Abbiamo scelto un'immagine apparentemente in dissonanza, per simboleggiare un evento che nulla ha avuto a che fare vedere con gesti esecrabili (né sopra e né sotto il palco), ma per chi, come noi, non conosceva il calibro dell'artista è stato comunque piacevolmente spiazzante.
Chi fa questo mestiere, a volte riuscendoci e a volte meno, si affida spesso (ed è fondamentale farlo) alle scelte artistiche altrui, ricavandone anche piacevoli sorprese. Questo lungo preambolo per significare il doveroso ringraziamento a chi ha scelto di ospitare in sala teatrale una delle tappe del tour di Nada, "quella" che anni prima aveva "freddo" e che in epoca più recente ha intrapreso una carriera non di nostalgia per gli anni Sessanta e Settanta (come molti suoi colleghi), e solo per questo dovremmo ringraziarla. La serata ha anche lo scopo di presentare l'ultimo lavoro discografico della cantante/autrice, "Occupo poco spazio", progetto che l'ha portata come finalista al Premio Tenco.
Sul palco l'artista si presenta vestita semplicemente di scuro, sempre sorridente, con i capelli che si agitano a "disturbarla" mentre canta, accompagnata da tre polistrumentisti (Francesco Motta, Francesco Pellegrini e Luciano Turella). Ovvia la sicurezza e presenza scenica (non si resiste tutti questi anni se queste doti sono poco praticate), meno ovvio riuscire a dare a tutti i presenti, compresi quelli attirati dalla nostalgia, un'immagine di musicista evoluta che ha lasciato alle spalle - ma senza rinnegare nulla - il beat sanremese, per prendere strade "alternative" (vere!) e indipendenti, e siamo tutti lieti che lo abbia fatto, lo abbia fatto così bene e lo abbia voluto condividere con noi. Il teatro è pieno, come sempre succede quando si è di fronte ad un nome più conosciuto (ma non è sempre detto), il pubblico è comunque trasversale, ci sono molti più giovani di quelli che avremmo dovuto aspettarci, segno inequivocabile di come il percorso musicale di Nada Malanima sia riuscito a prendere nicchie che nulla possono avere a che fare con il primo repertorio adolescenziale, poi virato verso l'autoriale.
Il concerto scorre quindi sulla linea dell'ultimo album, del quale vengono presentati 8 dei 10 brani registrati. Gli arrangiamenti strizzano, in alcuni passaggi, l'occhio al passato (psichedelico e mod) e si miscelano in maniera perfetta anche a quei brani di maggior successo popolare, quelli che dal vivo si devono per forza fare e che hanno costituito le prime fasi di carriera artistica della cantante sul finire degli anni '70. Autrice orgogliosamente "indipendente", non dalla musica (come ad altri accade quando si collocano in questa eccessivamente ampia e generica definizione), Nada ha portato a teatro maestria e piacevolezza, rendendo facile e semplice quel contatto con il "suo" pubblico che in realtà semplice non lo è mai.
Ha molto giocato con i musicisti che ovviamente - come copione richiede - si sono sempre prestati al gioco di scena, ma hanno sempre dato sostanza e sostegno alla voce, come ovviamente si deve fare in un live. Una serata diversa, che non ti aspetti se non hai prima studiato la biografia della cantante, ma proprio per questo - per la sorpresa ricevuta - che gli applausi sono ancora più calorosi, comunque sempre meritati. Dopotutto un bel regalo fa sempre piacere, ma se non si sa cos'è, quando si scarta è ancora più bello.
OCCUPO POCO SPAZIO (2014)
La mia anima
Occupo poco spazio
La terrorista
L'ultima festa
Questa vita cambierà
Sonia
Auguri
Gente così
Il tuo Dio
Sulle rive del fiume
Musicisti
Rodrigo D'Erasmo (violino e basso)
Daniela Savoldi (violoncello)
Mario Frezzato (oboe e corno inglese)
Paolo Raineri (tromba)
Francesco Bucci (trombone)
Domenico Mamone (sax)
Alessandro Grazian (chitarre)
Beppe Mondini (batteria)
Sebastiano De Gennaro (percussioni)
Roberto D'Ellera (basso)
registrazione in presa diretta: Enrico Gabrielli @ Officine Meccaniche di Milano
missaggio Che Studio di Milano
master Shawn Joseph @ Optimum Mastering di Bristol
arrangiamenti Enrico Gabrielli
produzione Tommaso Colliva
edizioni Santeria







