A distanza di poco più di 41 anni dalla morte del grande artista, si continua ad indagare e avanzare ipotesi sulla sua tragica scomparsa. Molte le domande, ma ancora di più sono le incongruenze di un omicidio che non è mai stato chiarito e, oramai, probabilmente non la sarà.
Sono due, quelli che stanno in auto su questa strada vuota. Uno che ama molto la vita, al punto di rischiarla. Un testimone del suo tempo. Un'ala destra veloce, a pallone: c'è stato un tempo in cui lo chiamavano "Stukas" perché sembrava Biavati del grande Bologna. Un intellettuale che usa il suo corpo, lo gioca, lo esibisce come nessun altro ha fatto mai. Uno che osa dire di essere comunista e omosessuale, insieme.
"Accadde all'Idroscalo" è l'ultima, in ordine temporale, ricostruzione dei fatti che è stata condotta sull'omicidio di Pier Paolo Pasolini, avvenuto il 2 novembre 1975. Ne sono autori Fabio Sanvitale e Armando Palmegiani, una coppia di investigatori/scrittori che hanno ricostruito le loro tesi, basandosi esclusivamente su ricerche, lettura e analisi dei documenti investigativi e processuali, riscontri anche catastali e testimonianze. Un lavoro certosino di investigazione giornalistica che ha dato come risultato un corposo testo di 300 pagine con illustrazioni a colori, edito da Sovera Edizioni.
Assistiamo a una presentazione, ovviamente di "parte", delle indagini, con i due relatori nelle vesti anche di intrattenitori, malgrado l'argomento abbia - come tanti altri delitti irrisolti - più lati oscuri che evidenze, tra le quali le "43 incongruenze" riscontrate nelle varie dichiarazioni, rilasciate negli anni, da Pino Pelosi, unico indagato e condannato, anche troppo velocemente, dell'omicidio.
Nella presentazione del libro, i due autori accentuano l'attenzione dei presenti sui tanti aspetti irrisolti, se non macroscopicamente "sbagliati", come la prima ricostruzione del collegio dei medici legali che aveva escluso - malgrado l'evidenza delle foto - lo schiacciamento del corpo con le ruote dell'auto, un testimone "irrintracciabile" durante il processo e normalmente sentito a distanza di molti anni, o i motivi (non palesati nel corso della presentazione) per cui Sergio Citti abbia mantenuto privato un video girato pochi giorni dopo il delitto. Volendo unire un ulteriore contributo, suggeriamo di recuperare il film Pasolini, un delitto italiano (titolo eccellente e significativo), diretto da Marco Tullio Giordana e uscito nel 1995.
Si accenna, ed è necessario farlo, alle tante ripercussioni politiche del "delitto Pasolini", alla dichiarazione di slancio di colpevolezza dei "fascisti" - non basata su prove oggettive - di Oriana Fallaci, sulla composizione morfologica dell'Idroscalo di Ostia, 11.000 metri quadri con anche casette estive (non solo baracche), la maggior parte abusive e una popolazione residente (minimale, circa 30 nuclei familiari) molto conosciuta dalla legge.
Giustamente per loro (i libri sono fatti per essere venduti e letti e non eccessivamente raccontati) i due autori si mantengono abbottonati sulle tesi conclusive esposte nel volume, mantenendo alta quella curiosità, a volte anche morbosa, che normalmente si prova per un enigma del genere. Peccato non si sia trattato di un testo di pura fantasia, ma che alla base di tutto ci sia stata la perdita irrecuperabile di un Uomo di Cultura, tra i più importanti del 900 italiano. Un autore fondamentale che aveva un'unica colpa: quella di essere nato troppo presto e in una società che mal tollerava chi rifiutava di allinearsi al pensiero comune. Fortunatamente i tempi sono molto cambiati, misteri irrisolti non ce ne sono più e la nostra società si è molto evoluta. O no?
ACCADDE ALL'IDROSCALO
L'ultima notte di Pier Paolo Pasolini
di Fabio Sanvitale e Armando Palmegiani
prefazione Federica Sciarelli
pagine 312
Sovera Edizioni





