Luciano Salce: l'ironia è una cosa seria (recensione)

In quale categoria dovremo inserire questo sentito omaggio? Alla fine è poca cosa, perché è l'ironia ad essere "cosa seria"

cartello di inizio mostra
m&s - Via Luciano Salce. Cartello di inizio mostra (foto © media & sipario)

Non possiamo che essere d'accordo con il titolo scelto per questo percorso, visivo e sentimentale, che attraversa la storia del cinema italiano. Un omaggio che il figlio Emanuele a voluto rendere al padre Luciano e che trova chiunque d'accordo, peccato solo che rimanga visitabile per così pochi giorni, quindi è necessario fare in fretta e sperare - come ci è stato dichiarato - che poi la mostra diventi itinerante e possa così consegnare "Luciano Salce: l'ironia è una cosa seria" alla visione di un pubblico non in grado di essere a Roma, dove la mostra è attualmente. 

Varcato l'ingresso (ci troviamo a 5 minuti da Piazza Navona), suggeriamo di seguire le indicazioni del percorso espositivo, iniziando dai pannelli in fondo sulla destra per immergersi così nella vita privata, prima, e professionale poi di uno dei maestri del cinema italiano del dopoguerra, affrontato sempre - come attore, autore e regista - con grande ironia e (lo pensiamo) divertimento, con quella poca cura sull'essere sempre corretti e diplomatici che era ed è merce rara, specialmente fuori dal mondo culturale.
In totale abbiamo 39 pannelli fotografici e due stanze (con tanti dischi delle colonne sonore e locandine), una grande ricchezza di foto, materiali e didascalie che permettono a tutti noi di percepire al meglio la carriera artistica di Luciano Salce (1922-1989), molta vita privata, gli esordi teatrali, il successo del cinema, i programmi televisivi, le passioni soddisfatte dall'agio economico, ma anche la difficoltà della prigionia nel corso della Seconda Guerra Mondiale.

Nello scorrere con lo sguardo (immancabilmente il sorriso e la citazione) i pannelli ci rendiamo perfettamente conto che niente è mai per caso. La genialità di Luciano Salce è stata la linfa contagiosa e contagiante di una sequela eccezionale di Artisti che con lui hanno condiviso anni incredibilmente proficui per tutte le arti italiane, consegnando a noi pubblico di ieri e oggi (quello di domani speriamo non venga troppo disabituato al "bello" da talent, reality et similia), grandi capacità attrattive, dove ognuno di noi è in grado di trovare il "proprio" film o la propria situazione, sottraendola così a chi l'ha ideata, ma che sicuramente molto volentieri l'ha poi consegnata, probabilmente con questo scopo.

Franca Valeri e Paolo Villaggio, Catherine Spaak e Alberto Sordi, Vittorio Gassman e Ugo Tognazzi, Totò e Lelio Luttazzi, Vittorio De Sica e Nino Manfredi: e potremmo veramente continuare ancora per molto. Il meglio del meglio della cinematografia italiana è rappresentato, celebrato e ovviamente ricordato. E Luciano Salce è sempre presente - a pieno titolo - assieme a loro. Non possiamo sicuramente stupirci se, a distanza di anni, ancora vediamo i loro film, se ne studiano le scene nelle scuole di cinematografia, ci fanno ancora divertire e pensare. Tutto il mondo del cinema italiano è rappresentato in questa mostra che - ripetiamo - va vista, per il piacere di ricordare o, nel caso dei giovanissimi, quello di scoprire. Un grande e difficile lavoro di raccolta di anni che, fortunatamente, poi non verrà disperso, perché quando la mostra chiuderà definitivamente tutti materiali verranno donati alla biblioteca Chiarini del Centro Sperimentale di Cinematografia e saranno anche resi disponibili online, ma vi assicuriamo che dal vivo è proprio un'altra cosa.

LUCIANO SALCE. L'IRONIA E' UNA COSA SERIA
a cura di Emanuele Salce e Andrea Pergolari
ideazione scenografica Enrico Serafini
grafica Daisy Iacuzzi
ufficio stampa Rocchina Ceglia
produzione Sycamore T Company
contributo Società Dante Alighieri, Banca Cambiano, Invest Banca, Centro Sperimentale di Cinematografia
patrocinio Accademia di Arte Drammatica, Comune di Roma
collaborazione Istituto Luce Cinecittà, RaiTeche

tempo medio della visita 60 minuti senza intervallo e senza leggere tutto

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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