Giro di boa già effettuato (mancano ancora 3 concerti per la conclusione ufficiale, a meno che qualcosa d'altro non arrivi in corso d'opera), parecchie centinaia di km affrontati, come di prassi per ogni tour, bucolico e non, e noi ovviamente inopportuni (da chi avremo imparato?) piombiamo addosso al cortesissimo Lorenzo Meazzini per questa chiacchierata.
Le andrebbe di fare un breve bilancio di Agricooltour? Come si è trovato finora e come giudica questa esperienza?
Agricooltour mi sta dando un sacco di energia buona, dunque l’esperienza al momento è più che positiva! Il pubblico è sempre molto numeroso e attento durante il concerto, cosa per niente scontata! Nei contesti dove mi sono trovato a suonare si è sempre creato un clima magico, uno scambio positivo tra artista e pubblico che ha saputo regalare, credo, dei bei momenti di intimità e gioia; posso dire quindi che Agricooltour è un festival “on the road” che in questi anni ha saputo seminare bene e crearsi un pubblico di qualità.
Ho notato inoltre, con grande piacere, che tutte le strutture che mi hanno ospitato fin ora sono gestite da ragazzi giovanissimi, con una grande attenzione e rispetto delle tradizioni, ma con uno sguardo ampio e sincero verso il futuro che ha proprio bisogno di persone così, che sanno rispettare la terra, i luoghi e le materie prime che il nostro paese ci può dare.
Qualcosa ci aveva già detto, ma come ha dovuto strutturare il suo live set per adattarlo a situazioni comunque inusuali
Ho voluto lavorare su un live set che sapesse adattarsi bene ai luoghi e raccontare il mio vissuto da “paesano” che ama la campagna e le storie legate ad essa; ho cercato quindi di creare qualcosa di evocativo attraverso l’utilizzo di strumenti tradizionali ed elettronici per ri-creare le atmosfere che si possono trovare nel mio disco che, per l’appunto, è denso di elementi naturali sia nei testi che negli arrangiamenti. Il concerto è abbastanza impegnativo ma devo dire che mi sto divertendo molto.
La sua candidatura ad Agricooltour da dove nasce? Come ne era venuto a conoscenza?
L’ho scoperto grazie a Liana Marino, cantautrice delicata e dall’ottima penna (siamo perfettamente d'accordo, vedi Isola Tobia Label: riascoltiamo gli esordi, ndr) che ha partecipato ad una delle sei edizioni… tramite lei ho scoperto le dinamiche e il “carattere” di questo tour così fuori dagli schemi che mi ha colpito da subito; poi, a noi musicisti piace andare in giro a cantare e cercare qualcuno a cui raccontare le nostre storie, quindi quest’anno quando ho visto che cercavano l’artista da mandare in giro senza farmi troppe domande mi sono candidato… ed eccomi qua!
Ha un album in preparazione: ha già fatto degli assaggi dei brani nel tour? E se sì, come sono stati accolti dal pubblico?
Si, a parte la pausa estiva dove mi sto dedicando molto di più ai concerti che alle registrazioni, sto lavorando al nuovo disco che sebbene per certi versi riprende il filo interrotto nel primo ep, in altri si distingue. È un lavoro complesso che intendo quasi come percorso spirituale, forse in questo lavoro la musica e le suggestioni sonore sono più presenti rispetto al primo. Sto suonando alcuni brani durante Agricooltour e devo dire che il pubblico li sta accogliendo bene, specialmente un paio che quando suono vedo agganciano molto i presenti.
"L'acqua è un elemento inafferrabile, scorre piano ma se vuole inarrestabile": una perfetta similitudine con la musica?
Direi proprio di si, l’acqua è un elemento al quale mi sento molto legato ed è abbastanza presente nei testi che scrivo e nella componente sonora. E proprio come la musica riesce a raggiungere i posti più impensabili, riesce a benedire e contaminare, a dissetare e ripulire dalle fatiche… per non parlare del fatto che senza acqua si vive pochi giorni così come senza musica, quindi senza emozioni la nostra vita non sarebbe Vita.
Lei si occupa anche di didattica, quanto porta il suo essere formatore nella musica e viceversa
Mi occupo di didattica prevalentemente in ambito di scuola dell’infanzia e scuola primaria, oltre ai progetti di Musicoterapia con studenti più grandi con difficoltà relazionali e/o con un quadro clinico complesso. Questo lavoro mi dà tanto in termini di relazione oltre che in ricerca e creatività costante… creatività intesa non come creazione di contenuti artistici, ma come qualcosa che sappia stimolare l’interesse di chi mi sta davanti e cercare connessioni di qualità con gli individui e i gruppi; quindi sì, questo tipo di lavoro, fatto di scambio e relazione, torna in qualche modo anche in quello che è il mio percorso artistico.
Cito dal suo nuovo video, cosa la spaventa della "città"?
“Nella città” è una canzone che parla delle paure che siamo costretti a vivere a causa, tra le altre cose, del bombardamento mediatico al quale siamo sottoposti quotidianamente; attenzione, non vorrei sembrare ingenuo e superficiale, gli eventi negativi ci sono e ci saranno sempre, ma la paura è uno stato d’animo che si può combattere con contenuti di qualità e se siamo educati ad apprezzare la bellezza che ci circonda… la canzone infatti porta dentro un messaggio positivo che ho cercato di rafforzare anche nel videoclip che ho ideato e del quale ho curato illustrazioni, regia e montaggio (durante il lockdown c’era molto tempo libero!). Racconta proprio di questa città immaginaria e tribale che si ribella alle logiche di potere attraverso la danza, la fantasia e il suono; io mi sono divertito molto a farlo, spero che anche chi guarda e ascolta possa dire lo stesso!
Chiudiamo con la cucina. Se facesse un concerto di Agricooltour nella sua Toscana, a quale piatto lo abbinerebbe?
Da appassionato di cucina rispondo molto volentieri a questa domanda!
Da noi in Toscana c'è una grande varietà di cibo e ricette tradizionali (come del resto in tutta Italia), ma se penso al contesto naturale che caratterizza Agricooltour ci vedrei bene senz'altro un menù "alla brace": bruschette aglio e olio a volontà, costicciole di maiale, guanciale croccante e sicuramente non potrebbe mancare una bella tagliata al rosmarino o con scaglie di tartufo... da accompagnare rigorosamente da un bel bicchiere (anche due) di vino rosso!
Come raccontate anche nei vostri articoli ci sono delle ricette che si sposano bene al contesto... ecco, se penso alla musica e alla campagna toscana, mi vengono in mente le serate tra amici in mezzo ai campi con un fuocherello acceso, carne alla griglia, chitarre e canzoni fino a tarda notte. Ecco, questo è un pezzettino della nostra identità regionale!
Vista la chiusura a tavola, abbiamo coinvolto anche i nostri due esperti del settore, lo chef e docente Fabio Sabatini e la biologa e nutrizionista Silvia Volpi. La domanda è stata la stessa per entrambi: cosa ne pensate della scelta alla brace di Lorenzo?
La risposta dello chef: Evviva la Toscana e complimenti a Lorenzo per la sua proposta: un manifesto di gusto e tipicità. Viva i salumi e il vino, anche 3 bicchieri di vino!
La risposta della nutrizionista: Ma anche una bella "pappa al pomodoro" ci starebbe bene, non solo carne alla brace... In ogni caso, se il pasto viene ben costruito si può mettere anche quella... ogni tanto!
Ricevuta una sicura approvazione (non ne avevamo dubbi) e una leggera assoluzione (idem), non ci rimane, come sempre, che ringraziare Lorenzo Meazzini e lasciarlo a godersi gli ultimi giorni di tranquillità, prima di riprendere il suo viaggio emozional-musicale. https://isolatobialabel.com/agricooltour








