Speranza Scappucci: una donna sul podio (del Quirinale)

Per la prima volta una donna è salita alla direzione di un concerto al Quirinale

immagine di una direttrice d'orchestra con la bacchetta in mano
m&s - Speranza Scappucci

Per nulla intimorita dalla diretta televisiva e da un parterre stellare, con il Presidente della Repubblica e i suoi ospiti al Quirinale nella recente ricorrenza della festa della Repubblica, Speranza Scappucci ha dato ulteriore prova di sani fondamentali alla guida dell’Orchestra Sinfonica della Rai in un programma incentrato su Mozart, Rossini, Martucci e Verdi.

Speranza Scappucci nasce come pianista, per poi avvicinarsi alla direzione quando è già adulta e con molta esperienza artistica e musicale alle spalle. Lo studio dei grandi maestri è nato dalla tastiera del pianoforte, dove è regina, alle prese con attacchi, stacchi, legati e pause, con l’osservazione scrupolosa di atteggiamenti, mosse, umori, occhiate e smorfie che solitamente accompagnano ed integrano il gesto della direzione. Negli “adagio” e nella musica intima preferisce, ancora oggi, deporre la bacchetta (lo ha fatto anche al Quirinale) e proseguire a mani nude per meglio accarezzare le note. Il tutto sostenuto da un volto sereno e rassicurante rivolto ai suoi esecutori e al pubblico.

Nata a Roma in una famiglia di sana costituzione musicale - il padre Paolo giornalista di Radio Vaticana era ed è un melomane vecchio stampo, la madre Piera, piemontese e insegnante, cantava in un coro di montagna - ha avuto la fortuna di frequentare scuole internazionali che le hanno aperto una finestra sul mondo e le hanno trasmesso la facilità della lingua inglese, conoscenza basilare per una professione del genere. Ha frequentato il Conservatorio di Santa Cecilia dove ha conseguito il diploma a pieni voti in pianoforte. L’incontro con il maestro György Sàndor la spinge verso New York per frequentare la Juilliard School, una delle scuole di musica più prestigiose del mondo. Appena 20enne si trasferisce a New York dove continua a studiare il pianoforte. In Italia il debutto come pianista, alla Yale University la sua prima direzione. Poi susseguirsi di esibizioni in varie formazioni, sia negli Stati Uniti che in Europa: Londra, Zurigo, Parigi, Barcellona, Berlino, Los Angeles. A Vienna, nel 2016, sale sul prestigioso podio della Wiener Staatsoper (il Teatro dell’Opera).

E proprio nella capitale austriaca ha modo di farsi apprezzate dall’allora direttore dell’Opera di Stato Dominique Meyer che le dà l’occasione nel 2022 di aggiudicarsi il titolo di prima donna italiana a dirigere alla Scala. In programma “Capuleti e Montecchi” di Bellini. A questo proposito ama ricordare: “Sono salita su un cavallo in piena corsa, anche con un pizzico di follia, che in queste circostanze serve”.

Le sue sono direzioni filologiche nel rispetto degli autori, rifiutando il superfluo secondo gli insegnamenti di Toscanini e, in tempi più recenti, di Muti, che ne ha più volte apprezzato il gesto e il rigore. Ama ovviamente la lirica, complice la visione da ragazzina degli sceneggiati su Verdi e Puccini (i suoi idoli). Ha percorso e percorre la strada di un sincero e concreto dialogo con registi e scenografi per la migliore resa della partitura, secondo la volontà degli autori. Così sta facendo in questi giorni con il Dialogo delle Carmelitane di Poulenc che ha diretto all’Opera Royale di Wallonie a Liegi. L’ultimo tassello in ordine di tempo della sua carriera l’assunzione del ruolo di direttrice principale ospite al Covent Garden di Londra. 

La sua discografia include tra l’altro il CD “Mozart Arias” con il soprano Marina Rebeka e la Royal Liverpool Philarmonic Orchestra e “Il mio canto” con il tenore Saimir Pirgu con l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino. In uno degli ultimi CD per la Deutsche Grammophon la ascoltiamo dirigere il contrabbassista Odon Racz e la Franz Listz Chamber Orchestra.  

Cittadina musicale del mondo è comunque presente stabilmente in Italia come esperto musicale al fianco di Corrado Augias su Rai3 nella trasmissione La Gioia della Musica, un programma che - come il suo sorriso - riconcilia con la vita.

Vincenzo Ceniti

Giornalista
Direttore per oltre trent’anni dell’Ept/Apt. Ha curato l’organizzazione di numerose edizioni del Festival Barocco di Viterbo e di altre iniziative di ogni genere. Console di Viterbo del Touring Club.
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