Pericolo di coppia (recensione)

Pericolo di coppia o pericolo di innamorarsi? A teatro il pericolo è solo quello (positivo) di risate

Marco Cavallaro
m&s - Marco Cavallaro (foto © media & sipario)

Lo stato di emergenza che tutto il mondo sta vivendo e che vede i teatri con i sipari (e purtroppo anche gli ingressi) chiusi, nasconde comunque dei piaceri inaspettati e per questo ancora più intensi. E’ il caso della visione in streaming di pièce che da anni non sono più in tournée, ma che sono piccole chicche di bellezza, di risate, magari degli esordi di autori e attori che abbiamo conosciuto e recensito in età più adulta. Parliamo in questo caso di “Pericolo di coppia”, opera prima come autore di Marco Cavallaro, anche interprete, in questa prima stagione, insieme a Claudia Campagnola e Franco Silvestri per la regia di Claudio Insegno e una confortante presenza in sala che ha superato le 500 repliche.

La storia è presto raccontata: una coppia, formata da Marco (Cavallaro) e Claudia (Campagnola) - personaggi omonimi dei loro interpreti - si rivolge ad un dottore, interpretato da Franco Silvestri perché in crisi. In crisi perché? Per cosa? Per quale motivo? Per problemi economici? Lavorativi? Sessuali? Comunicativi? O semplicemente, come già è stato detto (da John Gray),  perché gli “Uomini vengono da Marte e le Donne da Venere”?

Insieme al medico, consulente, psicologo, tuttologo, semplicemente denominato “Dottore”, i due ripercorrono dall’inizio le tappe della “loro” storia e della storia della coppia in generale, dall’età delle caverne a quella del “ferro” (da stiro, che avete capito?), da Romeo e Giulietta alla "fuitina", dal primo appuntamento in cui si vuole (entrambi) far bella figura a quelli nel quale anche 17 euro per una cena paiono troppi fino ad arrivare alla “crisi”, preludio o conseguenza di una volontà di radici e di un interrogarsi (spesso dalla parte femminile) sul futuro. Cosa succederebbe se, nel primo incontro, quello fortuito o cercato, l’uno sentisse i pensieri dell’altro? Ci si comincerebbe comunque a frequentare? A questi interrogativi cerca di dare risposta il Dottore che, attraverso una lavagna a fogli introduce i vari quadri (amurriani) dei quali si compone la pièce che trova 90 minuti di risate ininterrotte e gag veramente ben riuscite.

Silvestri con il giusto phisique du role è impeccabile nel ruolo dello psicologo che, al posto di dividere, si pone come “collante” tra le varie scene, pur evidenziando senza nessun tipo di pietismo le differenze e le incomprensioni tra i due “litiganti”. Elegante, pacato, preciso interviene con puntualità a sottolineare ancora di più i momenti esilaranti che tradiscono, pur essendo la sua prima commedia, le doti di autore che abbiamo con gli anni imparato ad apprezzare in Cavallaro. Citazioni dalle grandi commedie americane del passato (il pensiero corre a due eccellenti interpretazioni di Walter Matthau: "Una guida per l'uomo sposato" di Gene Kelly e "E' ricca, la sposo e l'ammazzo" di Elaine May) e perfino una strizzata d’occhio ai cartoni di Walt Disney, in cui Pico De Paperis mostra ad un analizzato Paperino la vita che farebbe da sposato. Marco Cavallaro si “cuce” ovviamente addosso il ruolo dell’Uomo della coppia, disseminando gli indizi di quelli che saranno i suoi futuri personaggi. Claudia Campagnola dal canto suo, perfettamente calata nel ruolo della donna che tutte le donne sono, si sincronizza perfettamente con i tempi comici e serrati richiesti. Si ride, tanto, si sorride (che ne abbiamo tutti bisogno, vedi "I dimenticati" di Preston Sturges), ci si emoziona e si riflette.

Uno spettacolo veramente godibile, che non sente il passare degli anni, merito di buona scrittura e buona regia, ma anche di tre ottimi interpreti, che si sono quindi dimostrati quello che sono: bravi da sempre, ieri come oggi. Se si pensasse a una nuova messa in scena, potreste sentire i nostri applausi e le risate dal vivo, giustificando così ancora meglio quel momento di commozione collettiva che ha accompagnato tutti coloro i quali si trovavano davanti ad uno schermo diventato buio piuttosto che ad un sipario chiuso. Cosa ci è mancato? Ci è mancato non poter aspettare gli attori a fine spettacolo per abbracci e chiacchiere, come facciamo spesso. Ma presto torneremo a farlo e il primo abbraccio sarà più lungo e intenso, per recuperare quello che non abbiamo avuto ora e che aggiunge un ulteriore morale a quanto si è percepito nelle parole del Dottore. La formula Uomo+Donna è difficile, ma quella della solitudine ancora di più (e in questo momento ne abbiamo tutti la prova).

“Solo! Che bello il suono di questa parola. Solo. Solo di fare quello che mi pare e quando mi pare, tornare a casa e stravaccarmi sul divano con le scarpe senza nessuno che mi dica attento alle scarpe, attento alle scarpe, senza nessuno che mi coccoli, che mi accudisca o che mi rompa i coglioni, solo… solo… solo… solo… io sono solo? Sono solo? sono…soloooooooo…non è giustoooo voglio qualcunoooooo!”

Esagera presenta
PERICOLO DI COPPIA
di Marco Cavallaro
con Marco Cavallaro, Claudia Campagnola e Franco Silvestri
musiche Jacopo Fiastri
scene Federico Marchese e Serena Muscas
costumi Maria Grazia Santonocito
regia Claudio Insegno
riconoscimenti Premio Charlot Giovani
durata 90 minuti senza intervallo

giornalista
A 25 anni volevo lavorare nel mondo del Teatro. Ora ne scrivo con la stessa passione di allora, facendo molte incursioni nell'arte e meno nella musica.
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