East End

Skanf & Puccio dissacrano intelligentemente la realtà, mettendo sullo sfondo una "classica" sfida calcistica

Si spera riesca a conquistare quanti più spettatori (adulti) possibili "East End", irriverente (ma spietatamente veritiero) opera prima di Luca Scanferla e Giuseppe Squillaci (aka Skanf & Puccio), con la supervisione artistica e le animazioni di Canecane. Un divertente film di animazione che strizza (molto e bene) l'occhio a South Park, al Jeeg Robot non giapponese ma di Gabriele Mainetti, ma con anche spruzzate del dottor Stranamore di Stanley Kubrik. E così ce li abbiamo messi tutti.

In un quartiere periferico romano, mai terminato perché il suo costruttore - il cavalier Bertozzi - in odor di camorra è fuggito con la borsa, vivono i bambini protagonisti della storia: Leo, Lex, Ugo, Vittorio e tutti gli altri. La loro quotidianità è - come quella di tanti altri - scandita dai tempi (primo, intervallo, secondo ed eventuali supplementari) di una partita di calcio, anzi "della" partita, visto che si parla del derby tra (in ordine alfabetico) Lazio e Roma. Un evento che può riempire un’intera settimana e travalicare il puro significato sportivo (sempre che ancora ne abbia). 

Intorno ai bambini si muovono gli adulti, inadeguati e cattivi, come solo gli adulti possono essere nel loro negativo messaggio "educativo" verso le future generazioni. Il quartiere East End è anche lo sfondo incolpevole dell'incomprensibile guerra tra i "buoni", rappresentati dagli ottusi militari a stelle e strisce, e i "cattivi" terroristi, rappresentati dall'ex agente della CIA Al Zabir Muffat.

Nella complicata vicenda internazionale i due autori innestano messaggi (questi sì) educativi contro il bullismo, a favore dell'integrazione e socializzazione, anche se hanno un tono minore rispetto all'ampia dissacrazione e alla ostentata cialtroneria del mondo adulto, quando messo impietosamente a confronto con quello più ingenuo e lineare dei ragazzini.

Divertente e autoironico il cameo di Federico Moccia, con una collaborazione reale nella sceneggiatura del film; interessante la colonna sonora (titoli di coda con "The City With No Ends" dei Game Zero - Agoge Records); fluida e piacevole tutta la realizzazione, con la satira che non risparmia nessuno, senza troppo esagerare, ma rendendo - ovviamente - il film maggiormente adatto ad un pubblico maturo, in grado - si spera - di ridersi addosso e anche di indignarsi di fronte alle tante ingiustizie del XXI secolo, ma non che i precedenti siano stati migliori.

In ogni caso, trattandosi di un cartone, abbiamo chiesto a un giovanissimo di sintetizzarci con una sola frase cosa lo abbia colpito del film, questa la sua risposta: "Più di tutto mi sono piaciuti personaggi perché gli sono stati dati comportamenti adatti alla loro situazione economica e familiare, le ambientazioni che rispecchiano bene Roma, le battute umoristiche e divertenti". 

Tre anni di lavoro per la realizzazione, uscita nelle sale a maggio 2017 (Distribuzione Indipendente), recensioni (tra cui anche la nostra) positive per un prodotto di adulti destinato agli adulti, ma che genitori consapevoli dovrebbero vedere con i propri figli, magari spiegandone i tanti "perché", in modo tale che East End rimanga solo un quartiere di fantasia e non l'ostentata ed ennesima dimostrazione di un costante fallimento sociale.

EAST END (2017)
di Luca Scanferla, Giuseppe Squillaci
soggetto Luca Scanferla, Giuseppe Squillaci
sceneggiatura Luca Scanferla, Giuseppe Squillaci
collaborazione Federico Moccia
musiche Georges Pascal Marchese, Alessandro Cagnizzi, Marco Dalla Chiesa, Gianmarco Mondi, Giuseppe Squillaci, Game Zero, Superobots
montaggio Massimo Alberto Croce
scenografia Paolo Maddaleni
effetti Peter Nalli
suono Sound On
missaggio Andrea Malavasi
produzione Giuseppe Squillaci, Andrea Iervolino, Monika Bacardi per Ear Cinema, Galactus
distribuzione Distribuzione Indipendente
durata 85 minuti

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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