Queen Rock Montreal (recensione)

La registrazione del concerto del 24 novembre 1981, per soli tre giorni nei cinema, distribuzione Microcinema

Tre giorni solamente per rivivere, anche se solo sullo schermo, le sensazioni che solamente una delle più grandi rock band del millennio scorso poteva riuscire a trasmettere al suo pubblico.

L'album di riferimento di allora era "The Game" (1980), quindi - solo per citare le hit - "Another One Bites The Dust" e "Crazy Little Thing Called Love", e costituisce il punto di partenza artistico tra la celebratissima band inglese e l'elettronica commerciale che stava diventando sempre più predominante. L'anno della registrazione è il 1981, tour di numeri record per la band inglese, con 300mila spettatori a Buenos Aires e 250mila a San Paolo (distribuiti su due giorni). Un raduno oceanico, ma giustificato dalla forza che mediaticamente era in grado di esercitare la band in tutto il mondo.

Il concerto, il primo interamente ripreso in 35mm, è stato rimasterizzato e ripulito, trasferito dal formato 4/3 della cinepresa al 16/9 digitale (in ultra HD) delle moderne sale cinematografiche, dei dvd e blu ray. Ovviamente un cinema - per quanto tecnologicamente avanzato - non potrà mai dare al pubblico l'atmosfera del live, poiché manca tutta quella partecipazione che il bidimensionale può solo restituire come fatto di cronaca, con l'invidia nei confronti di chi allora c'era e ha potuto assistere a una tra queste performance di così altissimo livello. E naturalmente oggi, a distanza di più di 30 anni ancora raccontarle a nipoti e amici, probabilmente molto romanzando: ma chi può contraddire il nostro più che fortunato fan?

L'impianto audio dei cinema del terzo millennio rende comunque merito a una qualità artistica quasi incomprensibile (se non inarrivabile) ai giorni nostri: 3 musicisti (basso, chitarra e batteria), un cantante (definizione sicuramente limitativa se applicata a Freddie Mercury), niente costumi, niente maxischermi, pochi effetti ma tanta, anzi, tantissima musica. Nel vedere e soprattutto riascoltare i Queen si fatica veramente ad accettare che quella pienezza e completezza di suono possano essere scaturire da sole 4 persone, come è praticamente impossibile pensare che "Bohemian Rhapsody" abbia già 40 anni (album - "A Night at the Opera" - e singolo sono usciti nel 1975).

Un'operazione che non ha il sapore della nostalgia, ma che ha il pregio di restituire, quasi intatto, il "sapore" della musica, dei Queen (quelli veri!), non solo a chi li ama da sempre, ma soprattutto ai giovanissimi di oggi, maggiormente avvezzi alla musica dal sapore "plasticoso" del telecomando (o etereo della cosiddetta musica liquida) e che non hanno mai tenuto in mano - e ci dispiace per loro - un vinile.

E a chi importa che ci si trova in un cinema e non in un'arena, quando, sul finale, parte "We Will Rock You" e immediatamente dopo "We Are The Champions", si può cantare con Freddie Mercury anche nel buio di una sala, anzi forse è anche meglio. Attraverso questi aggiornamenti abbiamo tutti la possibilità di poter dire, almeno a noi stessi, che eravamo lì anche noi, assieme a milioni di altri spettatori. E se nessuno ci ha visto è normale: ci siamo confusi fra la gente.

QUEEN ROCK MONTREAL (1981)
We Will Rock You
Let Me Entertain You
Play the Game
Somebody to Love
Killer Queen
I'm in Love with My Car
Get Down, Make Love
Save Me
Now I'm Here
Dragon Attack
Now I'm Here (Reprise)
Love of My Life
Under Pressure
Keep Yourself Alive
Crazy Little Thing Called Love
Jailhouse Rock
Bohemian Rhapsody
Tie Your Mother Down
Another One Bites the Dust
Sheer Heart Attack
We Will Rock You
We Are the Champions
God Save the Queen

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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