West End Live #2014

In circa 500.000 persone (dati forniti dall'organizzazione) per celebrare i grandi musical, non solo britannici

Due giornate, a Trafalgar Square, dedicate al meglio del meglio dello spettacolo in programmazione nel West End, il quartiere londinese che ospita - assieme a Broadway - la più alta concentrazione di teatri dedicati al musical.

Per alcuni (che evidentemente non frequentano questi lughi) il musical è un "sottosistema culturale", per altri, sicuramente la maggioranza (a giudicare dal numero di biglietti giornalieri staccati), si tratta invece di una forma di eccellenza teatrale, dove recitazione, canto e ballo sublimano, assieme alla grande qualità degli interpreti, degli allestimenti e delle partiture. L'evento West End Live festeggia comunque qui le sue prime dieci edizioni e lo fa con 13 ore di grandissimo intrattenimento, tutto cantato e ballato dal vivo, in forma gratuita.

Un palco importante, ma per alcune compagnie appena sufficiente, ha accolto le produzioni che, con pochi minuti a disposizione, hanno potuto dare un microscopico assaggio di quanto poi sarebbe stato disponibile a teatro, anche nello stesso pomeriggio. Perché non bisogna dimenticare che i teatri del West End fanno spettacolo tutta la settimana, con spettacoli serali e pomeridiani (solitamente il martedì e il sabato) e che alcuni degli spettacoli hanno da tempo passato il decennale di programmazione. Inutile fare raffronti con chi di cultura oramai è solo avvezzo a parlarne, mentre altri, questi ad esempio, la fanno: sarà merito del celeberrimo tè delle cinque (che poi i britannici prendono alle quattro). Davanti ai nostri occhi hanno sfilato così tanti musical che è difficile anche solo enumerarli.

"The Commitments", "Billy Elliot", l'applauditissimo "Les Miserables", il quasi trentennale "Phantom of the Opera", e poi "Matilda", con una sorprendente bambina in grado di tenere egregiamente palco da sola, che ha cantato con la sua voce e non "scimmiottando" le voci degli adulti, sullo stile degli (s)talentati che piacciono tanto a casa nostra. Il delizioso "Charlie and the chocolate factory" (per noi il Willy Wonka cinematografico) con il video wall che permette ai "piccoli" (cioè tutti) di cantare assieme ai due protagonisti. "Jersey Boys" ha trascinato il pubblico, esaltandolo con "I will survive", anche se superare Gloria Gaynor è molto difficile, se non impossibile. Divertente, anche se poco comprensibile per chi non è di madre lingua, "Forbidden Broadway", una sorta di "Scream" nel musical. Coinvolgente e sempre più trascinante "Thriller Live", epopea musicale della stella del pop più luminosa di ogni tempo: Michael Jackson. Dal periodo dei Jackson Five alla fantastica carriera solista, con diversi interpreti, uno strepitoso corpo di ballo e le canzoni di "Thriller". Il primo giorno, tanto per non esagerare, si è chiuso con Placido Domingo e il coro della Royal Opera House.

Pubblico, come lo spereresti sempre e dovunque, silenzioso durante tutte le esibizioni, molto attento e composto, sotto lo scoppio del sole inglese (non avevamo bevuto una pinta di birra, c'era il sole e anche bruciante!), ci si muoveva educatamente verso il palco man mano che i meno interessati si facevano da parte, riuscendo a raggiungere posizioni migliori, senza il minino affanno. Perfetta l'organizzazione logistica, assolutamente avvezza ai veri grandi eventi (riteniamo che più di mezzo milione di persone in due giorni su una sola piazza sia un grande evento), con punti di ristoro, servizi e discreti addetti alla pulizia che continuamente cercavano di sgomberare mani e borse da bicchieri e bottiglie che man mano venivano a vuotarsi.

Cosa si potrebbe volere di più da una due giorni musicale così, forse la presenza dell'orchestra. Ecco questa è stata probabilmente l'unica, inevitabile, mancanza alla due giorni rigorosamente live. Appuntamento quindi al prossimo anno, sempre nel mese di giugno per l'undicesima edizione. Nel caso vi venisse in mente di esserci e di voler conquistare la prima fila, vi avvisiamo che alcuni degli intervistati hanno dichiarato di trovarsi lì dall'alba. Comunque consigliamo crema solare ad alta protezione, non si sa mai se anche il prossimo anno anche il sole volesse crogiolarsi davanti (o sopra) tanta musica(l).

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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