Corinna Volpi si occupa di comunicazione, strategia e marketing digitale dal 1999. Nel 2001 fonda con Stefano Magrini un collettivo di webmaker - Snoopers - che dal 2004 (in quello stesso anno Mark Zuckerberg metteva online il suo social network) è un'azienda specializzata in strategia e marketing digitale. A lei abbiamo rivolto le nostre domande di approfondimento sulla figura del social media manager, di cui tutti hanno una personale visione, spesso discordante l'una dall'altra.
La stessa domanda che abbiamo già posto all'Ufficio Stampa, cosa fa il Social Media Manager?
Il Social Media Manager non è un guru che opera nell’ombra, e non è neppure un bravo smanettone da sfruttare. Il Social Media Manager è il responsabile della pianificazione, dell’attuazione, della gestione e del monitoraggio di una strategia digitale e di marketing che mira alla crescita: crescita di pubblico, notorietà, coinvolgimento, gradimento, vendita. Quindi con la strategia digitale individuiamo il pubblico di riferimento, gli obiettivi da raggiungere e il “come” raggiungerli (contenuti, tono di voce, sperimentazione, ecc.), e la persona responsabile dell’attuazione di questa strategia nel social network (Instagram, Facebook, Twitter, Linkedin, Snapchat, ecc.) è il Social Media Manager. Si avvale di software specifici per la pianificazione della comunicazione, monitora e analizza costantemente i risultati ottenuti e si tiene in stretto contatto con i diretti interessati. È un professionista che lavora a ingaggio e va adeguatamente remunerato per l’attuazione del piano strategico e per i risultati che il suo lavoro porterà al committente.
Social media manager e social media manager, ma teatrale, possono essere la stessa persona?
Certamente sì. Poi ovviamente accade che lavorando bene in un certo settore, il passaparola porti delle occasioni in più sempre nello stesso. Ma il bello delle professioni del web è proprio lo spaziare da un campo ad un altro, perché la specializzazione riguarda appunto il web, ma il settore in cui si applica la propria esperienza cambia di volta in volta. Ora per esempio, stiamo lavorando alla strategia digitale per la crescita di: un laboratorio di scenografia, una rete di coworking, un’agenzia di attori, un e-commerce di gadget personalizzati, un e-commerce di marijuana legale... Sembrerà strano, ma i punti in comune tra tutti questi progetti sono tantissimi. Saper sperimentare ed applicare tecniche diverse, inaspettate ed apparentemente “fuori schema”, è frutto di esperienza ed aggiornamento continuo.
Ci sono differenze tra il suo lavoro e quello dell'ufficio stampa? E' possibile chiarire e separare i due ambiti?
Questa confusione non esiste altrove, è una tipicità tutta italiana. Tanti si improvvisano Social Media Manager, e non pochi si improvvisano Ufficio Stampa. Sono professioni completamente diverse che richiedono preparazione, percorsi e strumenti diversi, riguardano entrambe la comunicazione e i media ed è quindi fondamentale che lavorino a stretto contatto, condividendo strategia e calendario e coordinandosi nella comunicazione.
L'approccio che si ha allo spettacolo è diverso se l'opera debutta e rimane in città o va in tournée?
Cambia il target, quindi sì. Ma attenzione, le cose cambiano molto anche da città a città, da regione a regione. Ci comporteremo in un modo per un debutto a Roma, e in un altro per un debutto a Milano, perché cambiano i comportamenti e le abitudini del pubblico di riferimento. Faccio un esempio: chiedete a un milanese quanto conta l’aperitivo prima del teatro!
Quanta conoscenza dello spettacolo è necessaria per costruire una buona comunicazione digitale?
Bisogna sempre conoscere di cosa si parla, per parlarne adeguatamente. Faccio un esempio: se, come dovrebbe sempre essere, l’attività social per la “crescita” dello spettacolo inizia ancor prima delle prove, allora intervisteremo il regista, per poter “entrare” nello spettacolo che ancora non è in prova. Il coinvolgimento del SMM nel quotidiano dello spettacolo è importantissimo.
Di cosa ha bisogno per il suo lavoro? Che cosa chiede alla produzione?
Ho bisogno di tutto. Impressioni, sentimenti, paure, dubbi, materiali (tutti, istituzionali e non), disponibilità, cortesia, umanità, discussioni, condivisione e coinvolgimento. Noi mettiamo tutto, così ci aspettiamo che facciano i diretti interessati per il raggiungimento dell’obiettivo comune.
Quanto tempo prima del debutto si inizia a lavorare su uno spettacolo?
Come per tutti i progetti, bisogna cominciare non appena prende forma. La strategia digitale va elaborata ed avviata molto prima di aver bisogno di vendere più biglietti, altrimenti si raccoglieranno tanti bei “mi piace”, ma i biglietti venduti saranno e rimarranno gli stessi. Le metriche di vanità non sono risultati concreti, è bene diffidare di chi fa leva sulla vanità per vendere risultati effimeri.
Legga questa domanda anche come una provocazione, ma non per lei: chi più spende meno spende, ma è sempre vero?
Nel nostro settore, in Italia, vi è un livello di improvvisazione sconcertante. Bisogna prestare attenzione a chi ci si affida perché il web non dimentica gli errori. A prescindere dalla tariffa di ingaggio, il mio suggerimento è di diffidare di chi chiacchiera molto, ma non presenta dati da discutere e analizzare insieme. Il nostro lavoro si basa sui dati: non si può misurare l’efficacia di un cartellone pubblicitario per strada o in metropolitana, mentre si può analizzare nel dettaglio il risultato di un post sponsorizzato e non. Per decidere a chi affidarvi, chiedete quindi di vedere il calendario editoriale, chiedete come vengono analizzati i dati degli strumenti di analisi di ogni social network, chiedete con quale software di pianificazione lavora il candidato e quali sono gli obiettivi che vi propone di raggiungere con le sue tecniche di comunicazione social. Se le risposte vi sembrano comprensibili e i metodi trasparenti, allora siete in buone mani.
Ci sembra di capire, ed è questa la nostra ultima domanda, che non è possibile improvvisarsi smm, giusto?
Mettiamola così: se ti improvvisi una volta, ma poi impari dai tuoi errori e siccome sei curioso e tenace ti applichi, studi e apprendi il mestiere, va benissimo. Le professioni del web sono relativamente recenti, è naturale che l’approccio ad esse sia spesso da autodidatta. Ma se ti improvvisi sempre, ignorando gli errori e facendo leva sulle metriche di vanità, finirai per danneggiare il committente, te stesso e l’intero sistema di Internet, che è saturo di inesperti che procurano alla collettività danni che non sono neppure in grado di valutare.
Ringraziamo Corinna Volpi della sua disponibilità e soprattutto della sua chiarezza. Da parte nostra speriamo che le sue parole vengano correttamente soppesate dai tanti che pensano che i social network siano strumenti da adolescenti e quindi da trascurare. Per chi fosse curioso di approfondire i temi esposti, consigliamo la navigazione del blog personale di Corinna Volpi (www.corinnavolpi.com) e del sito aziendale (www.snoopers.it).









