Una guida fondamentalmente divisa in due parti: il rock made in USA e il rock made in UK! Ed è sicuramente un buon modo per programmare in musica un viaggio, anche andando altrove, perché dovunque si può trovare buona musica. Non è semplicemente un testo (per quanto completo) su tanti tra coloro che hanno reso grande la musica contemporanea, o almeno una parte di essa, ma è più un racconto "stradale", anche se ovviamente l'auto (o la moto) non è l'unico mezzo utilizzato, un racconto che Ezio Guaitamacchi si è sicuramente divertito a scrivere e noi a leggere.
Strutturato come una vera e propria guida del viaggiatore, il corposo volume (382 pagine, edito da Hoepli) contiene quello che è necessario sapere, ad esempio, facendo un giro per New Orleans o Memphis, oppure percorrendo la Pacific Coast Highway, rimanendo sempre al di là dell'oceano Atlantico. E come ogni turista che si rispetti, Guaitamacchi non si fa mancare le classiche foto ricordo (alcune delle quali non possono che suscitare moderata invidia e desiderio di emulazione), ma dà anche preziosi consigli su cosa ascoltare - prima, durante e dopo - e dove e cosa mangiare, un aspetto sicuramente non trascurabile.
La competenza di settore dell'alto e baffuto giornalista, scrittore e musicista (scelga lui in quale ordine etichettarsi) è sicuramente fuori discussione e questa sua profonda "rockologia" si estrinseca tutta scorrendo le pagine dell'Atlante. Perché è inutile mentirsi addosso, ogni lettore (o quasi) ha sicuramente prima avidamente letto le parti dedicate ai musicisti di proprio interesse, di quelli in copertina nei propri dischi, per poi sfogliare anche episodi e aneddoti (spesso vere leggende, mai dimostrate) sugli artisti meno amati.
Gli amanti del blues si saranno sicuramente dedicati alla prima parte della guida, mentre i nostalgici del punk avranno memorizzato centimetro per centimetro il capitolo 22 (God Save The Queen), ripromettendosi - vista la vicinanza della capitale britannica - di ripercorrere i passi dei Sex Pistols o dei Clash e rivivere così atmosfere che Londra ha, intelligentemente, messo a sistema turistico-musicale. Per completezza enciclopedica nell'Atlante Rock trova giustamente spazio (al capitolo 25) anche la vicinissima Irlanda. I tanti fan degli U2 sono così accontentati.
Indipendentemente dall'amare la musica selezionata da Ezio Guaitamacchi - l'Atlante non può essere completo, ci vorrebbe una vita per scriverlo e una Treccani per contenerlo - i 30 itinerari "geo-musicali" sono realmente un piacere da percorrere sia in reale, sia in virtuale, rimanendo nel salotto di casa e alternando alla lettura l'ascolto, o il sottofondo, dei brani - tanti - proposti nello scorrere delle pagine. E quello che manca? Noi non possiamo saperlo, ma sicuramente Ezio Guaitamacchi non avrà ancora voglia di rimanere a casa, con le sue tante chitarre, e continuerà a viaggiare. Si tratta di avere solo un poco di pazienza.
E rimanendo in ambito di viaggi, Ezio Guaitamacchi presenterà l'Atlante a Los Angeles, in California, con lo spettacolo "Blues from Laurel Canyon" (titolo anche del capitolo 16), martedì 10 aprile all’Auditorium dell’Istituto Italiano di Cultura. La serata musicale - si legge nella nota - "sarà impreziosito dalle immagini storiche curate da Filippo Guaitamacchi, dalla voce di Brunella Boschetti, storica partner artistica di Guaitamacchi, dagli interventi di Marcus Eaton, songwriter e chitarrista della band di David Crosby e dalle performance del super special guest Alberto Fortis, che a Los Angeles ha registrato il suo album “Dentro il giardino” e ha vissuto a Laurel Canyon per diversi mesi". La nota annuncia anche una prossima edizione spagnola e francese del libro, che non ci siano in programma anche artisti neolatini?






