FdB Festival: quel luppolo in più

Cosa riesce a portare una manifestazione musicale piccina ai livelli di altri più blasonati festival?

FdB staff #2015
m&s - FdB staff #2015 (foto © Franco Sassara)

Sono decine e decine, iniziano a lavorare presto, dormono - se dormono - 3 ore per notte, sorridono sempre, anche se distrutti dalla fatica, e animano, ogni anno, la quattro giorni di music & beer di FdB Festival, dal giovedì alla domenica alla fine di agosto.

Sono tanti ragazzi, molti veramente giovanissimi, alcuni giovani sicuramente dentro, che decidono di rinunciare alla loro pausa estiva e alla loro vita normale, per dare vita a un evento musicale che i numeri "normali" oramai li ha dimenticati da un pezzo. Se dietro ogni successo, c’è sempre una ragione, dietro quello di FdB Festival c’è il suo staff.

Sono tutti loro che ogni sera, accolgono le migliaia di persone che arrivano a Fabrica di Roma, piccolo paesino dei Monti Cimini in provincia di Viterbo, spesso dopo averne inserito - dubbiosi - nel navigatore le coordinate, pensando di doversi recare nell’immediata periferia della Capitale, totalmente ignari dell’esistenza di questo piccolo lembo di territorio, grande come un quartiere di una media/grande città.

A Fabrica (la parte rimanente del nome viene spesso omessa, è scontata) tutti trovano un'accoglienza fatta di semplicità e di attenzioni, rivolte sia agli artisti (che possiamo assicurare, perché abbiamo visto con i nostri occhi, vengono veramente coccolati), che agli spettatori dei concerti, il motivo per cui il Festival esiste e resiste. L’ingresso - e anche questo spesso stupisce, visti i costi generali dell'offerta musicale - è gratuito. Ed è loro intenzione, salvo difficoltà improvvise, riuscire a mantenere il tutto così com'è.

Staff e collaboratori, interni o esterni che siano, si mettono volentieri a disposizione della "festa", termine che in questo contesto assume ancora di più il proprio significato. FdB Festival appartiene a tutti e tutti cercano, per quello che possono, di dare una mano, anche un piccolo contributo, perché riesca al meglio. Musica dal palco, birra e cibo dagli stand, e il gioco è fatto. In cucina vengono coinvolte anche mamme e forse anche nonne, persone avvezze al compito, che non hanno grandi difficoltà nel cucinare quantità centuplicate, perché abituate ai canonici raduni di famiglia.

Se c'è un problema tecnico - ed è difficile che tutto si svolga senza intoppi - ecco arrivare artigiani e professionisti dell'intera comunità locale, in ogni caso non si ci improvvisa. Come sempre succede, non sempre tutto è andato liscio. Nel passato è stato fatto qualche passo falso, ci sono stati addii e ripensamenrti, ma si è intelligentemente rivisto le proprie ambizioni, per ritornare allo spirito originario, fatto di voglia di stare assieme e passare così, in compagnia e in musica, quattro serate, che rimarranno nel ricordo di ognuno. Poco importa se perché questo si realizzi si deve iniziare a costruire molti mesi prima. Abbiamo assistito ai piccoli e grandi cambiamenti, anche di line up, che si è dovuta adeguare ai gusti del pubblico, pur conservando la sua matrice hard & heavy. Ma anche questo è segno di profonda attenzione e studio.

In conclusione, tutti si spendono perché le serate riescano al meglio, le criticità vengono annotate e messe da parte, successivamente si affronteranno, ma nel periodo del Festival si deve lavorare tanto (e dormire poco, ribadiamo) perché tutto riesca al meglio. I problemi possono aspettare o magari ci si può bere sopra una birra e pensare che ogni divergenza può essere risolta così, basta volerlo e sperarlo.

La nostra testata è orgogliosamente partner del Festival, che frequentiamo da prima della nostra fondazione. Purtroppo, per motivi logistici negli ultimi anni non abbiamo potuto sostenerli in presenza, ma ci siamo sempre stati, almeno mediaticamente. Cerchiamo di riparare ai nostri torti in questa maniera, abbracciando virtualmente tutti, presenti e passati, e chiedendo di lasciarci sempre una birra in fresco. Prima o poi riusciremo a berla tutti assieme. Al prossimo anno, se ci vorrete, ancora al vostro fianco.

Beatrice & Luciano

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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