Picasso. Tra Cubismo e Classicismo 1915-1925 (recensione)

In mostra 10 anni tra cubismo e classicismo che ribadiscono l'immensità del grande artista del '900

opera di Picasso
m&s - opera di Picasso in mostra (foto © media & sipario)

Difficile stabilire cosa possa piacere di più nell'immergersi tra le opere di Pablo Picasso. Anche se si è sicuramente "abituati" a vedere (anche solo elettronicamente) i suoi quadri, quelle linee e colori che difficilmente non possono essere immediatamente e puntualmente attribuite, suscita veramente meraviglia immergersi nel vissuto personale dell'artista, curiosando tra le teche che ospitano lettere (anche personali), cartoline, foto, appunti che ne permettono una conoscenza quasi privata, che travalica l'aspetto meramente artistico.

Più di 100 i capolavori presenti nelle Scuderie del Quirinale a Roma, tra piccoli e grandi, tra tele e disegni, bozzetti e costumi, il tutto accuratamente selezionato dal curatore Olivier Berggruen con la collaborazione di Anunciata von Liechtenstein. Una testimonianza a tutto tondo suddivisa su 10 sale, tra il primo ed il secondo piano dello spazio espositivo romano, più un'appendice esterna a Palazzo Berberini.  

Un'attività di ricerca comprensibilmente complessa che ha coinvolto 38 diversi prestatori di Europa, Stati Uniti e Giappone, con due anni di lavoro per un risultato che si colloca tra i più importanti e fondamentali dedicati, finora, a Picasso in Italia. Il progetto è stato elaborato sotto la supervisione del comitato scientifico composto da Carmen Gimenez, Laurent Le Bon, Brigitte Léal, Valentina Moncada, Bernard Ruiz Picasso e Gary Tinterow. L'allestimento è curato dallo Studio Selldorf di New York.

La mostra celebra un decennio dell'artista - Tra Cubismo e Classicismo 1915-1925 - ma anche la sua prima venuta in Italia, nel 1917, con l'amico Jean Cocteau (sono numerosissime le testimonianze in mostra). È durante il suo soggiorno romano che Pablo Picasso idea i costumi, il sipario - la tela di 17x11 metri è esposta a Palazzo Barberini - e le scene del balletto Parade, che avrebbe poi debuttato a Parigi. Un balletto che, come preciserà l’amico e critico Apollinaire, sarà destinato a sconvolgere non poco le idee degli spettatori e la stessa produzione del “genio Picasso”. Accanto a Parade anche i bozzetti per le scenografie e i fondali per il balletto Pulcinella.

In merito all'influenza del soggiorno italiano sul maestro spagnolo, ha sottolineato il curatore Olivier Berggruen: Delle statue antiche lo avevano colpito la monumentalità e la sensualità nascosta, più che le forme e le proporzioni. Ma poi, anticipando certe moderne trasgressioni, Picasso aveva iniziato a mettere insieme con grande disinvoltura “alto” e “basso”. Ad arricchimento di già tanta ricchezza, l'anniversario della presenza di Picasso in Italia viene celebrato anche attraverso una serie di appuntamenti culturali (ad ingresso gratuito) in programma tra ottobre e novembre. Quattro diversi eventi che completano sicuramente la conoscenza dell'Artista e ne amplificano i rapporti con la Capitale d'Italia, dove Picasso ebbe un atelier, ovviamente, in Via Margutta.

In ogni caso, non è assolutamente necessario essere esperti d'arte o comunque profondi conoscitori della materia per immergersi nella mostra, basta avere voglia - come abbiamo fatto noi - di ammirare qualcosa di bello, riconoscendo al maestro spagnolo quella grandissima capacità e profondità artistica che lo pone molto al di sopra di tanti altri (nel caso in cui l'arte sia realmente classificabile). Perché solo chi conosce bene le regole, è in grado così magnificamente di trasgredirle, continuando a suscitare l'ammirazione di chiunque, secolo dopo secolo.

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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