Non spiace che l'artista genovese abbia dovuto ricorrere a questo strumento di democrazia e gradimento musicale, raggiungendo e superando agevolmente il traguardo necessario (più di 7000 euro raccolti da circa 200 sostenitori, il 235% dell'obiettivo), ma che la musica indipendente italiana non abbia oramai altro modo per raggiungere i negozi di dischi (liquidi o meno che siano) che questo. È la stessa cantautrice ad accompagnare il proprio progetto con “sono sempre io, solo che ora indosso un bel vestito nuovo e le scarpe per la festa”. E come ogni signora, deve avere molti "piedi", visto che il nuovo disco ospita 10 brani (giustamente 5 paia), in lingua italiana, con una piacevole miscela, anche al primo ascolto, tra sonorità elettropop, classica scuola cantautorale (senza andare a scomodare il più grande dei genovesi) e una leggerissima spruzzata di rock, che non guasta mai.
Voce limpida e appena velata di melanconia per dieci "piccole" storie sui rapporti in musica - per niente semplici - di ogni coppia, si canta di amicizie e solitudini, dove la differenza si concretizza "nell'essere se stessi, nel mettersi a nudo, nel non avere paura di trasformare in musica le proprie emozioni e anche le proprie insicurezze". Andando a confronti con l'esordio de "Il Giardino di Rose", non sembra siano passati cinque anni nel modo piacevole e sempre molto limpido con cui Chiara porta la voce, anche se è ora miscelata con sonorità elettroniche (il precedente aveva una matrice più folk) e quindi maggiormente carica di contorni musicali e con una leggera e naturale perdita di intimità dovuta alle diverse linee musicali costruite. Chiara, soddisfatta del percorso intrapreso, marca la propria evoluzione artistica, dichiarando di aver fatto "una ricerca attenta a contenuti che rispecchiassero realmente la mia persona e il mio carattere". Un percorso sicuramente in avanti per un disco che, facilmente, si presta ad una maggiore spendibilità live. L'abbiamo intervistata.
È oramai così necessario ricorrere al crowdfunding per finanziare la musica indipendente?
Necessario è un termine importante, diciamo che è una possibilità in più, rispetto al passato, per l'artista che vuole mantenere la propria indipendenza discografica ed artistica. Personalmente, ho ricevuto diverse e numerose proposte discografiche in questi anni che ho volutamente rifiutato, vuoi perché non mi avevano convinta appieno, vuoi perché, con in progetto il desiderio di diventare mamma, avevo la necessità di continuare a lavorare con la mia squadra, che mi segue ormai da un paio di anni e con cui riesco a gestire gli impegni musicali nella maniera più ottimale possibile. Infine, avevo il bisogno di verificare sul campo l'effettivo riscontro del pubblico che mi sono costruita in questi anni e l'esperienza con Musicraiser mi è servita moltissimo per capire che impegno, determinazione e, naturalmente, la ricerca continua di contenuti e canzoni che avessero qualcosa da dire ripaga, sempre. Chi semina raccoglie, insomma.
Immaginiamo ci sia stata una attenta selezione sui brani da pubblicare, cosa farà del materiale non pubblicato?
È proprio così: alcune canzoni faranno parte del prossimo disco, altre saranno inserite (anzi, in realtà già lo sono) nella dimensione live. Quelle che mi avevano meno convinta, probabilmente resteranno inedite, ed è giusto così.
Ogni artista, pubblicato un lavoro, inizia a pensare al successivo, il suo prossimo progetto?
Al momento sono concentratissima su questo disco, ma non passeranno altri cinque anni da La Differenza: almeno un paio, quello si, per digerirli anche dal vivo e per continuare a scriverne di nuovi, cosa che sto facendo. Ho già molto materiale buono fra le mani per un nuovo album, ma siccome la scrittura non si arresta mai aspetterò di affinare le idee che per il momento restano incompiute insieme ad alcune nuove canzoni di cui invece sono già convinta e che sicuramente saranno inserite in un lavoro successivo.
Ha dovuto fare delle rinunce nel passare dai suoni folk a quelli elettronici?
Nessuna rinuncia, direi piuttosto il contrario: è stata una sorta di rinascita, molto stimolante. Nuove sonorità aiutano sempre a lavorare su sfumature che con chitarra e voce purtroppo non riuscirebbero ad emergere. Continuerò a sperimentare e a giocare con i suoni, spero di riuscire a farlo anche affiancata da altri producer, sarebbe estremamente interessante.
Più che una domanda, una curiosità: sul suo sito scrive "electro-pop dalla liguria, con furore", perché?
Perché quando si parla di cantautori e di Genova emerge, spesso e spontaneamente, il paragone con i mostri sacri della canzone d'autore e della cosiddetta Scuola Genovese e questa etichetta mi è sempre andata stretta: il cantautore, specialmente se ligure, può anche essere colui che imbraccia la chitarra elettrica e, nel mio caso, indossa tacchi 20 e tubino dorato. Con furore perché la mia anima è sempre stata rock, assopita negli anni per diversi motivi ma risvegliatasi con questo nuovo disco, fatto con coraggio ed estrema onestà.
CHIARA RAGNINI: LA DIFFERENZA (2017)
Un colpo di pistola
Il vortice bianco
Un angolo buio
La differenza
In ogni angolo del mondo
Grigiocielo
Oggi ho perso
Domattina
Sospesa
Coda
con Max Matis (basso) e Roggy Luciano (beatmaker, autore di rime, campionamenti e featuring su Coda)
registrazione Ithil World Recording Studio di Imperia
supervisione Giovanni Nebbia






