Modugno 30, ma anche 31, 32, ecc. (intervista)

Basta una forma verbale, "volare", per comprendere l'immensità artistica di Domenico Modugno

Paolo Ponziano Ciardi
m&s - Paolo Ponziano Ciardi (foto © Claudio Cavalloro)

Inizialmente Voltarelli canta Modugno, poi la doverosa trasformazione del "progetto" in Modugno 30 nell'anniversario dei 30 anni dalla sua scomparsa, avvenuta il 6 agosto 1994. Sostanzialmente un omaggio/ricordo in forma di concerto per celebrare uno dei principali innovatori della musica leggera italiana, ambasciatore artistico italiano nel mondo, in grado di transitare con eguale successo dalla musica leggera alla televisione (basti rivedere Scaramouche per la regia di Daniele D'Anza), il cinema o il teatro. Una produzione discografica infinita, in Italia e all'estero, dal 78 giri al compact disc, per arrivare alla musica "liquida" delle piattaforme (il suo profilo su Spotify ha mediamente quasi un milione di ascoltatori/mese).

Approfittiamo dei tre concerti organizzati in Toscana, Lazio e Umbria da Italia Classica, per rivolgere alcune domande a Paolo Ponziano Ciardi, direttore artistico e organizzatore.

Com'è nata la scelta di proporre Modugno
È una produzione esterna da Italia Classica, ma inserita nel cartellone del Festival Musicale I Suoni di Sillene, di cui sono direttore artistico. Con l'Orchestra Sinfonica di Sanremo - anche io sono direttore d'orchestra - ho un rapporto da tanti anni, sia di collaborazione che di amicizia con il loro direttore artistico e musicale, il Maestro Giancarlo de Lorenzo e mi fa molto piacere accogliere nel mio Festival alcuni loro progetti, tra cui sicuramente questo. L'Orchestra di Sanremo in estate si sposta all'aperto e propone al proprio pubblico un programma differenziato da quello invernale. Propongono anche concerti che definiscono "crossover", perché spaziano dal jazz alla musica leggera e in questo ambito hanno creato questo omaggio, nato come Voltarelli canta Modugno, ma che noi abbiamo voluto trasformare in Modugno 30, proprio perché questo anno ricorre il trentennale dalla morte. Abbiamo programmato alcune date di una tournée più ampia, dopo di noi andranno in Abruzzo, poi in Campania, per concludere a Polignano a Mare, dove Modugno è nato.

Vi è quindi piaciuta subito l'idea
Sì, mi interessava molto portare in scena un progetto così, con un cantante come Peppe Voltarelli, considerato uno dei più importanti esecutori del repertorio di Modugno, che fa spessissimo nei suoi concerti. Mi piaceva l'idea di proseguire nelle celebrazioni, dopo quella del centenario di Puccini. Sono generi ovviamente diversi, ma Modugno è un importante pezzo di storia della musica italiana. Il concerto con orchestra, sono 35 elementi, ripercorre tutta la carriera di Modugno, dagli anni '50 in poi, con i suoi primi brani in dialetto per poi proseguire ai giorni nostri e offre uno spaccato musicale molto interessante del Paese.

Cosa c'è in Modugno, ancora oggi, che lo rende così interessante e contemporaneo
Io la carriera di Modugno, ricordo le sue partecipazioni a Sanremo, ma ricordo anche il suo grande impegno politico, le battaglie con i Radicali che lui ha fatto. È un personaggio che ho sempre stimato, sia dal punto di vista musicale (le sue canzoni non sono mai state banali) e mi è particolarmente piaciuto nelle fasi più difficili della sua vita, l'ultima, con il suo impegno per i diritti dei disabili e dei malati. Di Modugno mi ha affascinato la personalità, la grande empatia che aveva, una persona straordinaria. Non ho avuto modo di conoscerlo personalmente, ma lo conosco da quando ero bambino, perché faccio parte di quella generazione che è cresciuta con i grandi cantanti di allora (Claudio Villa, Massimo Ranieri, Gianni Morandi). Sono artisti che ho sempre stimato.

È quindi possibile la commistione tra musica classica e musica leggera
Io provengo dalla prima, ma sono stato per tre anni membro e un anno presidente della commissione di Sanremo Lab, che allora selezionava i tre giovani che accedevano al Festival come nuove proposte. Mi sono interessato spesso e ho collaborato con artisti (Antonella Ruggiero, Amii Stewart) di musica contemporanea, anche se l'80% della mia attività è in ambito classico. Per Modugno l'interesse è sia per l'artista che per l'uomo.

Modugno 30, ci sarà anche 31 e a seguire
In autunno l'Orchestra inizia la sua stagione sinfonica a Sanremo ed è più complicato, ma sicuramente sull'estate prossima questo e altri progetti potrebbero essere proposti al nostro pubblico. Recentemente, a luglio, ho assistito al loro Pierino e il lupo, con la voce narrante di Dario Vergassola, mi è molto piaciuto e anche di quello abbiamo parlato. Tornando a Modugno, questo è il trentennale, ma è un programma evergreen che si può appunto riproporre all'infinito, anche su altri luoghi, non necessariamente dove siamo già stati. Anche se i concerti si prestano a essere visti e rivisti più volte, perché hanno sempre sfumature diverse.

Alla nostra ultima domanda, abbiamo chiesto se verrà fatto un riversamento su vinile o cd del concerto, il Maestro Paolo Ponziano Ciardi accenna a una risata e non risponde, ai nostri lettori trarre le debite conclusioni. Per quanto ci riguarda lo ringraziamo del tempo che ci ha dedicato.

Ulteriori informazioni: www.istituzionesinfonicaitaliaclassica.com

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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