Evitiamo false distanze, che potrebbero essere immediatamente smentite, verificando quante volte abbiamo avuto il piacere di recensire i suoi spettacoli, così come evitiamo di darle del lei. Per noi di media & sipario Veronica Liberale è semplicemente Veronica, la "narratrice della piccola gente".
Abbiamo infatti coniato per lei questa definizione per significare la sua massima attenzione (e dei suoi copioni) verso le persone comuni, quelle immortalate da tanto cinema di qualità nel corso degli anni '60, arrivando addirittura a mettere in scena dei particolarissimi animali umanizzati, come i Cinghiali (recensione).
Medico, insegnante, banchista, emigrante, ora Signorina Buonasera. Come è nata l'idea?
Dalla morte di Nicoletta Orsomando nel 2021. Le bacheche social si sono riempite di messaggi di cordoglio e di affetto. Anche io ne sono stata colpita, perché le annunciatrici rappresentavano la mia infanzia, un modo diverso di comunicare, di stare insieme anche se davanti al teleschermo. Mi ricordo quando entravano nelle nostre case e le persone addirittura le salutavano, come se fossero di famiglia. Io sono cresciuta con la seconda generazione delle Signorine Buonasera, quella per capirci che possiamo rappresentare con Maria Giovanna Elmi o Marina Morgan. Ho abbinato il ricordo del televisore acceso durante i pranzi a casa di mia nonna, tutti assieme e loro con noi.
Subentrano in questo caso i ricordi personali
Esatto. Arrivavano con grazia e garbo, annunciavano i programmi sempre in maniera elegante e con un fascino nato dalla loro gentilezza. Un esempio, che ho visto facendo ricerche in alcuni filmati: chiedevano di abbassare il volume per non disturbare i vicini. Mi ha colpito soprattutto, tra i messaggi, un post scritto da Francesco Villari, uno scrittore, secondo cui la morte della Orsomando ci fa capire che è tramontata un'epoca e che siamo caduti in basso con la comunicazione.
Che significa?
Inizialmente sono stati chiamati quei volti gentili per umanizzare lo schermo ed entrare così nelle case di tutti, con delicatezza. Hanno avuto un grande successo, per circa 50 anni, con l'annuncio del programma che era a sua volta un programma, che non si doveva perdere. Sono state amate dalla gente. Però, scrive sempre Villari, sono riuscite a trasformare il loro piccolo ingranaggio dell'annuncio in un grande ingranaggio dello spettacolo, non erano lì per caso, ma dietro di loro c'era uno studio e una grande professionalità. In effetti andando in diretta, dovevano essere sempre pronte a intervenire nel caso in cui un qualsiasi problema si interrompesse. Erano il volto gentile della televisione. Confrontando quella di allora con la comunicazione di oggi, così veloce e aggressiva, anche improvvisata, ci si accorge come sicuramente abbiamo perso qualcosa. Non voglio essere una "passatista", ma sicuramente abbiamo perso almeno in gentilezza.
Dall'idea nel 2021 arriviamo al debutto nel 2024
Inizialmente non avevo previsto di portarlo io stessa in scena, ma di scriverlo e di darlo ad altri. Riflettendo, era nel cassetto, pronto, lo trovavo adatto a me e ho deciso di portarlo in scena. Abbiamo debuttato al Cometa Off di Roma in aprile e ora lo proponiamo in stagione. Come sai, lo faremo nell'immediato a Viterbo (al Teatro San Leonardo, ndr) a settembre, poi saremo al Teatro Lo Spazio (di Roma, ndr) e stiamo valutando altre sale.
Come hai strutturato la drammaturgia?
Non volevo fare un racconto solamente storico e antologico. A me piace inventare e dare una sfaccettatura sociale ai testi, quindi ho voluto, raccontando le loro storie, raccontare quella del Paese. Le mie protagoniste sono tre, una di loro non è un'annunciatrice, ma è l'italiana media (Camilla Bianchini) che sogna davanti alla televisione e che si scontra con un mondo di uomini, rappresentato dal direttore del negozio dove lavora. Anche le annunciatrici hanno in un certo modo sfidato un mondo, quello televisivo, tutto al maschile. Poi c'è la prima Signorina Buonasera, Giada Fradeani, che è perfetta in questo ruolo, sembra essere uscita dal Brodo Star. E l'ultima, sono io, che sta per perdere il suo lavoro. Infine, ultimo ma non per ultimo, Luigi Pisani, fondamentale, perché interpreta tutti i personaggi maschili ed è il narratore. In queste vesti... [intervista interrotta per non svelare troppo]
Qui si innestano le tematiche sociali cui hai accennato prima
[parte della risposta è stata omessa per lo stesso motivo] Nell'espulsione dal mondo del lavoro si possono identificare, purtroppo, tutti, perché è un meccanismo perverso e generalizzato che allontana chi viene giudicato desueto. Non si applica necessariamente nel mondo televisivo e basta. In questo caso mi sono ispirata alla cronaca, a quanto è successo ad Alessandra Canale (annunciatrice dal 1983 al 2003, ndr), che improvvisamente non si è più trovata sul palinsesto. La vicenda giudiziaria si è conclusa pochi mesi fa.
Al debutto avete avuto Rosanna Vaudetti e Maria Giovanna Elmi
È stato quasi per caso. Hanno letto sui giornali dello spettacolo e la prima sera sono venute in teatro, anche in camerino prima che andassimo in scena e noi non sapevano nulla. Ed è stata la stessa Vaudetti a confermarci, dopo lo spettacolo, che sono rimaste così tanto in video solo per l'amore della gente e che ancora oggi le persone le fermano per strada, le ringraziano e salutano. Sono le "zie" di tante generazioni di italiani.
E con questa rassicurante presenza delle zie dei telespettatori, ringraziamo la "signorina" Veronica e suggeriamo ai nostri lettori (viterbesi e romani) di andare a scoprire le sue "signorine" direttamente in teatro.







