Notre Dame de Paris torna nei teatri, ma in quelli grandi

Con un ragguardevole risultato di più di 190.000 biglietti venduti, il musical dei musical italiano ritorna in teatri e palazzetti

il cast artistico con Riccardo Cocciante
m&s - il cast artistico con Riccardo Cocciante (foto © media & sipario)

Ritorna la romantica e tragica storia d'amore tra Quasimodo e Esmeralda, tornano le "campane", torna quasi tutto il cast originale che aveva decretato il successo dell'opera popolare (termine molto caro a Riccardo Cocciante), quando si era affacciata nei teatri italiani, ma quelli più grandi, più facilmente nei palazzetti. Un successo sicuramente meritato per "Notre Dame de Paris", che ha portato all'applauso più di 2,5 milioni di spettatori ed ha aperto la strada a molti epigoni, a volte riusciti e a volte (molto) meno.

Era stato lo stesso David Zard, produttore "allora" della versione italiana, a darne l'annuncio agli Oscar italiani del Musical, manifestazione celebrativa a Roma, mentre ritirava premi assieme a tutto il cast di "Romeo e Giulietta" (4 milioni di spettatori). In quella occasione la conferma diretta del ritorno sulla scena di Notre Dame, non appena si avesse messo a riposo il Romeo e Giulietta. “È impossibile riuscire a tenere in piedi due produzioni del genere" aveva dichiarato, e se non lo può fare lui, riteniamo sia praticamente impossibile per un altro produttore.

Si ritorna quindi in scena a diciotto anni dal debutto assoluto a Parigi (il 16 settembre 1998) e dopo essere stato visto "solo" da poco meno di 3 milioni di spettatori in Italia, a partire dal 14 marzo 2002, serata di debutto italiano al Gran Teatro di Roma, struttura realizzata appositamente per ospitare le "tre campane" e le impossibili acrobazie del cast artistico, almeno fino a quel momento. Una dimensione di spettacolo che in Italia (il paese dell'opera e della commedia musicale, ma non dei grandi musical, appannaggio principalmente e indiscutibilmente di West End e Broadway) non si era ancora visto e che diede il là a tutta una serie di prodotti successivi, non sempre perfettamente riusciti (vedi ad esempio lo scomparso "Dracula opera rock"), lo ribadiamo.

Anche l'Italia scoprì - grazie a Notre Dame - che era nelle possibilità di allestire grandi produzioni, molto diverse nello stile da quelle anglosassoni o americane, ma sicuramente in grado di fare presa su di un pubblico molto vasto che, finora, si era accostato poco al genere. Un fiume di spettatori assolutamente necessario per sostenere gli elevatissimi costi di produzione.
Oltre 1500 le candidature per i cantanti. con il ruolo più gettonato quello di Esmeralda (500 aspiranti). 2500 candidature come ballerini, con audizioni per 1800 tra ballerini, acrobati e "breaker", per la selezione di tre diversi cast. Una giornata dedicata ai 50 cantanti professionisti, alla presenza di Riccardo Cocciante.
Confermati, sicuramente per la partenza, i 5/7 del cast originale: Lola Ponce (Esmeralda), Giò Di Tonno (Quasimodo), Vittorio Matteucci (Frollo), Matteo Setti (Gringoire), Graziano Galatone (Febo), con l'innesto di Tania Tuccinardi (Fiordaliso) e Leonardo Di Minno (Clopin). Nuovo, come è necessario che sia (anche per motivi anagrafici e difficoltà di esecuzione fisica), il corpo di ballo e gli acrobati che torneranno a deliziare il pubblico con le loro incredibili evoluzioni.

La dichiarazione di David Zard (il produttore dell'opera allora come oggi): “Sono passati quasi 18 anni dalla prima a Parigi e circa 14 anni dalla prima romana della bellissima versione in italiano scritta da Pasquale Panella, ma sembra che tutto sia accaduto solo ieri. È difficile dimenticare l’emozione di quei momenti che sancivano il trionfo di un’Opera che ha aperto al pubblico italiano il piacere di andare a Teatro e godere di uno spettacolo totalizzante, che soddisfa il cuore, l'occhio e l'orecchio”.

È questo il tempo delle cattedrali? Ci sembra proprio di sì.

giornalista
A 25 anni volevo lavorare nel mondo del Teatro. Ora ne scrivo con la stessa passione di allora, facendo molte incursioni nell'arte e meno nella musica.
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