Tra i più grandi ritrattisti della storia della fotografia, Philippe Halsman (Riga 1906 - New York 1979) ha saputo lavorare sempre tra sguardo e introspezione, intuizione immediata, surrealismo, lampi di genio e tecnica raffinata.
Halsman diventa fotografo nella Parigi degli anni Trenta, a stretto contatto con l’ambiente surrealista da cui impara a guardare la realtà con sguardo straniato, innovativo, pieno di inventiva e creatività. Il talento come ritrattista è da subito evidente, sorretto da una tecnica accurata e dalla possibilità di dare a ogni volto, per ogni occasione, una freschezza e una intensità particolare, ottenuti anche sperimentando tecniche e macchinari. Quando nel 1940 arriva a New York, porta la sua sensibilità europea, l’attenzione piscologica, il gioco dei caratteri e la voglia di inventare nelle pagine delle grandi riviste come Life rivoluzionando, in questo modo, il ritratto.
Tutti sono passati di fronte al suo obiettivo: politici come Churchill e Kennedy, divi del cinema come Marilyn Monroe, Humphrey Bogart, Yves Montand, Barbra Streisand, scienziati come Einstein e Oppenheimer, artisti come Pablo Picasso e Marc Chagall e soprattutto Salvador Dalí con cui, in anni di collaborazione crea una galleria unica di immagini straordinarie, oniriche e surreali in cui l’artista e il fotografo si fondono magicamente.
Per ogni soggetto, Halsman riesce a cercare un set particolare, una piccola performance. Le sue immagini sono uniche, a metà tra documento e invenzione, come è proprio nella tradizione dei grandi ritrattisti cui è chiesto di interpretare il soggetto facendolo emergere, o nascondere, dietro il suo personaggio anche a costo di inventare una forma particolare, personalissima, di documento fotografico.
In mostra anche la celebre serie di “jumpology” con divi e personalità che accettano letteralmente di saltare di fronte al suo obiettivo creando un carosello di immagini giocose e dinamiche, originali nella loro realizzazione grafica e nella forza rappresentativa. Tutti si prestano al “gioco” di Halsman, alla dolce tortura di essere fotografati in uno studio, con luci, fondale e macchinari ingombranti. “Quando chiedi ad una persona di saltare tutta l’attenzione è concentrata sull’atto di saltare, e così la maschera cade ed ecco che si mostra la persona dietro di essa” (Philippe Halsman).
Nella sua carriera ha firmato oltre 101 copertine di Life, più di qualunque altro fotografo; ha creato ritratti straordinari per forza e indagine psicologica. “Lampo di genio” raccoglie tutto questo e presenta al pubblico un autore straordinario e un testimone della nostra storia recente. Accompagna la mostra il catalogo edito da Contrasto.
Curata da Alessandra Mauro e Suleima Autore in collaborazione con l’Archivio Halsman di New York, la mostra è promossa e prodotta da Città di Piove di Sacco (PD) | Cultura e Contrasto, con l’importante sostegno di BCC VENETA Credito Cooperativo S.C.. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con la Camera di Commercio di Padova e Venicepromex.
informazioni e prenotazioni
049 - 9709316 / 9709319
www.welcomesaccisica.it
www.comune.piove.pd.it
ufficio stampa
Studio ESSECI di Sergio Campagnolo









