25 anni di costumi MTS - Musical!

The School compie 25 anni e festeggia mettendo “in scena” costumi e bozzetti dei suoi spettacoli

i bozzetti di Chapeau
m&s - i bozzetti di Chapeau

Non abbiamo potuto visitare che virtualmente l'esposizione, ma abbiamo potuto assaporarne appieno il gusto con una chiacchierata informale insieme allo scenografo, costumista Simone Nardini, il direttore della prima scuola italiana biennale di arti dello spettacolo, fondata appunto nel 1999 sotto la direzione artistica di Paola Olivieri e del compianto Manuel Frattini con il nome di ”E adesso Musical”.

Uno scambio di battute che ci ha rivelato alcune peculiarità alla base ad esempio della realizzazione dei 280 costumi e 80 cappelli di “Chapeau, il musical” oppure per quelli di “Midsummer Night's Circus” il musical ispirato al Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare, per quelli hippy di “Hair - The Tribal Love Rock Musical”, o per quelli dall'atmosfera degli anni '70 di “Pippin”.

Da subito si mette l'accento sul fatto che oltre all'ideazione - i cui spunti, stimoli, sollecitazioni sono ovunque - anche la realizzazione dei costumi è “tutta in casa” che, a differenza di quanto un profano possa pensare, dà l'opportunità di un notevole risparmio rispetto al noleggio, anzi, un possibile futuro guadagno che può derivare dal successivo affitto ad altri spettacoli.

“In più - sottolinea Simone Nardini - si sensibilizza lo studente alle altre maestranze e si porta avanti con tutte le arti la drammaturgia dello spettacolo, cosa che nell'opera lirica è una normalità mentre nel musical no”.

Pertanto la mattina si studia e ci si esercita nelle varie discipline che porteranno avanti il personaggio e di pomeriggio si cuce, anzi, oseremmo dire “ci si cuce addosso” il personaggio con il vantaggio che poi il costume realizzato può quindi essere affittato ad altre realtà. In più la caratterizzazione coinvolge anche l'Ensamble nell'ottica di una messa in scena completa.

Questa caratteristica della Scuola tramuta in realtà una genesi ideativa a volte anche molto breve. Chapeau ha avuto un’ideazione lunga “solo” un mese con una successiva “realizzazione” di un mese e mezzo, da parte degli allievi, coadiuvati da tre sarti professionisti e due mamme. Tutto questo ha dato vita a una storia che è in realtà il collage di tre racconti biografici scritti da Angelo Luerti (un “detective “ del costume e dei costumisti e un fine conoscitore dei disegnatori dei manifesti dei primi del Novecento) con un'ambientazione storica tra il 1925 e il 1940 tra Milano/Parigi/New York. Così si può scoprire come i costumisti teatrali dettassero la moda e fossero famosi quanto gli stilisti o addirittura artisti provenienti da altri ambiti, basti pensare a Depero.

Diverso il caso di Pippin che in realtà dovrebbe raccontare la storia di una compagnia teatrale di strada degli anni '70 che mette in scena uno spettacolo lo spettacolo con un ipotetetico terzo figlio di Carlo Magno. In realtà il racconto è stato spostato nell'ambiente televisivo tra la fine degli anni '60 e l'inizio degli anni '70 con ispirazioni ai personaggi della “belle Epoque” della televisione italiana lavorando in bianco e nero. Bianco e nero che si ritrova anche nella seconda parte di “Midsummer Night's Circus” che secondo la nostra opinione - ricavata dalla visione dei bozzetti - aveva un gusto felliniano, ma che Nardini ci ha raccontato come in realtà abbia visto la luce ispirandosi ad un circo dei primi del Novecento con un onirico diverso rispetto a Fellini (il quale comunque ha avuto le proprie influenze, magari le stesse) e con una differenza notevole rispetto alla prima parte completamente a colori.

La chiacchierata con Simone Nardini ha affrontato diversi argomenti e ci ha tenuti incollati al ricevitore mentre raccontava come in realtà metta in scena tutto ciò che ha visto, letto, guardato e come abbia libri di riferimento che sfoglia costantemente per aiutarsi, attraverso ispirazioni, suggerimenti, voglia di trasmettere agli altri con l'insegnamento e a mettere in scena i propri sogni sul palco. Per fortuna che i sogni non li tiene in un cassetto.

www.musicalmts.it

giornalista
A 25 anni volevo lavorare nel mondo del Teatro. Ora ne scrivo con la stessa passione di allora, facendo molte incursioni nell'arte e meno nella musica.
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