Ci è stata presentata come musicale, anche se noi preferiremmo definirla come con innesti musicali, ma è soprattutto l'occasione - colpevoli noi, di non averlo potuto fare prima - per conoscere un autore giovane (assurdo definire così un quasi quarantenne, ma siamo in Italia), che dichiara la propria passione per Walter Chiari (che viene accentuata sulla scena) e per quanti appartengono al glorioso passato del teatro leggero italiano, un passato che Cavallaro e molti altri continuano a cercare di perpetuare con fatica e pressoché ignorati dai “media di serie A” (leggi, principalmente, quello fatto a forma di quadro che occupa spesso le pareti dei salotti e - a dimensioni ridotte - sempre la cucina delle case).
In scena That's Amore è un racconto a tre voci (Gino, Manuela e Marcelo): il primo è stato lasciato, la seconda invece ha lasciato e il terzo lo si capirà più avanti. Personaggi ben caratterizzati e con quel quid che li rende immediatamente simpatici. Per un errore si trovano ad affittare lo stesso appartamento, all'ultimo piano e senza ascensore, dove "assemblano" i propri rapporti personali. Tutto il risultato complessivo è gradevole e ben presentato, con una corretta attenzione alla tenuta del palcoscenico e alla battuta, affiatati i tre attori che hanno già superato il traguardo delle 100 repliche.
Il racconto direttamente da Marco Cavallaro, che abbiamo incontrato prima di andare in scena
Sono tre mondi diversi che si scontrano. Gino è uno sfortunato, uno che nella vita non ha mai preso una decisione, ha sempre atteso che fossero gli altri a farlo per lui. Inoltre soffre di narcolessia, basta un'emozione improvvisa per farlo crollare addormentato. Un escamotage comico che abbiamo verificato piace molto al pubblico. Lei è una attrice che "non si vende" e quindi non lavora, una nevrotica che prende sempre pasticche per calmarsi. Il terzo, uno spagnolo, Marcelo Alvaro de Julio Iglesias, si esprime con i testi delle canzoni di Julio Iglesias.
Come mai questa idea di Iglesias?
L'idea mi è venuta perché l'autore italiano di Iglesias è un siciliano, mio compaesano, ma soprattutto perché mio padre è stato un fan sfegatato di Julio Iglesias, quindi in casa mia si ascoltavano continuamente i suoi dischi, ci sono cresciuto. Poi sono anche andato a vederlo in concerto, volevo rendermi conto di persona di questo “mito” della mia fanciullezza, il personaggio di Marcelo è anche un omaggio a papà. Comunque ho scoperto, girando l'Italia con questo spettacolo, che Iglesias è ancora conosciuto ovunque, lo ricordano benissimo tutti. E mi è capitata, in più di una sera, che il pubblico iniziasse a cantare, spontaneamente, le sue canzoni".
Una commedia musicale e divertente, la sua...
E' uno spettacolo dove si ride tanto, la storia è semplice, io lo chiamo una commedia musicale da camera, perché tutto ambientato in una stanza. Ed è un omaggio, con la dovuta riverenza e distanza, a Garinei e Giovannini. Io sono cresciuto (e non solo lui, ndr) con il mito delle loro commedie, le storie semplici, con l'amore che trionfa sempre, il lieto fine. In forma ridotta il nostro è un omaggio a quelle atmosfere. Non siamo in trenta, ma in tre solamente riusciamo a trascinare il pubblico e farlo divertire.
Anche secondo lei quindi il pubblico ha più voglia di ridere?
Ma sì. Il teatro comico da quando esiste il teatro è stato quello che ha tenuto in vita il teatro. Senza la commedia il teatro sarebbe già morto, ma da centinaia d'anni. Soprattutto nei periodi di crisi, di difficoltà, la gente ha bisogno di ridere (ci chiediamo, ma non gli chiediamo, se abbia visto “I dimenticati” di Preston Sturges). Noi cerchiamo di farlo senza vincere facile, senza la battuta o la situazione volgare. Io nella mia vita ho sempre scritto commedie, ho avuto la fortuna di cominciare giovanissimo e di debuttare con lo Stabile di Catania, ho avuto il piacere di lavorare con Turi Ferro. Studiando e imparando dai grandi maestri mi sono scoperto questa vena di autore comico ed è questo quello che voglio fare e portare al pubblico. That's Amore ha fatto 100 repliche, il mio precedente spettacolo - Pericolo di coppia - ne ha fatte più di 500, segno evidente che il pubblico vuole questo.
Un gong ci richiama al dovere, il suo! Per noi è sempre un piacere conversare di teatro. Lo spettacolo e il duro mestiere dell'attore devono ricominciare e la nostra non è una battuta, ma una constatazione. Noi ci accomodiamo in platea, loro si preparano per lavorare.







