La figlia d'arte Rosabell Laurenti-Sellers

Abbiamo incrociato la strada con la giovanissima attrice italo-americana, nei cinema con "Buongiorno Papà" di Edoardo Leo

Prima di tutto, facciamo chiarezza: il nome è sicuramente altisonante, ma nulla ha a che vedere con l’inglesissimo Richard Henry, meglio noto come Peter, Sellers. Anche se Rosabell Laurenti-Sellers figlia d’arte lo è comunque, visto che la mamma è un’attrice, mentre il papà è un apprezzato documentarista. Unito questo a un bel piglio e a una attenta esposizione di sé, non possiamo che essere d’accordo sulle doti e augurare una prossima fulgida carriera a questa appena diciassettenne, ma con già molti lavori nel proprio curriculum. 

La nostra impressione, facendo quattro parole assieme, più che una classica intervista, è stata di avere di fronte una “ragazzina” - ce lo perdonerà? - con del cervello, molto misurata e accorta, quindi giustamente messa in guardia dall’ambiente che la circonda, non proprio tra i più addomesticabili e accoglienti. Una "protettiva" distanza dallo star system, che poi si scioglie in un bel sorriso appena si parla, senza cercare lo scoop, di argomenti che la riguardano, non come attrice, ma come adolescente appena particolare, vista la sua professione.

Abbiamo appena accennato al suo impegno sociale, che Rosabell concepisce come un dovere personale, il fastidio che prova per gli aspetti maggiormente commerciali ed ostentati di certa musica pop, ci ha colpito il fatto che sia collezionista di vinili e che spazia su molti generi, anche del passato, ha ribadito la sua grande ammirazione per Natalie Portman. “E poi è alta come me!”, sorride, illuminandosi. Il trovarsi più a suo agio nei ruoli drammatici che in quelli comici, più difficili, una considerazione costante da parte degli attori intelligenti e di come si sia divertita nel girare “Buongiorno Papà”, anche nel dover essere più adulta degli altri attori adulti del cast. Il voler continuare in forma ancora più specifica gli studi.

Ci ha raccontato di sentirsi, rispetto a molti suoi coetanei, una privilegiata (non pensiamo sia proprio così, opinione assolutamente personale, visto che durante il giorno aveva fatto già otto ore di riprese, poi la serata e di nuovo il ritorno a casa e, nuovamente, il set la mattina dopo. Alcune sue coetanee nel mese di luglio hanno come unica preoccupazione la spiaggia, mentre la famiglia di Rosabell la segue in ogni passo professionale, leggendo assieme a lei e consigliando i copioni, in fin dei conti è quello che ogni famiglia avrebbe come dovere nei confronti dei propri figli, indipendentemente dall'attività svolta. E questa presenza funziona, visto il successo che con giusta progressione sta ottenendo.

"Buongiorno Papà" è la storia di un antipatico, mai cresciuto, bel pubblicitario, donnaiolo e dal capello tinto a 40 anni, interpretato da Raul Bova. Andrea, il nome del personaggio, scopre improvvisamente di avere una figlia, Rosabell Laurenti-Sellers, della quale è costretto momentaneamente, e controvoglia, ad occuparsi. La ragazzina, accompagnata dal nonno materno, un bravo Marco Giallini, mette scompiglio nella vita di Andrea e del suo migliore amico Paolo, interpretato da Edoardo Leo, che è anche autore del soggetto oltre che regista della pellicola.

Il film è gradevole, mette temi interessanti in forma leggera, permettendo poi allo spettatore, se vuole, di approfondire, oppure accontentarsi di quello che gli viene consegnato, lo spunto per la riflessione comunque c’è e di questi tempi è veramente tantissimo, specie nel cinema nostrano. I dialoghi brillanti e non esagerati e la buona sintonia del cast danno ancora maggiore piacere alla visione.

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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