Negli anni precedenti - in questa occasione - abbiamo dato conto di come riuscire faticosamente a far fronte prima al pranzo, vedi Ferragosto: come sopravvivere al pranzo, e, più genericamente, di come riuscire a passare indenni (digestiobne a parte) all'intera giornata, vedi Ferragosto: come sopravvivere alla giornata. Cronache che abbiamo ovviamente condiviso, con piccole differenze, con la stragrande maggioranza degli italiani, in vacanza vicino o lontano da casa, ma questo poco importa purché la giornata sia stata trascorsa in Italia.
Ma se ci si trova - come nel nostro caso - all'estero? In questo caso specifico, trovandoci nel Regno Unito, e precisamente a Cambridge, e con una bella giornata di sole, ne abbiamo approfittato per fare visita a tre college storici, senza la minima nostalgia dei "gavettoni" (il termine è sdoganato da Treccani), o degli auguri irradiati rumorosamente da ogni forma di amplificatore possibile, comprese le corde vocali particolarmente prestanti, senza volumi assordanti, ma purtroppo anche senza le libagioni di rito. E il fish and chips non è minimamente consolatorio se paragonato al menu ferragostiano.
Sulla base di dove abbiamo parcheggiato le biciclette (il mezzo sicuramente più agile da utilizzare per una passeggiata nel centro città), nelle vicinanze di Market Square, procediamo nella nostra visita e ci immergiamo nei college (l'ingresso è a pagamento a meno che non si venga invitati da un appartenente all'Università).
Il Trinity College si impone come il gigante di Cambridge, non solo per dimensioni ma per il peso della sua storia. Fondato nel 1546 da Enrico VIII attraverso la fusione di due college preesistenti, il Trinity vanta la Great Court più vasta del mondo accademico britannico, un quadrilatero dove il tempo sembra essersi cristallizzato al XVI secolo (ma anche gli altri due fanno lo stesso effetto). Qui hanno camminato Isaac Newton (all'ingresso si trova la "riproduzione" del famoso albero), Lord Byron, Stephen Hawking e ben 34 Premi Nobel. Tra le peculiarità più affascinantI la "corsa della Great Court": gli studenti cercano di completarne il perimetro durante i rintocchi dell'orologio della torre, un'impresa resa celebre dal film "Momenti di gloria". La biblioteca è capolavoro architettonico che ospita manoscritti medievali e prime edizioni shakespeariane e la cappella gotica perpetua una spiritualità che attraversa i secoli.
Attraversando il celebre Ponte dei Sospiri, replica dell'omologo veneziano, si entra nel mondo del St John's College, fondato nel 1511 da Lady Margaret Beaufort, madre di Enrico VII, perfetta incarnazione dell'aristocrazia intellettuale con i cortili che si susseguono come capitoli di un romanzo d'epoca. La peculiarità architettonica più sorprendente è l'alternanza di stili: dal mattone rosso tudor del primo cortile fino al neoclassicismo del New Court, soprannominato "Wedding Cake" per la sua imponenza decorativa. Anche il St John's ha sfornato personalità straordinarie: William Wordsworth, Cecil Rhodes, Paul Dirac, primi ministri e diplomatici.
Il King's College è stato voluto nel 1441 da Enrico VI. La sua Chapel è considerata una delle massime spressioni dell'architettura gotica, con la volta a ventaglio che sembra sfidare la gravità. Ogni Natale, il coro del King's trasforma la cappella nel cuore musicale della nazione, con il tradizionale concerto trasmesso dalla BBC. Tra le sue mura hanno studiato E.M. Forster, Rupert Brooke e Zadie Smith. Sui suoi prati sono nate le ispirazioni per The Dark Side of The Moon, vedi Pink Floyd: Cambridge Tour (the last update).
La nostra visita alle eccellenze dell'alta istruzione britannica si conclude qui. Abbiamo respirato un'aria totalmente diversa da quella di una normale giornata di Ferragosto. La maestosità dell'architettura secolare (la citazione al Tempo delle Cattedrali è voluta) si è sostituita al vociare e al frastuono. Il sole, fortunatamente, non è mancato nemmeno qui. Bellezza della forma e profondità di pensiero convivono in un equilibrio che attraversa e travalica i secoli, anche senza pranzo di Ferragosto (che conserva comunque il suo fascino).








