Al Chiostro del Bramante di Roma è possibile ammirare, ma forse sarebbe meglio dire essere letteralmente "risucchiati", dall'arte della cosiddetta "Scuola Inglese" di Francis Bacon e Lucian Freud. Il titolo dell'allestimento, presentato in conferenza stampa, deriva fondamentalmente dal fatto che i due artisti, così come Frank Auerbach, Michael Andrews, Paula Rego e Leon Kossof, le cui opere sono presenti nella mostra insieme a quelle dei due "protagonisti", pur provenendo da altri paesi, fecero di Londra la loro casa artistica non tanto fondando quanto dando vita ad un filone artistico-narrativo che non trova corrispondenza in altri.
Oltre quarantacinque tra dipinti, incisioni e disegni che descrivono o meglio raccontano, attraverso un percorso cronologico e tematico, la fragilità e la precarietà della condizione umana, tanto nel dopoguerra (periodo di massima produzione per la Scuola) quanto negli anni successivi, rivelando una contemporaneità ed un'attualità senza precedenti.
A cura di Elena Crippa, Curator of Modern and Contemporary British Art, Tate e organizzata in collaborazione con la Tate Gallery di Londra, l'exhibition si prefigge lo scopo di mettere a confronto, per la prima volta, due esponenti di un'arte psicologica, cruda, introspettiva, con un realismo talmente portato all'eccesso da sfiorare (come spesso accade nell'estremismo) il suo contrario. La dominante del percorso, che è quella alla base delle opere, è l’esistenzialismo: le cicatrici di Guerra e Dopoguerra visibili ed invisibili diventano un segno del tempo impossibile da dimenticare e che anzi aiutano a dare forma al turbamento interiore che gli artisti della Scuola vogliono rappresentare.
Fra tutti quello che traspare con la visione più radicale è sicuramente Bacon che sente urgente la necessità "non di dire qualcosa, ma di fare qualcosa". Le sue rappresentazioni si concentrano sulla bocca, la parte del corpo umano che lo ha sempre attratto e che, secondo il suo pensiero, sono molto più degli occhi lo specchio dell'anima. Un'anima sofferente che doveva uscire attraverso le grida, gli urli che ha spesso ritratto. Così si trova la maschera funebre dedicata a Wiliam Blake - "Study for Portrait II" nella quale la bocca è serrata, perché quanto voleva dire Blake è ormai sulle tele e perché ormai, con la morte, ha terminato almeno materialmente di "dire" - accanto a "Study for a Portrait" del 1952: un grido che si rifà al fotogramma della donna ferita e urlante nella scena della scalinata di Odessa del film “La corazzata Potëmkin” (Sergej Ėjzenštejn, 1925). Le immagini grottesche, la sua pittura di figura non figurativa che suscita incubi, in qualche modo, si rifà anche a Heinrich Füssli - l'artista che ha esplorato il mondo dei sogni - e risucchia all'interno del dipinto l'osservatore, non permettendo di rimanere indifferenti e creando, in una attualità di immagini trasformate dai filtri, sensazioni violente e strazianti che al contrario non i filtri non li ammettono.
A chiudere l'allestimento il corposo capitolo dedicato a Lucian Freud, nipote del famoso Sigmund. Come Bacon, un pittore della cruda realtà ma che, all'opposto del "compagno", trova compimento, soprattutto negli anni settanta, in un repertorio di nudi senza veli che enfatizzano la parte animalesca dell'essere umano o la sua sofferenza corporea più che quella psicologica in un rispecchiamento della stessa. Il ritratto "David and Eli" del 2004 ritrae l'amico David Dawson insieme al suo cane: l’uomo è sdraiato sul letto senza abiti, il sesso ben in vista, come i peli che coprono il corpo.Il confronto diretto tra persona e animale rafforza l’intrinseca natura animalesca del corpo umano così come, nel ritratto della modella in piedi contro una catasta di drappi e lenzuola e le pezze con cui deterge i pennelli, si vedono chiaramente i muscoli flosci, le pieghe dell’età. Una decadenza fisica che si rispecchia in quella mentale. Una mostra forte, dall'impatto visivo potente che rafforza la convinzione di quanto l'arte abbia ancora tanto da insegnarci.
BACON, FREUD, LA SCUOLA DI LONDRA
Opere della TATE
26 settembre 2019 – 23 febbraio 2020
Mostra prodotta e organizzata da DART Chiostro del Bramante
Organizzata in collaborazione con TATE, Londra
Mostra a cura di Elena Crippa
Catalogo Skira









