato Francesco Guccini (Maestrone, ci perdoni!) per raccontare a modo nostro la nostra nascita. La genesi del progetto è stata forse meno poetica, ma sicuramente piena di entusiasmo e di incoscienza, già in embrione dalla fine del 2024, quando Luciano (Lattanzi) aveva telefonato alla sottoscritta esordendo con la sua solita frase: “Io mi sa che faccio basta!”
La comunicazione aveva due interpretazioni: ho bisogno di un gioco nuovo perché mi sto annoiando; solo io che lavoro, nessuno mi capisce, nessuno mi aiuta, uffa! Pussate via tutti. (Maestrone, vede che non l’abbiamo tirata in ballo senza motivo?!)
Per fortuna si parlava del primo caso e riguardava quel piacere che era diventato rapidamente un lavoro, fatto di cronaca, politica, notizie locali. Ma a noi piaceva scrivere di arte, spettacoli, libri, musica e respirare l’aria dei tavolati dei teatri, non quella degli scranni comunali. E quello abbiamo fatto.
Pensavamo di festeggiare dieci anni? Io non so rispondere, non so se Luciano se lo aspettava e non so se avrei avuto il coraggio di “buttarmi” se non avessi avuto la sua determinazione e la sua costante presenza. So che in dieci anni abbiamo macinato chilometri, distrutto tastiere e anche smartphone. Cambiato macchine fotografiche e blocchi per gli appunti. Ceduto ai social e non alla seo. Ma non abbiamo mai perso l’entusiasmo dell’inizio. Anzi, conoscendo ogni giorno persone meravigliose, abbiamo capito di aver intrapreso la strada giusta, anche quando abbiamo trovato qualche curva e qualche dosso.
Buon compleanno media & sipario anche se dobbiamo ancora capire chi tra noi sia media e chi sipario! Per quello aspettiamo il ventennale.







