Anna Michaux (interpretata da Anna Mouglalis, conosciuta dal pubblico italiano, tra le altre cose, per il ruolo di Patrizia nel "Romanzo criminale" di Michele Placido) è una fotoreporter canadese abituata a vivere (e scattare con le sue preziose Leica) ai confini del mondo, in quei luoghi dove disperati o cercano la fuga verso "nuove" disperazioni o si assoggettano ad essere schiavi di altri esseri umani, nella speranza di rimanere in vita. Fermo restando che questa possa essere chiamata vita.
La reporter si sposta in Thailandia, per documentare la tratta degli esseri umani a scopi sessuali. Sono principalmente bambine, o rapite o cedute dalle famiglie, che vengono sistematicamente stuprate, sfregiate, picchiate ogni giorno, ammazzate al primo tentativo di ribellione. Sono ostaggi di un mondo ancora primitivo dove la vita umana non ha e non potrebbe avere il minimo valore, se non per essere "carne fresca" venduta al mercato. Il tutto con la pacifica accondiscendenza di chi gira la testa da un'altra parte, anche perché il problema o non esiste o non riguarda.
Nel mondo 3 milioni di persone viaggiano ogni anno per fare sesso con i minori. Molti di loro sono italiani e tanti arrivano dall'Europa. Il fenomeno del turismo sessuale minorile è in crescita ovunque, dalla Thailandia al Brasile, tra uomini e donne. Un reato che fa guadagnare cifre enormi alla criminalità organizzata - dall'articolo di Laura Filios pubblicato su Osservatorio Diritti.
Nel corso della sua inchiesta, condotta in maniera piuttosto grossolana, Anna entra in contatto con le "schiave", con il loro habitat e con coloro che le hanno rese tali, registrando sulla sua fotocamera i racconti crudi ed essenziali di chi per povertà (sua e altrui) si è trovata a dover rinunciare alla propria esistenza "normale", sempre che ci sia normalità in paesi così poveri. Viene però rapita e finisce in una di quelle fattorie dell'orrore da dove si esce, se si riesce a sopravvivere, profondamente segnati per tutta la vita, con cicatrici profonde, non solo fisiche, che nessun intervento di chirurgia plastica, per quanto sofisticato, riuscirà anche solo a nascondere.
Il film - prodotto da Les Films Séville e Go Films, edito dal 2015, in Italia è distribuito da giugno 2018 - privilegia le immagini ai dialoghi, scrutando impietosamente Anna nel suo dramma personale, vissuto e rivissuto in continui flashback narrativi, nella sua disperata ricerca di accettazione di ciò che le è successo, con la piena consapevolezza che nulla, poi, potrà più essere come prima. Utilizzando una ricercata fotografia, volutamente cupa, firmata da Jean-Francois Lord, e un sottofondo sonoro mai invasivo, le musiche sono di Michel Corriveau, il regista trascina lo spettatore nella visione di un crudo inferno di una realtà già descritta da altri, innestando però sull'inchiesta documentaristica il vissuto femminile e personale della protagonista, che da "cronista" si trova ad essere, suo malgrado, parte del racconto giornalistico, con la piena difficoltà di riuscire (se possibile) a tirarsene fuori, a distaccarsi per poterlo poi narrare agli altri. Ed è su questo secondo aspetto che "Anna" si concentra maggiormente, e ci riesce, indugiando con studiata lentezza sui dialoghi (in lingua francese con sottotitoli in italiano) essenziali, scarni e adatti all'atmosfera generale che si respira guardando.
Se lo spettatore rimarrà inquieto o infastidito, ben venga, vorrà dire che il film ha colpito nel segno e che ho svolto un buon lavoro. Se poi riuscirò a turbarlo, ne sarò fiero - Charles-Olivier Michaud
Non abbiamo certezza di turbamento nello spettatore, come auspicato dal regista, amaramente abbiamo la consapevolezza che chi si indigna realmente vedendo un film, mai e poi mai acquisterebbe un biglietto d'aereo, se non per fotografare le bellezze "vere" di un luogo e non per essere parte delle nefandezze che già vi abitano. "Quelli" i film non li guardano, almeno non questi!
ANNA
regia e sceneggiatura Charles-Olivier Michaud
con Anna Mouglalis
e con Pierre-Yves Cardinal, Pascale Bussières, Sean Lu, Sandrine Bisson, Nathalie Cavezzali, Xiao Sun
fotografia Jean-Francois Lord
musiche Michel Corriveau
distribuzione Distribuzione Indipendente
durata 109 minuti







