La sensazione dopo la visione di Ciak si gira, in cui Brachetti compie un viaggio nell’universo del cinema, dai ricordi dei film di bambino a quello odierno, è quella che tra le sue doti ci sia anche quella dell’ipnosi: i cambi di costume, di trucco, di ruolo sono talmente rapidi che ci si chiede se tutto il teatro non sia sotto un incantesimo. Nello spettacolo i personaggi dei film o del pomeriggio passato davanti alla televisione: Zorro, Mary Poppins, Maciste, Crudelia De Mon, cowboys, corsari e avventurieri. Il museo del cinema di Torino, sua città natale; i personaggi delle sua primissime uscite al cinema, da Baby Jane ai musical; la storia di Lon Chaney, chiamato anche lui “l'uomo dai 1000 volti”; le ombre cinesi; il mondo di Fellini, i grandi film hollywoodiani con una parata di personaggi da fare invidia a una cineteca: Charlie Chaplin, Gene Kelly, King Kong, Shreck, Liza Minneli, Gollum, Harry Potter, Carmen Miranda, E.T. Judy Garland, Jack Sparrow, Biancaneve, Darth Vader. Un giro del mondo in 80 trasformazioni, una lettera d’amore al cinema e ai protagonisti della settima arte. Brachetti ha più volte interagito con il pubblico raccontando, scherzando e citando Fellini, ha racchiuso in un’unica frase tutto lo spettacolo: “Il nostro unico limite è l’immaginazione”.
Attore, regista, illusionista. Cambia ruolo velocemente o sente difficoltà a passare dal “one man show” alla direzione di più persone?
A me piace fare il teatro in qualsiasi maniera. Quand’ero in collegio passavo i pomeriggi nel teatro vuoto a curiosare tra le corde, a vedere i fondali e a pensare che mi sarebbe piaciuto fare questo mestiere. Sognavo di riuscire perché ero molto timido ed ora mi ritrovo a poter spaziare in tutte queste cose. Ed è salutare per lo spirito! Mi piacciono tutti i questi ruoli e soprattutto facendo il regista posso proiettare i ruoli che di solito interpreto io su altre persone oppure fare attraverso di loro cose che non so fare come ad esempio con Aldo, Giovanni e Giacomo.
Considerato il grosso dispendio di energie che implica questo genere di spettacolo, pensa in futuro di dedicarsi maggiormente alla regia?
Sicuramente! Ciak si gira! probabilmente sarà l’ultimo one man show, perché ho 53 anni ed è molto faticoso, specialmente quando si fanno 7/8 repliche a settimana. Faccio regolarmente pilates per mantenermi in forma, ma comincia ad essere faticoso. E’ probabile che ci sarà una clonazione del mio show con qualcun altro e un coinvolgimento maggiore nella regia.
È l’unico a fare questo genere di teatro da tempo, crede in una possibile eredità artistica?
Eh sì, lascerò a qualcuno questo ruolo. C’è già la possibilità di trovare un allievo e quindi è possibile che in futuro ci sarà un Brachetti Show fatto da qualcun altro, anche se adesso ancora non so di preciso come fare e mi dispiace il pensiero di lasciare.
Si è definito nomade e girovago. Sente differenze di palco tra i vari paesi?
In Europa in effetti il quadro è abbastanza simile, Gli svizzeri ad esempio sono più calorosi, in America il teatro è più consumistico e in Oriente è come un premio quindi è diverso. Facendo lo spettacolo di "sorprese visive" però lo show funziona comunque ovunque, anche dove certi personaggi non sono codificati come Mary Poppins in Oriente.
Mille personaggi, non ci resta che chiederle, com'è Arturo?
Arturo è una persona che usa i personaggi che interpreta come un gioco nel parco divertimenti, che torna bambino in maniera terapeutica due ore al giorno.
E che, aggiungiamo a margine, fa tornare bambini anche gli spettatori.








