Francesco Guccini. Canterò soltanto il tempo (presentazione)

A Reggio Emilia, Spazio Gerra (Piazza XXV Aprile 2), fino al 18 ottobre 2026, con ingresso gratuito

Francesco Guccini a Pavana
m&s - Francesco Guccini a Pavana (foto © media & sipario)

Un concept album costruito attorno al tempo: descritta così la mostra durante la sua presentazione alla stampa

L’esposizione – promossa dall’Assessorato alla Cultura e Giovani del Comune di Reggio Emilia, con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna e realizzata da Innovazione Cultura Società Ets (ICS) – prende il titolo dalla canzone “Il tema” ed è visitabile gratuitamente dal 18 aprile al 18 ottobre 2026.

La scelta di questa città per ospitare l’evento non è stata casuale. Se infatti il borgo toscano di Pavana è senza dubbio luogo intimamente gucciniano, essendo ormai da anni residenza dell’artista, anche il legame tra Reggio Emilia e Guccini è particolarmente importante. Lo ha ricordato in apertura della presentazione il sindaco Marco Massari che, soffermandosi su alcuni passaggi significativi di questo rapporto, ha citato anche l’interpretazione da parte del cantautore nel 2022 del brano “Per i morti di Reggio Emilia”, composto originariamente da Fausto Amodei in ricordo dell’uccisione di alcuni operai reggiani iscritti al PCI avvenuta il 7 luglio 1960 durante una manifestazione sindacale.

La mostra non vuole essere celebrativa o autobiografica nelle intenzioni, ma piuttosto traccia un percorso costruito insieme allo stesso Francesco Guccini - che ha contribuito all’allestimento anche con materiali inediti - per raccontare il composito universo creativo del cantautore e scrittore emiliano e il processo di memoria trasformativa che caratterizza la sua opera, rendendola sempre attuale. Un’opera definita peraltro portatrice di valori culturali, etici, politici e sentimentali.

Il progetto espositivo è stato concepito come una conversazione con il visitatore, che sfocia in una canzone. La narrazione trova difatti la propria voce in nove brani e in nove ambienti (nominati non a caso ‘stanze’, riecheggiando il titolo dell’album “Stanze di vita quotidiana”) attraverso i quali il visitatore potrà scoprire la produzione artistica, i manoscritti - due dei quali esposti in originale con tutte le correzioni - e tutto ciò che riguarda il background di Guccini, cioè a dire la sua formazione, le sue letture e le esperienze alla base della nascita delle sue creazioni.

Le canzoni in particolare - come spiegato da Stefania Carretti, una delle curatrici della mostra insieme a Lorenzo Immovilli ed Erika Profumieri - sono state reinterpretate e riportate alla realtà odierna da illustratori e fotografi sotto forma di tributo e omaggio. Tra le illustrazioni presenti anche quelle storiche di Sergio Staino e Andrea Pazienza, quasi a creare un filo diretto con una parte di Guccini forse meno conosciuta, quella di disegnatore e sceneggiatore di alcuni fumetti, e prima ancora quella di grande appassionato di questo genere. La preparazione dell’intera esposizione ha richiesto due anni e mezzo di lavoro, portato avanti con un approccio artigianale ed ecosostenibile, essendo stato fatto uso anche di materiali riciclati. 

Il risultato, secondo quanto affermato dall’assessore alla Cultura di Reggio Emilia Marco Mietto nel corso del suo intervento alla presentazione, è “una mostra autobiografica dei visitatori, un pezzo delle nostre vite”, poiché ciascuno potrà ritrovarvi qualcosa di sé stesso, della propria vita e dei propri ricordi. Mietto, come anche poi l’assessora alla Cultura dell’Emilia-Romagna Gessica Allegni, hanno inoltre posto l’accento sulla civiltà profondamente emiliana di Guccini, una radice forte, testimoniata anche dalla produzione in dialetto oltre che dai contenuti della sua opera e dall’importanza data alla parola e alla sua padronanza. Dello stesso avviso il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele De Pascale, che ha definito Guccini “parte integrante di tutto il tessuto culturale emiliano” e non soltanto del luogo in cui è nato e cresciuto. 

L’esposizione si pone infatti fuori da qualsiasi provincialismo: racconta dell’artista e dell’uomo, lui stesso presente a farci da guida in questo viaggio di chi “sogna dietro a frasi di canzoni, dietro a libri e ad aquiloni”.

giornalista
Quando ero bambina mi piaceva la parola cultura, da grande ho deciso che volevo raccontarla. Giornalista transitata per cronaca locale e musica, quando non scrivo disegno. Ho anche studiato filologia ma, da buona siciliana, alle collazioni affianco volentieri le colazioni con la granita.
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