Veronica Pivetti: Ho smesso di piangere

Con Veronica Pivetti, abbiamo tutti "smesso di piangere" e sorriso un po' di più

"Ho smesso di piangere" non è solo il titolo del suo libro, ma anche il più che lusinghiero commento espresso da alcuni lettori che si sono riconosciuti nell'affrontare lunghissimi anni di malattia, una malattia ancora oggi forse sottovalutata, la depressione.

Alta, sorridente, in jeans e camicetta, Veronica Pivetti si presenta così al nostro incontro, senza grande clamore, osservata dal numeroso pubblico in attesa della presentazione del suo libro. La chiacchierata parte dalla televisione, e precisamente dal Maresciallo Rocca. "Se uno fa due più due si capisce che mentre giravo Rocca non ero in forma splendida - comincia sorridendo l'artista - ... ma insomma... non è legato a un bel periodo della mia vita".

L'attrice chiacchiera, ride, fa battute e si capisce subito come le persone intorno a lei non si siano accorte o abbiano dubitato della malattia che l'ha colpita e accompagnata per sei anni: con il sorriso a mascherare il dolore e la professione di attrice brillante, chiunque avrebbe fatto fatica. La depressione è stata doppia, racconta, perché nel frattempo aveva anche problemi di tiroide ed i medicinali usati per l'uno e l'altro problema l'hanno portata alla depressione chimica. "E continuando a lavorare, e sempre in ruoli brillanti, mascherando il mio male, il mio dolore, pochi capivano, comprendevano."

"Sono un'attrice che scrive libri, non una scrittrice. Magari più fortunata perché essendo un personaggio sono le case editrici che sono venute a proporsi. Vuoi scrivere un libro? Magari! E lo vuoi scrivere tu? La domanda vi fa capire quale sia il numero di persone che "scrive" realmente - e sorridendo, come le capita spesso durante la presentazione - Mi sono messa alla prova e credo di aver scritto un libro che, perlomeno, ha il desiderio di aiutare chi si trova o si è trovato nella mia situazione, un libro contro la sordità".

Un fiume in piena di aneddoti, ricordi, spiegazioni (le medicine sono tutte vere, solo i dottori hanno nomi di fantasia, sottolinea) e digressioni dal libro alla carriera, con il teatro, il cinema (mi hanno offerto anche "Vacanze di Natale", ma non ho avuto problemi a rifiutare), la fiction, ma sempre tornando al concetto chiave che vuole imprimere nella mente di chi ascolta e legge: "rivendichiamo il diritto di non essere perfetti! Attraverso la malattia e il libro, l'ho compreso appieno".

L'augurio è che anche chi legge ne abbia consapevolezza e affronti con coraggio non uno stato d'animo, ma una vera malattia che come tale va curata e come tale va comunicata agli altri.

Terminato l'incontro, Veronica Pivetti comincia - come da rito - a firmare autografi, farsi ritrarre con l'uno o l'altro fan che la guarda ammirato. "Ma non ditemi mai che sono meglio dal vivo che in tv, è una tragedia! Vedo virtualmente 8 milioni di persone e poi, magari, mi dicono che che sono più bella di persona... un fallimento!" Dal vivo o in tv, meglio o peggio, ci sentiamo di affermare che non è più bella di persona, ma che è, realmente, una bella persona.

giornalista
A 25 anni volevo lavorare nel mondo del Teatro. Ora ne scrivo con la stessa passione di allora, facendo molte incursioni nell'arte e meno nella musica.
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