Due & Mezzo: Volevamo essere un trio comico a tutti gli effetti

Progetto artistico e mediatico di tre attori di varia "altezza" che raccontano piccole verità sui social network

Due & Mezzo
m&s - i Due & Mezzo (Matteo Montaperto, Alessia Francescangeli, Riccardo Giacomini)

Il nome del "collettivo" artistico, come è possibile vedere spiegato direttamente dai due protagonisti maschili, è dovuto alla "eccessiva" altezza scenica di Riccardo Giacomini e Matteo Montaperto, i "Due" che hanno costretto Alessia Francescangeli a tenere per sé il ruolo del "Mezzo", soprattutto per non dispiacere i suoi partner. A parte questa nostra invenzione (ma non abbiamo certezza di quanto si discosti dalla realtà), Due & Mezzo è un affiatato trio di attori teatrali, principalmente impegnati nella commedia brillante, che ha deciso di analizzare la realtà che ci circonda, compresa quella resa veramente complicata dalla pandemia (che speriamo non torni), traendone comunque spunti divertenti, che diventano video e che vengono pubblicati sui principali e più diffusi social.

Autori, registi e interpreti del loro format, i Due & Mezzo rilasciano periodicamente brevi pillole che alternano una forte componente comica ad una precisa e impietosa fotografia della società contemporanea, come solo gli attori comici riescono a fare. E' fuori di dubbio, per fare un esempio tra i tanti video che è possibile scorrere, che ogni uomo non possa riconoscere la propria compagna alle prese con il ciclo mestruale: il dolore fisico è indubbiamente femminile, ma le conseguenze di coppia sono sicuramente patite tutte dal lui! Da vedere per poterci smentire, ma le obiezioni femminili non valgono. Si tratta comunque di una serie intitolata "Uomini che (NON) capiscono le donne" e non aggiungiamo altro. Acuto e ugualmente condivisibile il "teatro online" in era Covid-19, con le numerose difficoltà tecniche nel misurarsi con uno strumento totalmente nuovo. Oppure "Cose da non dire mai ad un attore": 30 secondi di vergogna, da parte degli "altri", cui noi aggiungiamo "che ci fanno tanto divertire", citazione poco felice da alcuni DPCM fa. Ma sono ovviamente anche abili nel coinvolgere altri professionisti del loro settore (normalmente si chiama stima reciproca) perché si prestino a camei di sicuro effetto: citiamo per tutti Elisabetta De Vito, la "mamma" perfetta che ognuno di noi vorrebbe non avere.

“Traendo ispirazione dall’intervista ad una sessuologa, dove venivano enumerati consigli più o meno assurdi in tema di sesso, abbiamo pensato bene che fosse meglio riderci sopra e scrivere nonché interpretare una parodia musicale”, è la breve dichiarazione con la quale hanno annunciato "Febbre" (da "Fever" di Peggy Lee), special guest Valerio Di Benedetto, seguita poi da "Non ansiarmi", rivisitazione di "Non amarmi", hit sanremese del 1992. E ci si muove sullo stesso argomento (sesso e canzone) anche più recentemente, con il rilascio di "Game Boy", parodia di "Toy Boy" di Vanoni-Colapesce-Dimartino, dove è sufficiente vedere l'espressione triste e rassegnata di Alessia per comprenderne il significato. E poiché far ridere è un mestiere molto serio, cui si arriva solo con grande preparazione e studio accurato, per questo video - dove tutto il trio è impegnato a cantare - è stato necessario l'aiuto di Sarah Biacchi, vocal coach.

Per questo soggetto, Alessia fa riferimento ad "una storia vera e non solo una mia storia", Riccardo da ragazzino "si annoiava rapidamente" con i videogame, mentre Matteo "adora la playstation": unendo fantasia e mestiere si mette in scena (e canto) il tentativo della ragazza di sedurre l'uno o l'altro o entrambi, ma inesorabilmente viene sconfitta dal calcio o da uno "spara-spara". Non esistono veramente più gli "uni" di una volta, ma non siamo nemmeno certi che ci abbiano detto la verità, dopotutto sono attori (cit.).

Il collegamento al canale YouTube (@DueMezzo) è la buona occasione per scoprire il trio, nel caso non li conosciate già, per poi prendervi il giusto tempo e vedere tutti i video che vi sono sfuggiti. In ogni caso sono anche su Facebook (www.facebook.com/duemezzo) e Instagram (www.instagram.com/duemezzo). I nostri ringraziamenti a Ilaria Tana (ufficio stampa).

giornalista
A 25 anni volevo lavorare nel mondo del Teatro. Ora ne scrivo con la stessa passione di allora, facendo molte incursioni nell'arte e meno nella musica.
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