L'attimo teatrale di Giuseppe Magagnini (intervista)

Intervistiamo Giuseppe Magagnini non come direttore artistico, ma come produttore teatrale

Approfittiamo della cortesia di Giuseppe (la forma professionale ci costringe ad un distante "lei", in realtà ci conosciamo oramai da molti anni), per far capire meglio, a noi per primi e a chi ci legge, chi è e cosa fa la persona o - come in questo caso - la società che decide di investire tempo e denaro su di uno spettacolo. Un ruolo sia tecnico che artistico che forse non tutti hanno così chiaro.

La prima domanda è abbastanza ovvia: cosa fa la "produzione" per uno spettacolo? Apre il portafogli?
No, fosse solo questo sarebbe sicuramente molto più semplice. La produzione si occupa di tutti gli aspetti che riguardano la creazione e la realizzazione di uno spettacolo, ad eccezione della vendita, che è compito della distribuzione (e che sarà oggetto di un articolo proprio, ndr). E' un lavoro abbastanza complesso che possiamo sicuramente dividere in più parti, anche cronologiche.

Siamo a posto?
Ma proprio no. Siamo ancora agli inizi. Ci attende - subito - il servizio fotografico che servirà per la realizzazione della locandina, ma soprattutto per la presentazione e vendita dello spettacolo ai teatri. In tutte le fasi, la produzione deve seguire quotidianamente il nascente spettacolo, sia sul posto che a distanza, occupandosi contemporaneamente dell’aspetto artistico e di quello burocratico. Per quanto riguarda l’aspetto artistico, il produttore condivide le scelte di regia e, dove opportuno, fornisce dei suggerimenti: ecco il motivo per cui un produttore teatrale non è semplicemente un imprenditore che finanzia l’impresa, ma deve necessariamente avere le competenze per seguire e curare la parte creativa. In sostanza, si è produttori teatrali se si calcano le tavole del palcoscenico!

Come si seleziona un buon copione?
Si legge con attenzione il testo, più di qualche volta, per cercare di coglierne le varie sfaccettature e, cosa più importante, quale messaggio vuole lasciare l’autore a chi vedrà lo spettacolo. Poi inizia la parte creativa: si rilegge il copione, cercando di immaginare ogni singola scena. La scelta di un buon copione non è semplice: se ne leggono veramente tanti prima di individuare quello giusto.

A questo punto manca solo il distributore...
Noi ci affidiamo completamente a Mente Comica di Diego Ruiz e Mauro Paradiso. Siamo onorati di essere partner di questa società di distribuzione, perché è una delle più quotate nel panorama teatrale italiano. E anche loro sono del settore: Diego è autore, attore e regista, mentre Mauro è un apprezzatissimo scenografo. Ribadisco che questo mestiere si fa se si ama e si sta sul palcoscenico.

Come le è nata l'idea di diventare anche produttore e perché questo nome?
Era uno dei miei sogni nel cassetto, rimasto chiuso per tanto tempo. Un giorno, per puro caso, durante una delle tante chiacchierate con l’amico Diego Ruiz, è nata l’idea. Lui, conoscendo la mia passione per il teatro e la mia esperienza, maturata in quarant’anni sul campo, mi ha proposto di costituire una società di produzione di professionisti. Io non me lo sono fatto ripetere due volte ed ho subito colto l’attimo, ecco perché il nome “Carpe Diem”.

Come vede il panorama teatrale italiano?
E' molto cambiato negli ultimi decenni, i costi di produzione sono elevatissimi e lo Stato non investe nel settore, di conseguenza lo spettacolo deve essere venduto, e bene, per rientrare con le spese. Purtroppo gli italiani hanno perduto l'amore per il teatro, quindi per poter attirare pubblico i produttori sono costretti ad inserire nel cast attori facilmente riconoscibili: spesso personaggi televisivi e, moda degli ultimi momenti, personaggi provenienti dal web. Questo fa sì che gli attori non siano particolarmente preparati, certo l’eccezione c’è sempre, non lo nego! Ma sa quante volte mi capita di parlare con artisti preparati, diplomati in Accademie o Scuole di Recitazione, che mi confessano di passare le loro giornate da un provino all'altro pur di trovare lavoro? Poi, do uno sguardo ai cartelloni e vedo come primi nomi i "personaggi" dei reality. Questo mi fa male! Ma purtroppo è il sistema!

Dovendo forzatamente scegliere, cosa preferirebbe essere: attore, regista, produttore o direttore artistico?
Regista sicuramente, è il ruolo più creativo, quello che dà maggiori soddisfazioni.

C'è uno spettacolo che vorrebbe produrre, ma che non le è stato ancora proposto?
La mia passione è la commedia musicale. Mi sono innamorato del teatro nel 1975 quando i miei genitori mi portarono per la prima volta al Sistina a vedere “Aggiungi un posto a tavola” con Johnny Dorelli, Bice Valori, Paolo Panelli. Con attori così non potevo non innamorarmi!

Come sempre facciamo, abbiamo abusato lungamente del tempo altrui, non ci resta che ringraziare Giuseppe Magagnini e lasciarlo ai suoi molteplici ruoli: la nuova stagione si sta avvicinando molto velocemente.

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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