Le vie del rock sono infinite (recensione)

Tenetevi i vostri dubbi che io più invecchio più ne ho e non rimanete attaccati alle vostre certezze ma coltivateli quei dubbi…

Edoardo Bennato in concerto
m&s - Edoardo Bennato in concerto (foto © media & sipario)

Un concerto che ha il sapore di un passato fin troppo presente per i temi trattati in canzoni scritte anche più di quarant’anni fa ma sempre molto attuali.

Edoardo Bennato si presenta sul palco dopo che il Quartetto Flegreo (di archi) lo ha introdotto con le note di Vivaldi e lo fa indossando una maglietta blu su cui campeggia il numero 55 e la dicitura Campi Flegrei: Il cantautore è nato in Via Campi Flegrei 55 ed il numero ha sempre pensato fosse un segno del destino perché nella “smorfia” è quello della musica. L’idea invece di identificare la maglia con il luogo gli è venuta (come spesso ha dichiarato) nel vedere tante maglie di stampo americano con i rimandi alle università piuttosto che ai luoghi. E le proprie origini sono importanti, tanto da trarne linfa vitale e dedicare una canzone ovviamente messa in scaletta. Ma torniamo al concerto.

Bennato sale sul palco con gli immancabili occhiali da sole, l’atteggiamento da eterno ragazzo, la chitarra, l'armonica e comincia un excursus del suo vasto repertorio musicale incentrando il live sull’eterna influenza che le favole, soprattutto quelle di Collodi, hanno avuto sui suoi testi. Moderno menestrello comincia quindi a cantare e sembra - con il dovuto rispetto perché intendiamo fargli un complimento - come se dalla leggenda a cartone animato di Robin Hood della Disney fosse uscito Cantagallo oppure da quella originale l’errante cantastorie Alan-a-Dale che si dice fosse diventato membro della compagine di Robin. Canzoni del passato “L’isola che non c’è” tra tutte e quelle assolutamente attuali come “A cosa serve la Guerra” si mescolano a quelle più recenti di nuovo raccolte in eredità  dal cantautore da Collodi. “Ci pensate? – dice Bennato tra una canzone e l’altra - Collodi aveva già fatto tutto, detto tutto. Nella favola anche i cattivi sono simpatici. E con il tempo ho capito di aver tralasciato dei personaggi importanti, come Mastro Geppetto o Lucignolo”.

La BeBand - Roberto Perrone alla batteria, Arduino Lopez al basso, Raffaele Lopez alle tastiere, Gennaro Porcelli e Giuseppe Scarpato alle chitarre - lo accompagna quindi in un medley che va da “Il gatto e la Volpe” (1977) a “Il mio nome è Lucignolo” (2015) fino a Mastro Geppetto (2017).
Lucignolo è un pr che organizza rave party, Mastro Geppetto porta fuori dalla band un arrangiamento molto particolare. Quasi due ore e mezza di concerto, con il protagonista molto attento a lasciare spazio agli assoli che, se mai ce ne fosse bisogno, confermano il talento e la bravura di ognuno dei musicisti sul palco, ma è anche attento a lanciare messaggi da raccogliere per uscire dalla sala con l'energia data dal rock mista a consapevolezza.

Sullo schermo alle spalle della band - che omaggia anche i Pink Floyd - le foto di Mia Martini e Gino Tortora, riferimento a "la calunnia è un venticello che può rovinarci la vita da un momento all’altro", ma anche il ricordo del Trio Bennato (Edoardo con i fratelli Eugenio e Giorgio) nato perché la madre cercava un insegnante di lingue che non trovò. Trovò quello di musica e il resto… sicuramente “non sono solo canzonette”.

Si esce - dopo il doveroso bis con la BeBad e il Quartetto sul palco - con la voglia di ascoltare nuovamente i dischi del “rinnegato” e con l’amarezza di essere stati seduti fermi fino agli applausi finali. L’acustica in un teatro è perfetta, la seduta è comodissima ma l’energia del rock di questo Signore di 77 anni, soprattutto in certe canzoni, andrebbe vissuta in piedi, sottopalco, per poter gridare: “Bennato sei un rinnegato” e sentirgli rispondere “Si lo sono perché faccio rock and roll!!”

EDOARDO BENNATO
LE VIE DEL ROCK SONO INFINITE
Tour teatrale 2023
con BeBand
e con Quartetto Flegreo

giornalista
A 25 anni volevo lavorare nel mondo del Teatro. Ora ne scrivo con la stessa passione di allora, facendo molte incursioni nell'arte e meno nella musica.
Change privacy settings