Donato Zoppo: La filosofia dei Genesis

Presentazione anche in musica della nuova opera letteraria del giornalista Donato Zoppo, Edizioni Mimesis

L'estate è la stagione delle promozioni all'aperto, vuoi perché il periodo si presta, basta mettere insieme sedie, un minimo di abbellimento e logistica (tavolo, acqua un paio di piante), fare proselitismo con un argomento interessante o comunque attira pubblico e lasciare alla voglia di uscire tutto il resto.

Fra le centinaia di eventi, piccoli e grandi, che avvengono praticamente dovunque, abbiamo avuto il piacere di intercettare quello del collega campano, Donato Zoppo, giornalista musicale, dedicato alla più importante band progressive, i Genesis, che abbia mai impattato su un giradischi (come amiamo ripetere spesso). Il volume, "La filosofia dei Genesis" (Edizioni Memesis), è dedicato agli spettacoli del leggendario gruppo di Peter Gabriel prima e di Phil Collins dopo.

Protagonisti indiscussi del progressive mondiale, dal 1970 al 1975 i Genesis hanno perfezionato ed esaltato anche l'aspetto visivo dei loro show, portando in concerto storie surreali, vicende fantascientifiche, fughe nella mitologia e soprattutto maschere, travestimenti e scenografie uniche nel loro genere, assolutamente impensabili per il periodo. Grazie all'estro di Peter Gabriel e allo straordinario talento strumentale di tutto il gruppo, le visionarie narrazioni in musica della band restano un insuperato modello di “rock theatre”. 

Donato Zoppo, autore di altre monografie dedicate alla musica di qualità (vedi il recente lavoro "Caution Radiation Area", dedicato ovviamente agli Area), focalizza la propria attenzione sul primo periodo artisticamente importante dei Genesis, che va dal 1969 al 1974, caratterizzato dalle invenzioni visive di Peter Gabriel, vero motore teatrale delle esibizioni live del gruppo. Una forte propensione per lo spettacolo, quella di Gabriel, che non coincide con i desiderata degli altri quattro componenti della band, che preferiscono rimanere ancorati alla propria musica (e considerando di quale musica si stia parlando, sembra difficile - a posteriori - dare loro torto). Sarà anche questo uno dei motivi che porterà Gabriel ad abbandonare il gruppo, cercando fortuna - a fasi alterne - come solista, nel 1975.

Il racconto che Zoppo fa al pubblico presente (in maggioranza adulto) è cronologico ed appassionante, di chiara comprensione come il libro (che assicuriamo si legge veramente in un fiato), riuscendo a miscelare la piacevolezza della storia musicale con il rigore del saggio e del dato "scientifico". Ad accrescere poi il piacere uditivo della serata contribuiscono Lucio Lazzaruolo e Raffaele Villanova (dei Notturno Concertante), producendosi in una originale - quanto difficile - rivisitazione per chitarra classica di alcuni tra i più noti pezzi dei Genesis.

Donato Zoppo prende per mano il lettore in questo percorso fatto di immagini, che scorrono alle sue spalle, parole e musica. Sottolinea i cambiamenti nelle vicende della band, sollevando di volta in volta le copertine dei dischi (rigorosamente vinili), che non appartengono oramai solo alle vicende musicali del progressive, ma della storia musicale del rock del secolo scorso. Nella sua disanima scorrono le vite, gli umori e le vicissitudini, anche personali, di quello che - senza fare torto ad altri - può essere considerato il più importante gruppo prog-rock della storia.

A dimostrazione di quanto lo scrittore sia stato convincente, le troppo poche copie presenti della "Filosofia", al termine dell'incontro, scompaiono immediatamente, custodite gelosamente dalle persone del pubblico, educatamente in attesa per due parole aggiuntive, i complimenti (non di maniera) e il relativo autografo. Anche le copie di "Canzoni allo specchio", il disco dei Notturno Concertante (in questo caso la musica è in digitale), fanno la stessa fine.

Anche noi ci mettiamo educatamente in attesa: l'esplorazione di Zoppo ha riguardato i Genesis fino al 1974, c'è da scrivere da "A Trick of the Tail" (1976) in poi. Non vorrà mica fermarsi qui?

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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