Se siete fan del più longevo e fortunato (con le donne, al cinema e nella letteratura) agente segreto, non potete farvi sfuggire l'exhibition dedicata a tutti i suoi veicoli, con ruote o senza, mostra ovviamente in corso nella capitale britannica.
La mostra ha come titolo Bond in Motion e propone allo sguardo curioso dei visitatori i principali mezzi di trasporto che l'agente segreto, piuttosto poco segreto, del Regno Unito ha utilizzato, finora, in 23 film e 53 anni cinematografici di onorato servizio per Sua Maestà (almeno per quanto riguarda il "canone" ufficiale). I mezzi dell'ultimo nato, "Spectre" (il secondo che vede alla regia Sam Mendes, dopo lo splendido "Skyfall"), se arriveranno, lo faranno più avanti. Lo spazio, che doveva inizialmente essere temporaneo, si è trasformato in permanente. Ci troviamo al London Film Museum, 45 Wellington St. (a poche decine di metri da Covent Garden).
Immancabili le meravigliose Aston Martin, la stupenda DB5 e la più recente Vanquish, anche se il fascino della prima resiste inossidabile dal 1964, sua prima uscita ufficiale con "Goldfinger". Un perfetto connubio tra linee eleganti e assetto sportivo, senza poi citare i tanti gadget che Sean Connery ha utilizzato prima di schiantare la povera macchina contro un muro, sorte che purtroppo capita spesso ai costosi autoveicoli, con grande cruccio di Q.
La maestosa Rolls-Royce Phantom III - sempre del film Goldfinger - guidata dal cattivissimo Oddjob, killer/autista di Auric Goldfinger. L'altra Rolls-Royce, Silver Cloud II, usata in "Bersaglio Mobile" (1985), di proprietà personale del produttore Albert "Cubby" Broccoli e, sempre dallo stesso film, la Renault 11 "decapitata" da Roger Moore.
Oltre ad auto e moto non mancano poi quei fantasiosi oggetti marcianti, naviganti o volanti che, parallelamente, hanno contribuito al successo della serie cinematografica. Ad esempio, "Little Nellie", auto-giro monoposto che Sean Connery ha utilizzato in "Si vive solo due volte" (1967), il coccodrillo sottomarino di "Octopussy" (1983), ma anche la custodia di violoncello, usata come slittino da Timothy Dalton e Maryan d'Abo in "Zona Pericolo" (1987), oppure la Lotus Esprit S1 che agevolmente passa dalle strade della Sardegna ai fondali del Mediterraneo in "La spia che mi amava" (1977).
Tutti i mezzi sono, ovviamente, dotati di quei necessari accorgimenti che permettono di farsi largo nel traffico odierno, leggi lanciarazzi e mitragliatrici, o comodissimi sedili eiettabili per sbarazzarsi di fastidiosi e ciarlieri passeggeri. Per l'invidia dei collezionisti in mostra anche bozzetti originali di alcune delle sequenze motoristiche che poi sono stare realizzate nei film, oltre a gadget vari tra cui, da italiani, abbiamo notato (e fotografato) la patente di guida di Giancarlo Giannini, in verità a dimensioni leggermente ridotte rispetto al documento "reale", dal film "Quantum of Solace" (2008).
Ora non rimane che attendere le auto utilizzate (più facilmente distrutte) nel Bond n. 24, in uscita annunciata il 5 novembre 2015, sempre affidato alla licenza, di guida quella di uccidere l'aveva già, di Daniel Craig. Chissà se questa ultima fatica riuscirà a ripetere il successo planetario di Skyfall (2012), con più di 1 miliardo di dollari di incassi (a quando scriviamo). Quello che è sicuro è che sarà possibile vedere quali strumenti motoristici - a parte le amate Aston Martin - il nostro James guiderà e quali invece distruggerà. I fan sono in attesa, forse anche i carrozzieri. Sicuramente meno le assicurazioni. Saremmo curiosi di conoscere l'ammontare del premio applicato alla produzione.









