Gabriella Podini. Enigmi. Oltre l’apparenza 1969-1985

Lodi, Bipielle Arte, Spazio Tiziano Zalli, da mercoledì 24 gennaio a giovedì 15 febbraio 2026

opera di Gabriella Podini
m&s - Gabriella Podini, Ascoltando il silenzio, 1980, olio su tela, 60x80 cm. Collezione privata

Una mostra antologica, a cura di Marina Arensi, celebra Gabriella Podini a 40 anni dalla prematura scomparsa, riunendo un’ampia selezione di opere provenienti dall’Archivio Gabriella Podini e da collezioni private, con l’obiettivo di restituire al pubblico la complessità e la forza visionaria di ricerca dell’artista.

L’iniziativa gode del sostegno della Provincia di Lodi e del Comune di Lodi e della collaborazione con Fondazione Banca Popolare di Lodi, Il Cittadino di Lodi e il Centro Servizi Volontariato Lombardia Sud Ets.

Una mostra personale può diventare una cerniera tra la “vita individuale” dell’artista e la vita sociale e collettiva della comunità. È in questo dialogo che si inserisce il progetto dedicato a Gabriella Podini, riportando alla luce il lavoro di un’artista straordinariamente versatile, animata dal desiderio di comprendere il mondo e restituirlo attraverso il colore, la materia e i segni grafici della sua arte. La sua opera testimonia infatti una capacità espressiva polifonica che attraversa tecniche diverse - dal carboncino al gessetto, dall’olio su tela all’incisione, fino alla scultura - rivelando una ricerca continua e sempre in trasformazione.

In mostra circa settanta opere che ripercorrono la vita, gli snodi creativi e l’evoluzione stilistica di Podini. Nata nel 1929 a Bolzano, dopo il matrimonio con Giambattista Garbelli si trasferisce nel 1954 a Lodi, città in cui nasceranno le sue tre figlie. È lei stessa a offrire una chiave di lettura preziosa per avvicinarsi al suo lavoro: “Nelle mie opere il tema della nascita è ossessivo. L’uomo per me è un essere incompleto, sempre alla ricerca della sua unità (perfezione) e la sua rappresentazione nelle mie opere traduce questa imperfezione e questa speranza di unità”. La retrospettiva invita così il pubblico a entrare nel cuore della sua poetica, dove l’indagine sull’identità, sulle origini e sul divenire umano diventa un linguaggio universale capace di parlare al presente, oltre ogni distanza biografica e temporale.

Il nome di Gabriella Podini compare nelle cronache artistiche lodigiane a partire dagli anni Settanta, in parallelo alle sue prime presenze espositive in città. È in quel decennio che il suo lavoro inizia a richiamare l’attenzione della critica locale, rivelando una voce capace di intrecciare riferimenti culturali e vissuto personale. Afferma la curatrice: “A citazioni linguistiche di ambiti artistici noti, Gabriella Podini affida contenuti di esperienze personali o coinvolgenti la più ampia vicenda dell’uomo  un itinerario che, senza scarti marcati e con passaggi che confluiscono l’uno nell’altro come nati dai raggiungimenti di una progressiva maturazione, muove da sguardi sulle conquiste espressioniste, attraversa le suggestioni della metafisica e approda, nella seconda metà degli anni Settanta, alla fase più matura e convincente, con l’adesione a un surrealismo venato di richiami alle vicende creative nordeuropee e tedesche in particolare”.

Questa evoluzione, articolata ma coerente, restituisce la profondità di un percorso che si nutre di contaminazioni culturali e tensioni interiori, portando Podini a sviluppare un linguaggio personale, riconoscibile e ricco di rimandi simbolici. È proprio questo intreccio - tra storia dell’arte, introspezione e sperimentazione - a emergere con forza nel tessuto della mostra.

L’esposizione costituisce il primo, fondamentale momento di studio sistematico e di catalogazione dell’opera di Gabriella Podini. Le autrici dei testi critici, Marina Arensi e Patrizia Foglia, grazie al contributo delle figlie dell’artista, hanno potuto ricostruirne la poetica attraverso un’intensa attività di ricerca basata su diari, poesie, corrispondenze e materiali documentali. Un lavoro, quello di Podini, che la curatrice della mostra definisce “un’impresa ambiziosa, da considerarsi coraggiosa nella Lodi di quegli anni, dove il nuovo nell’arte cominciava appena a farsi strada”.

Il linguaggio di Podini, infatti, si distingueva nettamente da quello degli artisti locali, rivelando un respiro internazionale maturato grazie ai numerosi viaggi e ai periodi di studio trascorsi in diverse città europee. Tra queste, Parigi ha occupato un ruolo centrale: culla perenne dell’arte e luogo di incontri, confronti e amicizie che contribuirono a formare lo sguardo dell’artista.

Nella mostra i visitatori possono ammirare disegni, dipinti, sculture e incisioni che restituiscono la complessità della poetica di Podini. Accanto alle diverse tecniche, emergono temi che attraversano la sua intera produzione, alcuni sorprendentemente attuali: il tema dell’aborto, affrontato con sensibilità e coraggio; quello del corpo, uno degli enigmi-chiave della sua ricerca visiva, frammentato e ricomposto come un rebus che genera catene di significati; il tempo, la morte, i personaggi-manichino, che diventano specchi di stati psicologici intimi e universali. Questa pluralità di nuclei tematici e formali permette di immergersi in un universo artistico che, pur radicato nella sua epoca, continua a parlare al presente con sorprendente lucidità.

La mostra è accompagnata da un catalogo stampato da Sollicitudo Società Cooperativa Sociale Onlus, con progetto grafico di Armando Chitolina. Inoltre, a ottobre 2026 sarà lanciato un sito portafoglio digitale, realizzato da Elidria Web Agency, che raccoglierà l’intera produzione artistica di Gabriella Podini, rendendone accessibile a un pubblico più ampio e in modo duraturo archivio e patrimonio artistico.

ufficio stampa
Laura Cometa

Testata Giornalistica
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