Hugo Pratt e Corto Maltese - 50 anni di viaggi nel mito (recensione)

Il personaggio ha 50 anni ma il fascino rimane sempre lo stesso, cristallizzato dalla sapienza del suo creatore

tavola di Hugo Pratt raffigurante Corto Maltese
m&s - tavola di Hugo Pratt raffigurante Corto Maltese

"Questi sono avventurieri... ma l'avventuriero è sempre visto come uno che non ha le carte in regola, un emarginato, uno così... invece non è vero perché l'avventura vuol dire avvenire, vuol dire quello che succederà domani" - Hugo Pratt

E' possibile trovare il "mare salato" tra le strade medioevali ed i portici di Bologna? Sotto le Due Torri o nella piazza Maggiore, chiamata Piazza Grande da Lucio Dalla? Sì, se si intraprende il viaggio insieme a Corto Maltese, il personaggio ormai "cinquantenne" di Hugo Pratt che viene celebrato, appunto per il suo mezzo secolo, con una mostra, dal titolo "Hugo Pratt e Corto Maltese - 50 anni di viaggi nel mito". Un'esposizione temporanea di ben 400 opere tra tavole, acquerelli e chine, visitabile a Palazzo Pepoli, in via Castiglione 8.

Nato nel 1887 da un marinaio inglese e da una gitana di Siviglia, tra l'altro modella di Ingres, Corto "appare" sulla carta nel 1967, grazie alla "mano svelta" di Hugo Pratt - nell'argot (slang) andaluso Corto Maltese significa "svelto di mano", per cui perdonateci il gioco di parole - ispirato dal film hollywoodiano "Il risveglio della strega rossa" (1948, di Edward Ludwig, con John Wayne e Gail Russell).

Corto appare nel primo numero della rivista a fumetti Sgt. Kirk proprio con la prima "puntata" di "Una ballata del mare salato": il marinaio affascinante e desideroso di avventure che abbandona presto la legalità per dedicarsi alla pirateria ha amicizie in tutto il mondo ed attraversa il primo quarto di secolo solcando diversi mari e approdando in Perù, in Irlanda, a Samarcanda e a Venezia, schierandosi sempre dalla parte dei più deboli. 

Grazie alle tavole esposte si conoscono, o riconoscono, le avventure del marinaio e si conosce meglio la storia del suo alter-ego (o è il contrario?) Pratt, dalla nascita sulla costiera romagnola, all'infanzia vissuta tra i tetti di Venezia, alla giovinezza trascorsa ad Adis Abeba per poi tornare a Venezia e cominciare, quasi quanto il suo personaggio, i viaggi all'estero: Buenos Aires, Londra, Stati Uniti e di nuovo l'Italia. Un viaggio anche nella sua evoluzione stilistica che si percepisce maggiormente nelle tavole a china, dove inizialmente sembra quasi di perdersi in un oceano di inchiostro e in mille piccole dettagli che appaiono sempre più velati negli acquerelli dai colori accesi per poi quasi svanire negli ultimi disegni minimali. O un viaggio nelle sue ispirazioni, da Conrad a Melville, da Zane Grey a Jack London, alla poesia.

"Lui diceva che non aveva inventato niente, che riproponeva quel che aveva letto, visto, sentito", afferma la curatrice Patrizia Zanotti, colorista di Pratt, ma anche compagna di vita. Il viaggio di Pratt tra le sale, accompagnati dai gabbiani che segnano il percorso, termina dove tutto è cominciato per Corto, nelle 164 tavole de "Una ballata". Ma se il percorso della mostra termina, non terminano le avventure di Corto perché Pratt (scomparso nel 1995) ha sempre considerato naturale che il marinaio gli sopravvivesse. Nel 2015 è quindi uscito "Sotto il sole di mezzanotte" di Juan Diaz Canales e Ruben Pellejero che ha ricevuto consensi di pubblico e critica.

D'altra parte, come potrebbe "morire" Corto Maltese quando: "... non sono un eroe, mi piace viaggiare e non amo le regole, ma ne rispetto una soltanto, quella di non tradire gli amici. Ho cercato tanti tesori senza mai trovarne uno, ma continuerò sempre, potete contarci, ancora un po' più in là".

HUGO PRATT E CORTO MALTESE
50 ANNI DI VIAGGI NEL MITO

Realizzata in collaborazione con CMS.Cultura
con la curatela di Patrizia Zanotti  
sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna

Palazzo Pepoli
Museo della Storia di Bologna

giornalista
A 25 anni volevo lavorare nel mondo del Teatro. Ora ne scrivo con la stessa passione di allora, facendo molte incursioni nell'arte e meno nella musica.
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