Ferragosto: come sopravvivere alla giornata

Se guardiamo al passato, è probabile che molti lettori riconosceranno il proprio. Buon Ferragosto

tramonto la sera di Ferragosto
m&s - tramonto la sera di Ferragosto

Esistono molti modi per augurare un "Buon Ferragosto", abbiamo scelto di farlo con la cronaca "inventata" (ma fedele alla realtà) della fatidica giornata del 15 di agosto, passata rigorosamente al mare, con un occhio anche al grande passato cinematografico italiano, simboleggiato - a nostro opinabile parere - dal bellissimo Domenica d'agosto di Luciano Emmer del 1950. Chi non lo avesse mai visto può facilmente recuperarlo, anche sotto l'ombrellone (raccomandiamo gli auricolari).

Chi ha potuto, ha fissato già da tempo ombrellone e lettini in uno dei tanti stabilimenti del litorale, ma sono sempre più numerosi coloro che, per la crisi o per desiderio di avventura, hanno deciso di fare da soli. Le spiagge libere sono già piene in ogni ordine e grado sin dalle primissime ore del mattino. Qualcuno, tanto per aggirare i divieti di lasciare incustoditi, ombrelloni e sdraie in spiaggia, pur di occupare un posto in prima fila, ha provato a convincere gli anziani di casa che, tutto sommato, con questo caldo si sta meglio a dormire di fuori, e quindi perché non approfittare delle seggioline in tela sulla riva del mare?

Ma gli anziani di casa hanno girato la proposta ai nipoti, che in effetti, pur di passare una serata fuori casa sotto le stelle, con la coetanea dalle cosce longilinee (magie dell'età) e apparecchio per i denti (inconvenienti dell'età), accettano, sfidando anche le possibili intemperie che costantemente vengono preannunciate (e smentite) per giorni e giorni, comunque suscitando discussioni in famiglia. Quelle spiagge, che una volta erano meta solo di coppie clandestine o di qualche naturista dell'ultima ora (tornato entusiasta da esotici lidi stranieri, deciso che il costume è solo un inutile orpello), ormai sono colonizzate da interi condomini, super attrezzati con ogni comfort. Capita anche che gli stranieri che frequentano le nostre spiagge si adeguino a questo andazzo e partano gare a suon di piatti tipici e banchetti che durano dall'alba al tramonto.

Ormai scomparsi i tipici giochi di spiaggia, non si fanno più buche coperte con i giornali, le piste con le biglie sono un lontano ricordo, per non parlare dei tamburelli, sostituiti ormai dai racchettoni, con i quali negli stabilimenti più attrezzati si organizzano tornei che neanche i giochi olimpici! Fa effetto vedere che ogni tanto qualche bambino cerca di sopprimere il fratello molesto, seppellendolo nella sabbia, ma sono solo casi sporadici. Scomparse ormai le ciambelle, i bambini passano direttamente dalla carrozzina allo stile libero agonistico. Non ci sono più le mamme che si sbracciano sulla battigia, minacciando indicibili punizioni se non si esce subito dall'acqua (frase tipica: "guarda come ti sei ridotto, hai le labbra blu e le mani tutte grinzose, basta domani ti porto alla colonia!"), ma solo pazienti animatrici che cercano di far divertire i bimbi con balletti, aquagym, e (ohibò) persino castelli di sabbia. 

E a sera tarda, ormai stremati, ma non domi, dalla maratona spiaggia-culinaria della giornata, tutti con il naso in su per vedere “le foche” (che non sono le simpatiche bestiole che popolano i mari, ma i tradizionali fuochi d'artificio, nella particolare pronuncia di alcuni litorali del centroitalia), salutando anche per quest'anno l'estate che ormai è giunta al termine, e meno male. Il prossimo anno si va in montagna, è la minaccia che torna costante, ma si dissolve poi ancora più velocemente di come sia stata pronunciata.

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