La selezione proposta, curata da Guy Tosatto, riunisce 47 artisti e più di 130 opere, offrendo l’opportunità di scoprire le diverse tecniche e i differenti linguaggi che hanno caratterizzato la scena artistica contemporanea a Parigi, che è stato il grande laboratorio della modernità. Dalla matita al carboncino, dalla tempera all'acquerello, alla gouache o al collage, dalla figurazione all’astrazione, i protagonisti delle avanguardie sperimentano su carta composizioni, forme, figure, talvolta accostamenti cromatici, con la libertà espressiva e l’immediatezza creativa proprie di queste tecniche. L’esposizione si articola in cinque sezioni abbracciando un arco temporale compreso tra il 1900 e il 1960.
Vengono indagati i principali movimenti artistici che hanno segnato la prima metà del XX secolo: dal neoimpressionismo all’espressionismo d’impronta fauve, dal cubismo al ritorno all’ordine, dalla ribellione dadaista al sogno surrealista fino all’astrazione. Emergono attraverso una serie di capolavori le personalità di Matisse, Picasso, Chagall, Miró, Signac, Bonnard, Vuillard, Modigliani, Rouault, Delaunay, Arp, Balthus, Calder, Tobey. Vengono pure esplorate le contaminazioni tra poesia, letteratura e arti visive come nel caso dei disegni sperimentali di Artaud, Klossowski, Cocteau e Michaux.
PREMESSE DELL'AVANGUARDIA - MATISSE, LINEA E COLORE
Se già nella seconda metà dell’Ottocento gli impressionisti francesi avevano scandalizzato il pubblico e la critica con la loro nuova pittura basata sulla sensazione e la resa della luce, è sullo scorcio del secolo e ancor più nei primi anni del Novecento che si gettano le basi per le nuove ricerche che verranno a caratterizzare l’arte più propriamente contemporanea. Dai disegni neoimpressionisti di Paul Signac (compresi quelli che compaiono nelle lettere indirizzate ai collezionisti Georgette Agutte e Marcel Sembat), si passa così ai fogli dai tratti più evocativi di Pierre Bonnard e di Edouard Vuillard, per giungere quindi al segno più provocatorio e già espressionista di Georges Rouault. Diverse sono le invenzioni grafiche di Henri Matisse: dagli studi di nudi femminili realizzati a cavallo tra i due secoli ad un carboncino con il tema de “La danza”, ad alcune straordinarie sperimentazioni degli anni Quaranta come la serie di tavole intitolate “Jazz” in cui compare la celebre figura di Icaro e la tecnica del decoupage.
L'ESPLOSIONE DELLE FORME - PICASSO E IL CUBISMO
La scomposizione della forma legata alla moltiplicazione dei punti di vista inaugurata da Pablo Picasso nel 1907 ha rappresentato una vera rivoluzione nel mondo dell’arte a lui contemporaneo e non solo. L’artista catalano mostra una diversa maniera di rappresentare la realtà che non è mai un punto di arrivo ma sempre un nuovo punto di partenza: ai suoi disegni del periodo cubista si affiancano quelli che mostrano un ritorno alla figurazione e a una dimensione classica come nel magnifico “Ritratto di Olga” del 1921 – uno dei fogli più grandi presenti in mostra-, per arrivare ancora ad ulteriori sperimentazioni. Le opere di Sonia e Robert Delaunay, Fernand Léger, Juan Gris, Ossip Zadkine propongono nuove possibilità di scomporre e ricomporre l’immagine in fogli spesso anche più colorati, vivaci, caratterizzati da un dinamismo puramente lirico.
INTORNO A DADA E SURREALISMO: UN MONDO REINVENTATO
Quando nel 1916 a Zurigo un gruppo di scrittori, intellettuali, artisti di diversa formazione e provenienza fonda il Cabaret Voltaire inaugurando l’avanguardia dadaista, il caso e la totale libertà espressiva sono le uniche “regole” che l'artista si impone. La coppia Jean Arp e Sophie Taeuber-Arp manterrà anche negli anni successivi una felicità creativa caratterizzata da forme libere, prevalentemente astratte, laddove Francis Picabia o Marius de Zayas inventano figure meccanomorfe a irridere la moderna società delle macchine. Qualche anno dopo, dalle premesse di Dada nascerà il surrealismo, il movimento a cui si legarono, tra gli altri, i pittori Joan Miró e André Masson o lo scrittore Jean Cocteau dando forma ed espressione alle loro visioni interiori e al mondo dell’inconscio.
SOPRAVVIVENZA DELLA FIGURA: PARIGI CAPITALE DELLE ARTI
Ancor prima dello scoppio della Prima guerra mondiale un gruppo di artisti trasferitesi a Parigi da altri paesi europei come Amedeo Modigliani, Léonard Foujita, Jules Pascin, si mantiene sostanzialmente estraneo ai movimenti d’avanguardia senza tuttavia rimanere indifferente all’influenza dell’arte africana o alla lezione di Cézanne. Negli anni Venti un po’ in tutta Europa ed anche nella capitale francese ci fu un generale ripensamento delle avanguardie con il recupero della figura e della composizione: André Derain e Raoul Dufy si allontanano dalle esperienze del periodo fauve per ritrovare un diverso rapporto con la figura umana e con lo spazio; mentre Aristide Maillol rimane sempre fedele, nelle sue sculture come nei suoi disegni, ad un ideale plastico legato alla costruzione di una forma pura e senza tempo.
ASTRAZIONE, PRIMA E DOPO LA GUERRA
Il nuovo linguaggio dell’astrazione sperimentato inizialmente da Kandinskij e Mondrian, tra lirismo e geometria, viene ripreso e reinterpretato in vari modi nel corso del Novecento. Prediligono una grammatica geometrica Jean Gorin, legato alle teorie del Neoplasticismo applicate sia in pittura che nella progettazione architettonica, e Auguste Herbin, tra i fondatori del movimento Abstraction-Création, attento tanto alla giustapposizione di colori e forme quanto al ritmo compositivo. Lo scultore Etienne Béöthy sceglie la fluidità delle linee e delle forme allusive al corpo umano; mentre Alexander Calder, unendo cultura scientifica a suggestioni surrealiste, giunge ad evocare poeticamente l’energia dell’universo. Nel periodo successivo alla seconda guerra mondiale Mark Tobey, Bram Van Velde e Henri Michaux si ricollegano ad un’astrazione libera e spontanea, accomunati da una dimensione calligrafica, da un segno inteso come scrittura, che in Tobey si ispira alle filosofie e alle arti orientali, in Van Velde alla ricerca di un equilibrio del gesto, in Michaux alla sua attività di poeta e scrittore.
MATISSE PICASSO MODIGLIANI MIRÓ
Capolavori del disegno dal Musée de Grenoble
curatela Guy Tosatto
organizzazione Musée de Grenoble e Fondazione Bano,
collaborazione Comune di Padova - Assessorato alla Cultura
5 ottobre 2024
12 gennaio 2025
Palazzo Zabarella
Via Zabarella 14
Padova









