Ziqian Liu è una fotografa cinese, con un percorso di studi universitario in Australia e con base a Shangai. Specializzata nell'autoritratto, si sta facendo sempre più notare nel settore della "fotografia d'autore", quel campo che spesso, come nel suo caso, si affaccia e posiziona a pieno titolo nelle arti figurative. Inserita nel 2020 da Artpil (www.artpil.com) nella classifica delle 30 Under 30 Women Photographers, ci aveva già favorevolmente incuriosito all'ultima edizione del Mia Fair, la Fiera internazionale d'arte dedicata alla fotografia e all'immagine in movimento.
In questo momento una sezione degli scatti d'autore di Ziqian Liu - dal titolo esemplificativo di "Inner Eye" - è in mostra a Milano (Other Size Gallery), con la curatela di Claudio Composti, in collaborazione con Paola Sosio Contemporary Art, ed è visitabile per tutta l'estate, fino al 9 settembre 2022.
Scelgo l'autoritratto perché nella vita di tutti i giorni abbiamo molto tempo per comunicare con gli altri, ma penso che sia necessario dedicare del tempo anche a sé stessi. Penso che a volte la solitudine sia anche divertente. Adoro i momenti in cui riesco a sentirmi respirare.
L’intero lavoro dell’artista si basa sull’autoritratto, dove Ziqian Liu appare e scompare allo stesso tempo, dialogando con oggetti di vita quotidiana, uno su tutti, lo specchio, usato sapientemente non per mostrare il suo riflesso, ma per completare l’immagine e allargare lo spazio. Il volto non è mai svelato completamente all’occhio dell’osservatore, lo intuiamo, possiamo ricostruirlo seppur parzialmente, guardando l’intera sequenza da lei realizzata. Parlando del proprio lavoro, la fotografa racconta che per lei l’esecuzione di questi scatti è un percorso lento, di introspezione, perché attraverso essi impara a conoscersi e come qualunque processo di conoscenza ha bisogno del suo tempo.
Il "nostro" percepito - differente da un astante all'altro, ma mai divisivo - è quello di trovarci in una dimensione altra, parallela e onirica, con una percipiente trasmissione di intimità, purezza e tranquillità. Evidente lo studio e la chiarezza di intenti che guidano ogni sua composizione, che sappiamo ricercata in forma certosina per minimizzare quanto più possibile la post-produzione, se non renderla del tutto assente. Arte digitale e analogica alla ricerca del proprio equilibrio perfetto, non forzato ma naturale.
Durante gli shooting effettuo aggiustamenti continui degli oggetti di scena e della posizione del mio corpo, fino a quando non sono soddisfatta del risultato. Premo l’otturatore dozzine di volte su ogni immagine per scegliere quella che mi piace di più. Talvolta quindi non si tratta solo di un lavoro creativo, ma anche di un esercizio di forza fisica e resistenza.
Ziqian Liu sembra (per quanto noi sappiamo che non sia così) dipingere le sue inquadrature, attingendo all'arte metafisica e a quella surrealista. I rimandi a De Chirico, ma anche a Dalì, sono evidenti nelle atmosfere sospese che non tradiscono però l'attinenza alla realtà, tipica e necessaria in una forma fotografica così inserita nella realtà di ogni giorno. L'artista esprime una forte conoscenza artistica che si riconosce solida anche nel rispetto dell'antico, ma sempre mantenendo la sua spiccata originalità. Di particolare suggestione evocativa lo studio di posizione delle mani, che paiono richiamare il marmo levigato del Canova.
Un'artista contemporanea che merita sicuramente un approfondimento diretto, visitandone la mostra: le parole possono provare a descrivere, ma è l'occhio che sicuramente restituisce sensazioni uniche, diverse da persona a persona, da sensibilità a sensibilità. Noi abbiamo cercato di dare al lettore le nostre, anche in forma collettiva, come davanti ad ogni forma di produzione artistica la mediazione è necessaria per favorire conoscenza e curiosità, ma è poi fondamentale l'esperienza diretta.
C@L







